La promessa fatta da Aeroporti di Puglia ieri a Foggia, presentando Aeroitalia, è stata la stessa di maggio 2022 quando fu annunciata la compagnia greca Lumiwings: per l’aeroporto Gino Lisa 150mila passeggeri in un anno. Un obiettivo non raggiunto negli ultimi tre anni, con poco più di 53mila passeggeri nei primi otto mesi del 2025. Si riuscirà almeno con Aeroitalia, che fa tornare lo scalo daunio a parlare italiano? A partire dal prossimo 1° novembre, sarà operativo un volo giornaliero Foggia–Milano Malpensa; due le frequenze settimanali sulla tratta Foggia–Torino, con voli in programma ogni lunedì e venerdì, ideali sia per i viaggi di lavoro sia per il turismo. Mentre la terza rotta, svelata ieri, è Bologna, che partirà il 15 dicembre e sarà disponibile fino al 15 gennaio, per poi tornare per la summer season nel periodo fine marzo-fine ottobre. Insomma, una sperimentazione nel periodo natalizio che, in caso di successo, verrà riproposta per l’estate. “La firma dell’accordo con Aeroitalia”, ha dichiarato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, “rappresenta un risultato significativo e una concreta dimostrazione di impegno istituzionale e corale. Un traguardo reso possibile grazie al management di Aeroporti di Puglia e al coordinamento del capo di Gabinetto della Regione Puglia e al supporto costante della Regione, che hanno seguito con attenzione ogni fase del delicato percorso che abbiamo affrontato. L’arrivo di Aeroitalia, compagnia con una flotta moderna e flessibile, risponde pienamente alle esigenze operative dell’aeroporto Gino Lisa e conferma le potenzialità dello scalo, strategico per l’intero territorio. Abbiamo lavorato con determinazione e coerenza rispetto agli impegni assunti, con il territorio e con i passeggeri, consapevoli del valore di questa infrastruttura per il rilancio dell’area. A tal proposito abbiamo proceduto, nonostante la sospensione dei voli, all’assunzione di 10 nuove risorse umane che stiamo formando. Lo scalo di Foggia serve un ampio bacino che comprende territori dell’Irpinia, del Molise e della provincia di Potenza, oltre alla Capitanata, la seconda provincia più estesa d’Italia. Un territorio ricco di risorse turistiche, culturali e religiose, dal Gargano ai Monti Dauni, fino a San Giovanni Rotondo. Con questo passo, si rafforza l’obiettivo di contribuire in modo concreto allo sviluppo socioeconomico della regione, con spirito di servizio e senso di responsabilità istituzionale”. Dopo il mese di fermo dovuto al fallimento, di fatto, di Lumiwings – che per tre anni è stata la sola operativa nello scalo daunio, con un unico aereo per giunta in locazione e alla fine venuto meno – la Capitanata era ripiombata nell’incubo del passato, quando era impossibile volare da Foggia.
“Ringrazio Vasile che si è sempre speso per Foggia, insieme a tutto il management di AdP e all’avvocata Vania Romano”, ha esordito il vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese. “Noi, come Regione e AdP, da anni investiamo su questo aeroporto, che 6-7 anni fa non esisteva. Era chiuso, morto. Lo abbiamo rimesso in vita, abbiamo sbloccato i dossier a Bruxelles e fatto l'allungamento della pista. Mettiamo dieci milioni di euro l'anno per coprire i costi di gestione. Ringrazio Lumiwings per il lavoro fatto qui, ragioni che riguardano la società e indipendenti da Foggia e dalla Puglia l'hanno portata a non volare più”.
Piemontese ha snocciolato le cifre più volte ripetute: “C'è un investimento da 12,5 milioni per il rifacimento dell’aerostazione, siamo in fase di aggiudicazione. Un altro investimento da 9 milioni riguarda il distaccamento dei vigili del fuoco, poi c'è un finanziamento di 36 milioni per il rifacimento del Villaggio azzurro e per la sede della Protezione civile. Stiamo parlando in complesso di oltre 55 milioni di euro di finanziamenti in atto in questo momento. Questo aeroporto ha grandi potenzialità”. Aeroitalia appare molto più solida rispetto ai greci: “Ha 3 milioni di passeggeri l'anno e una flotta di 15 aeromobili. Dal primo novembre si potrà volare con biglietto da 39 euro per Milano Malpensa, oltre a Torino. Rispetto a Milano Linate, lo slot è assegnato non all'aeroporto ma alla compagnia, per legge. Per ottenerlo è stata già presentata istanza da Aeroitalia, la Regione ha già chiesto di concederlo. Mi auguro che anche i parlamentari a Roma possano intervenire per tale riconoscimento”. Piemontese ha rivelato che “in meno di 48 ore sono stati già venduti 1.000 biglietti per Milano e 600 per Torino”. “Avevamo conosciuto l’ad di Aeroitalia Gaetano Intrieri già quattro anni fa, quando l’impresa stava nascendo. Oggi è un player ormai affermato. Siamo convinti che la compagnia saprà dare il massimo delle risposte a Foggia e alla Capitanata”.
