Il mondo delle imprese e professioni insieme per ragionare su recupero e valorizzazione dell’area Schiapparo

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Una sentenza che può cambiare tutto. Il 21 aprile scorso, la Corte di Cassazione ha definitivamente chiuso la storica vertenza confinaria dell’area Schiapparo–Torre Mileto tra i Comuni di Lesina e San Nicandro Garganico. Alla luce di questa sentenza, si è svolto a Foggia un importante incontro promosso con la partecipazione di CNA Foggia, Confartigianato Foggia, Confcommercio Foggia e ANCE Foggia, finalizzato ad approfondire le prospettive di recupero e valorizzazione dell’area contesa. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra il mondo delle imprese e delle professioni, dal quale è emersa con forza la necessità di costruire un sistema sinergico e permanente tra associazioni di categoria, imprese, enti locali e istituzioni, capace di sostenere e sollecitare la Regione Puglia affinché venga ripreso e completato il percorso di approvazione del P.I.R.T. (Piano degli Interventi di Recupero Territoriale) relativo all’area interessata. La conclusione della controversia confinaria elimina infatti uno dei principali ostacoli che per anni hanno impedito l’avanzamento dell’iter amministrativo, lasciando invariato l’assetto giuridico delle proprietà e consentendo di riaprire concretamente la prospettiva di recupero di una vasta porzione di territorio che oggi può trasformarsi da criticità urbanistica e ambientale in una significativa occasione di sviluppo. Già nel 2001 il Comune di Lesina aveva avviato le procedure per l’adozione del P.I.R.T. – strumento urbanistico specificamente concepito per il recupero e la valorizzazione delle aree interessate da fenomeni di abusivismo edilizio che hanno prodotto rilevanti trasformazioni del paesaggio – nell’area Schiapparo–Torre Mileto, procedimento poi sospeso proprio a causa della vertenza confinaria. Nel corso della riunione è stata condivisa la convinzione che il recupero dell’area non debba essere considerato esclusivamente un intervento di regolarizzazione urbanistica, ma una vera e propria strategia di sviluppo territoriale in grado di generare nuove opportunità economiche, occupazionali e turistiche. L’obiettivo comune è quello di promuovere un modello di riqualificazione capace di: risanare il territorio; salvaguardare l’ambiente e il paesaggio; valorizzare il patrimonio costiero e naturalistico; favorire nuovi investimenti pubblici e privati; creare servizi innovativi per residenti e visitatori; sviluppare nuove forme di turismo sostenibile e destagionalizzato; rafforzare la coesione sociale e le prospettive economiche dell’intero comprensorio. Le organizzazioni presenti hanno pertanto espresso la volontà di avviare un percorso condiviso che coinvolga istituzioni, rappresentanze economiche e comunità locali, con l’obiettivo di presentare alla Regione Puglia una proposta unitaria e concreta per il rilancio dell’iter del P.I.R.T. e per la definizione di una visione strategica di lungo periodo per l’area Schiapparo–Torre Mileto.

“Abbiamo promosso un incontro con le associazioni che riteniamo più attente ad uno sviluppo del territorio che abbia al centro le imprese dell’edilizia e della promozione turistica”, dice a l’Attacco Antonio Trombetta, segretario di CNA Foggia, “perché riteniamo che il P.I.R.T. per l’area Schiapparo-Torre Mileto possa rappresentare un’opportunità importante nell’ottica del recupero territoriale e dello sviluppo economico, e un’opportunità per le stesse imprese. Per cui, a fronte della chiusura della vertenza confinaria tra Lesina e San Nicandro Garganico, abbiamo voluto mostrare tutta la nostra attenzione nei confronti del P.I.R.T. affinché venga velocemente ripreso”.

“Si tratta di un piano di recupero che può mobilitare oltre 200 milioni di euro tra investimenti pubblici e privati, e soprattutto può immettere nell’economia legale una parte di territorio che finora è stata indicata come un’area impeditiva di sviluppo – spiega Trombetta –. Ogni anno, Legambiente comincia la stagione assegnando alla Regione Puglia la bandiera nera proprio per l’insistenza di questo insediamento abusivo che conta più di 2.000 abitazioni e su cui non ancora riesce a prendere piede nessuna politica di recupero e di valorizzazione”.

“Le istituzioni erano bloccate dall’esistenza di questa vertenza giudiziaria. Il P.I.R.T. era stato approvato dal consiglio comunale di Lesina già nel 2001. Dopodiché, la procedura prevedeva che fosse la Regione Puglia a esprimere il proprio parere e a dare l’approvazione definitiva. Nel momento in cui questa è stata raggiunta, è sorto il problema dell’insistenza su quell’area di una vertenza confinaria tra i due Comuni e quindi non si è potuto procedere all’approvazione. Adesso, con la chiusura della vertenza e l’affermazione che quel territorio resta giuridicamente di competenza del Comune di Lesina, le istituzioni e i privati possono finalmente riprendere il cammino interrotto anni fa”, asserisce il segretario di CNA Foggia. Che però chiarisce come aver risolto la vertenza non faccia partire automaticamente le procedure. “Non c’è nessuna garanzia che le istituzioni assumano un protagonismo. È per questo che le associazioni degli imprenditori hanno voluto segnalare la propria disponibilità e la necessità che quella procedura venga ripresa”, ha concluso Trombetta.

La sfida, emersa con chiarezza dall’incontro, è trasformare una porzione di territorio segnata da decenni di criticità in un laboratorio di rigenerazione territoriale, ambientale ed economica, capace di restituire valore al Gargano e di diventare un nuovo motore di sviluppo per l’intera provincia di Foggia.

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