Puglia Sky, ecco perché è tornata in auge l’idea di acquisire Lumiwings. Decaro si tiene vago sull’iniziativa

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Quanto può essere complicato dar vita ad una compagnia aerea ex novo, partendo da zero, e in un momento in cui le stesse compagnie esistenti sono in alcuni casi in serie difficoltà tanto da cessare le attività e fallire? E’ l’interrogativo numero uno che sorge attorno all’operazione che - tra Foggia, Bari e Taranto – sta tentando di far sorgere Puglia Sky, compagnia regionale dall’ambizione di essere operativa presso il Gino Lisa, Palese e lo scalo brindisino. Sembrava tramontata l’ipotesi del salvataggio della greca Lumiwings, che un mese fa ha interrotto i voli da e per l’aeroporto di Capitanata per i gravissimi problemi finanziari, da ultimo il mancato pagamento dei canoni di leasing dell’unico vettore. Troppo alta la debitoria greca, peraltro non connessa né a Foggia né alla Puglia, per accollarselo senza pensieri, nonostante la presenza tra i soci fondatori di pezzi da novanta dell’imprenditoria regionale, dal barese Vito Ladisa al tarantino Antonio Albanese, ai foggiani Giacomo Mescia e Antonio Salandra. Pareva che la cordata fosse proiettata ad andare avanti mollando l’idea di rilevare Lumiwings acquisendone il capitale sociale, spinta soprattutto dai baresi, ovvero Ladisa e il presidente di Confindustria Bari-BAT Mario Aprile. Ma, come spiegato su queste colonne, mettere sul mercato una compagnia nuova di zecca è estremamente difficile e rischioso, specie dopo che in Puglia è atterrata la romana Aeroitalia, che oggi rappresenta la seconda compagnia italiana dopo Ita e che da poche settimane è subentrata a Lumiwings al Gino Lisa, con voli per Milano Malpensa e Torino, cui si aggiungeranno nel periodo natalizio i collegamenti con Bologna. Ecco perché è tornata in auge l’intenzione di far propria Lumiwings per essere subito operativi con licenze, certificazioni e slot, tra cui quello importantissimo di Milano Linate, che la compagnia greca detiene a differenza di Aeroitalia e che rappresentava di gran lunga il collegamento di maggior successo e numeri nel Gino Lisa. A consigliare gli imprenditori nostrani in tal senso è stato verosimilmente l’unico partner esperto della materia, ovvero Daniele Azzarone, numero uno di Consulta spa, realtà attiva da anni nell’handling aeroportuale in Lazio, Lombardia e Toscana. 

Di origini pugliesi, Azzarone sarà verosimilmente l’amministratore delegato di Puglia Sky, che nel corso di questa settimana i soci fondatori dovrebbero incontrare a Bari in una riunione cui sarebbero stati invitati anche altri imprenditori interessati a valutare l’ingresso in società, dal presidente di Confindustria Foggia e Puglia Tito Salatto al numero uno di Cassa edile di Foggia Michele Gengari.

Mentre l’aereo locato da Lumiwings e rimasto a terra dopo l’intimazione di un tribunale inglese è ancora presso il Gino Lisa, si sta tentando di separare la bad company dalla good company, nell’ambito di interlocuzioni con l’autorità di regolamentazione aerea della Grecia.

Nel frattempo nel comparto imprenditoriale di Capitanata continuano le perplessità sulla fattibilità dell’iniziativa Puglia Sky. “Da parte di Aprile non c’è stata nessuna novità né telefonata. Se realmente il progetto sta prendendo forma vuol dire che i soci al momento non vogliono aprire le porte ad altri investitori o lo faranno successivamente in base al capitale da investire”, dicono alcuni beninformati a l’Attacco. “Le ipotesi su quanto sta realmente avvenendo sono varie: o il progetto va avanti e non vogliono al momento coinvolgere altri imprenditori, oppure è solo pubblicità mediatica in piena campagna elettorale per le regionali, o ancora si sta cercando di fare una due diligence sulla situazione debitoria di Lumiwings in modo da valutarne l’acquisizione”.

Lunedì scorso, a Bari, presso la sede di Ance Puglia, l’associazione dei costruttori edili guidata dal presidente cerignolano Gerardo Biancofiore, è stato ospite il candidato presidente del campo largo Antonio Decaro, che ha accennato all’iniziativa imprenditoriale di Puglia Sky, spiegando di esserne a conoscenza di questa iniziativa ma mantenendosi sul vago.

Intanto, come evidenziato dal Corriere della sera Economia dopo l’intervista al numero uno di Ryanair, il comparto mostra segni di fragilità: dopo l’islandese Play e la svedese Braathens, ora anche la compagnia aerea britannica Eastern Airways ha messo fine alle attività, lasciando a terra migliaia di passeggeri. In un solo mese, in Europa, sono già falliti tre vettori — la maggior parte con una specifica fetta di mercato, quella dei voli regionali verso territori difficili da raggiungere — e gli addetti ai lavori si chiedono quante altre aviolinee potrebbero fermarsi nelle prossime settimane. In questi giorni è iniziata la stagione invernale del trasporto aereo, che va da fine ottobre agli ultimi giorni di marzo. Il traffico cala, le persone viaggiano meno, mentre i costi fissi dei vettori restano elevati a fronte di un forte calo dei ricavi. In Europa, quasi tutti i vettori registrano perdite nei mesi di novembre e dicembre, e poi di nuovo tra gennaio e febbraio. “Già da fine luglio o inizio agosto”, hanno spiegato al Corriere due direttori finanziari di compagnie aeree, “iniziano a entrare meno soldi in cassa: con l’estate già venduta e poche prenotazioni per l’ultimo trimestre, a quel punto le spese superano le entrate. È per questo che tra settembre e ottobre le compagnie con finanze deboli entrano spesso in difficoltà. Al momento, in Europa, a soffrire maggiormente sembrano essere proprio i vettori regionali. E del resto nei giorni scorsi era stato anche l’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, a spiegare al Corriere che altre compagnie sarebbero fallite.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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