“Siamo orgogliosi di poter contribuire concretamente allo sviluppo dell’aeroporto di Foggia e di offrire nuove opportunità di viaggio ai cittadini pugliesi”, ha dichiarato Intrieri, che è anche docente di ingegneria aeronautica presso l’Università di Roma La Sapienza. “Questi collegamenti rappresentano un primo passo importante di avvicinamento verso il mercato pugliese. Speriamo presto di iniziare ad operare anche da Bari e Brindisi. Per Foggia stiamo pensando anche ad altre destinazioni, una su tutte Roma che è il nostro hub. Abbiamo un accordo con Air France e Delta, a Roma abbiamo tantissime destinazioni. Ci stiamo seriamente pensando, magari col più piccolo ATR. Non ci aspettavamo un numero di vendite come quello già registrato. Oggi abbiamo una media di riempimento del 85-90% come compagnia”.
Non è mancato un severo affondo di Intrieri, che ha voluto marcare la differenza tra Aeroitalia e Lumiwings: “Per essere sostenibile economicamente una compagnia deve avere almeno cinque aerei. Noi dopo 4 mesi li avevamo già. Inoltre, puoi fare voli di linea solo se li inserisci in un network. Non si possono paragonare compagnie tanto diverse. A Linate oggi tutti gli slot sono impegnati. Lo slot non può esser ereditato, deve esser riassegnato. Foggia non è, purtroppo, continuità territoriale e si ritrova fuori dagli slot assegnati automaticamente, come invece avviene in Sardegna. AdP ce la sta mettendo tutta. Sono moderatamente ottimista, conto che avremo lo slot di Linate forse non tutti i giorni della settimana (come avveniva con Lumiwings, ndr) ma almeno in alcune giornate”.
AdP ha aggiunto che la Regione ha attivato la richiesta di continuità territoriale, con uno studio tecnico commissionato al più importante studio di ricerca europeo. “Sono state chieste integrazioni, ma siamo in conclusione della fase istruttoria. Enac farà poi una gara d'appalto per individuare il vincitore”.
Intrieri ha spiegato che la scelta di Bologna è nata “sulla base di un nostro studio statistico” e spento l’auspicio di tornare ad avere a Foggia un collegamento internazionale, come è avvenuto da ultimo con Monaco di Baviera: “Come strategia dei primi anni abbiamo cercato di puntare sul mercato domestico. L'estero lo stiamo facendo ora solamente da Roma, serve una organizzazione che richiede analisi e tempo, serve avere pure una struttura all'estero”, ha concluso Intrieri. “Ci siamo prefissati come obiettivo di raddoppiare il traffico annuale del Gino Lisa, arrivando ai 150mila passeggeri nel 2026”.
Si riuscirà ad affiancare presto una seconda compagnia, visto quanto avvenuto con Lumiwings? E’ la domanda posta da l’Attacco a Vasile, anche alla luce della nascitura Puglia Sky, la compagnia aerea che sta sorgendo ad opera di una decina di imprenditori della regione (tra cui quattro foggiani, a cominciare dai big delle rinnovabili Giacomo Mescia e Antonio Salandra, oltre al barese Vito Ladisa e al tarantino Antonio Albanese). Un’operazione sorta per tentare di salvare dal fallimento Lumiwings e poi proseguita con l’ambizione più grande di occuparsi di più scali pugliesi.
“Il tema non è introdurre una seconda compagnia, è offrire una infrastruttura completa e avere una buona compagnia”, ha risposto Vasile. “Peraltro i fondi FSC sono arrivati con tre anni di ritardo. Non credo che nell’immediato ci sia la possibilità di avere una seconda compagnia. L’idea di Puglia Sky è nata in tempi non sospetti, prima che Lumiwings fallisse. Abbiamo sempre immaginato uno scenario negativo e ci siamo posti il tema di avere un’impresa partner. Ci sono diverse disponibilità di imprenditori a stare nella partita, che Confindustria segue direttamente. Noi non possiamo che gioire se nasce un’impresa simile. Ma siamo, chiaramente, pronti ad investire anche in compagnie già esistenti”. Vasile ha dichiarato di aver avuto solo “il 27 settembre un segnale netto della crisi di Lumiwings” e ammesso di aver parlato col candidato presidente Antonio Decaro (per lapsus chiamato “presidente”) della cordata pugliese.
A chi, infine, ha chiesto come mai la semplice visura dei bilanci di Lumiwings (rivelati in esclusiva su queste colonne) non avesse messo da tempo in allarme AdP, Vasile ha risposto lapidario “non spetta a noi verificare i bilanci”.
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