Vieste, il porto incompiuto: via libera ai lavori di recupero da 460mila euro, appello di Cidonio vs Comune

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Gli evidenti passi avanti fatti da Vieste in più ambiti trovano un mesto contraltare in alcuni gap, dalla sanità all’incompiuto porto. A differenza delle Marine di Manfredonia e Rodi Garganico, ad esempio, quella della città del Pizzomunno resta da lungo tempo in attesa di essere ultimata e valorizzata al meglio, in linea col ruolo di capitale pugliese delle vacanze, con l’inossidabile primato in termini di presenze. E’ dunque da salutare con soddisfazione l’approvazione da parte della giunta Nobiletti, lo scorso 17 ottobre, del progetto esecutivo dei lavori di recupero e riqualificazione dell’area portuale al molo di ponente, per l’importo di 459.969,51 euro, oltre Iva al 10%. Nell’ottobre 2024 l’esecutivo approvò il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intervento, redatto dalla progettista e architetta Paola Cecilia Minervino, per 493.243,54 euro. Con quella stessa delibera succitata fu dato indirizzo al dirigente del Settore tecnico di avviare la procedura di gara avente ad oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sulla base del progetto di fattibilità tecnico-economica approvato, dunque un appalto integrato. Come responsabile unico del progetto (RUP) fu individuato l’ingegnere Antonio Pio Morra, funzionario del Comune. Fu decisa la procedura aperta, col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per una spesa complessiva dell’intervento pari a 493.243,54 euro interamente finanziata da entrate da parcheggi a pagamento su aree demaniali. A maggio scorso l’appalto dei lavori di recupero e riqualificazione furono aggiudicati all’impresa viestana Edilizia Cristino srl per l’importo di 332.695,30 euro in virtù del ribasso d’asta del 15,64%, per l’ammontare complessivo di 368.227,14 euro. A metà ottobre l’impresa trasmise il progetto esecutivo, con maggiori costi pari a 87.513,74 euro per lavorazioni emerse durante la progettazione esecutiva non prospettate nel PFTE. Ecco perché per le maggiori lavorazioni l’importo a base di gara è variato in 459.969,51 euro, oltre Iva al 10%, determinando il nuovo importo contrattuale di 389.745,16 euro. 

Se il porto resta tuttora incompleto e non pienamente funzionante è a causa del lunghissimo contenzioso con l’impresa romana Pietro Cidonio spa oggi in liquidazione, che non desiste. Anzi: ha citato in appello il Comune. Nel 2019 la Pietro Cidonio spa citò in giudizio Aurora – Porto turistico di Vieste spa in liquidazione, il Comune di Vieste e la Regione Puglia, dinanzi al Tribunale di Bari, chiedendo il pagamento di 17.320.000 euro. Ma la sentenza di primo grado rigettò ogni richiesta condannando anche al pagamento delle spese di lite in favore del Comune di Vieste e della Regione Puglia.

Tutto finito? Macchè. Il 5 settembre scorso la spa in liquidazione ha presentato appello chiedendo di accertare e dichiarare la responsabilità del Comune di Vieste, connessa alla violazione degli obblighi imposti dal controllo analogo esercitato nei confronti della controllata Aurora-Porto Turistico di Vieste spa, per aver deliberato l’affidamento a terzi delle attività di completamento delle opere portuali e degli arredi di progetto in relazione al porto turistico, unitamente all’attività di gestione della concessione demaniale marittima, in difetto di ogni obbligatoria preventiva verifica in merito all’effettiva consistenza dell’intera area oggetto di concessione e alla sua conformità alle vigenti disposizioni urbanistiche della zona portuale.

Da qui la nuova richiesta di condannare il Comune a risarcire il danno direttamente arrecato al patrimonio di Pietro Cidonio spa e Marinedi spa, già quantificato nel lodo arbitrale coperto da giudicato nonché nello stato passivo esecutivo del fallimento di Aurora-Porto turistico di Vieste spa nella misura imponibile di 17.320.000 euro.

Ecco perché la giunta il 7 ottobre scorso ha autorizzato il sindaco a costituire l’ente nel giudizio promosso dalla spa in liquidazione, sia in proprio sia nella qualità di mandataria dell’ATI con Marinedi spa, unitamente alla liquidatela dei beni ceduti ai creditori del concordato preventivo omologato del Tribunale Roma, della medesima impresa Pietro Cidonio spa, nonché alla Marina di Vieste spa in liquidazione, con data di citazione per il giorno 27 febbraio 2026, per resistere all’appello e chiedere la conferma dell’impugnata sentenza del 2025 del Tribunale di Bari. L’incarico è stato affidato al professore ed avvocato barese Michele Castellano, per una spesa di 71mila euro.
(Foto: Matteo Nuzziello)

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