UE, il presidente del Parco Pazienza smentito dalla Provincia: Non risulta vero quanto afferma

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"Non è veritiero quanto affermato dal presidente Pazienza - afferma a l'Attacco il numero uno della Provincia Nicola Gatta -. Ho compiuto una verifica sommaria col segretario generale".
Continua a provocare polemiche e scontri politici la governance del Parco nazionale del Gargano. L'ultimo caso è scoppiato dopo l'intervista a Foggiatoday del presidente Pasquale Pazienza, sprezzante con "ambientaloidi" e M5S.

Uno dei temi trattati dall'economista Unifg riguarda l'Oasi Lago Salso, che dopo la decisione del PNG di liquidare la spa ha visto il Comune di Manfredonia annunciare la revoca della concessione.

"Per un progetto Life, sempre perché mal gestito, la provincia di Foggia è entrata nella black list della Commissione Europea", ha affermato. Ma ora arriva una secca smentita.

"Non è veritiero quanto affermato dal presidente Pazienza", afferma a l'Attacco il numero uno della Provincia Nicola Gatta. "Ho compiuto una verifica sommaria col segretario generale (Giacomo Scalzulli, ndr). Tra l'altro, 6-8 mesi fa siamo entrati a far parte di un progetto comunitario che coinvolge anche la provincia BAT. L'unica maniera in cui la Comunità Europea è intervenuta è stata riducendo di alcune migliaia di euro le spese per un progetto, una semplice decurtazione".

Peraltro, dagli uffici di Palazzo Dogana si apprende che lo scorso 14 gennaio il Dipartimento di Medicina veterinaria dell'Università di Bari ha formulato all'ente Provincia e al Parco nazionale dell'Alta Murgia una richiesta di collaborazione per l'avvio di un progetto di gestione in cattività di esemplari di Gallina prataiola (Tetrax tetrax) finalizzato alla reintroduzione della specie in territori vocati del Parco dell'Alta Murgia e della provincia di Foggia. "Forse perché il Parco del Gargano ha poco interesse al riguardo?", commentano da Palazzo Dogana. Gli esemplari sono attualmente detenuti presso il centro di allevamento Oasi Lago Salso di Manfredonia.

A smentire Pazienza ci pensa anche l'europarlamentare M5S Mario Furore. "Vorrei chiarire che il termine "black list" a cui fa riferimento Pazienza è tecnicamente incorretto. Pazienza, oltre a sbagliare le procedure all'interno del Parco, fornisce anche dati sbagliati ai cittadini sui media, gettando discredito delle amministrazioni locali", afferma Furore.

"Il presidente fa riferimento presumibilmente al sistema EDES ( Early Detection and Esclusion System), che garantisce l'individuazione precoce di persone o entità che rappresentano rischi o minacce per interessi finanziari dell'Unione. Nei casi più gravi, il Sistema segnala l'esclusione di persone o entità dal ricevere i fondi dell'Unione o l'imposizione di una sanzione pecuniaria, tramite la pubblicazione, sul sito Internet della Commissione di informazioni relative all'esclusione, al fine di rafforzarne l'effetto dissuasivo. Attualmente nel sistema non c'è riferimento alla provincia di Foggia. Sto facendo ulteriori verifiche presso gli uffici competenti della Commissione Europea, anche se le evidenze mi sembrano già chiare, e rimango sempre più attonito del goffo modo di presiedere un ente da parte di Pazienza, che con le sue dichiarazioni divide anziché pensare a tutelare un'area protetta. A questo punto invito l'amministrazione provinciale e il presidente Gatta a chiarire questa circostanza e in quel caso a prendere opportuni provvedimenti contro il presidente del PNG, che anziché collaborare o screditare gli altri dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità", continua Furore.

"Aggiungo che le battaglie che il M5S sta facendo sul Parco sono per l'affermazione della legalità", prosegue il pentastellato a l'Attacco. "A Pazienza conviene buttarla nella contesa politica, protetto dai suoi amici di (bassa) Lega Nord a cui deve rendere conto della sua nomina".

A intervenire è anche Vincenzo Rizzi, responsabile provinciale ambiente di Italia in Comune, il partito dei sindaci fondato dal primo cittadino di Parma Federico Pizzarotti. "Quella di Pazienza è un'affermazione grave, se fosse vero significherebbe che la Provincia di Foggia non potrebbe più beneficiare dei finanziamenti comunitari. Una simile cosa, detta da chi amministra un ente pubblico, deve essere approfondita e chiarita, visto che se veritiera equivarrebbe a danni enormi per la comunità".

A Pazienza aveva replicato nelle scorse ore anche la deputata M5S Marialuisa Faro: "Rispetto agli "ambientaloidi", per quanto mi sia ritrovata anche io in mezzo ai giudizi degli ambientalisti, riguardo la ss693, l'atteggiamento che ho avuto nei loro confronti è stato quello di avviare un dialogo per collaborare insieme. Invece il presidente del Parco ha avuto un atteggiamento nei loro confronti di completa chiusura e prevenzione, già a partire dalle prime dichiarazioni, dove li definiva ambientaloidi. Se vuoi collaborare non è proprio una bella presentazione! Mi chiedo, quindi, se siamo davvero noi del M5S quelli con scarse capacità politico -istituzionali. Ma andiamo avanti. Cosa intende il presidente per rapporti politico - istituzionali? Di sicuro, ci ricordiamo uno squisito pranzo sul trabucco a Peschici, al quale accorse per "dovere istituzionale", invece di presenziare alla commemorazione dei fratelli Luciani. Eh già, quello sarebbe stato un bel segnale di correttezza politico - istituzionale nei confronti del suo territorio e avrebbe dato un forte segnale sul tipo di approccio che voleva usare per la gestione dell'ente appena consegnatogli. Mi preme anche ricordare", continua la deputata Faro, "che nei primi giorni del suo incarico la prima forza politica che mostrò apertamente la voglia di collaborare fu proprio il M5S.

Educazione "politico - istituzionale" vorrebbe che se il presidente chiede collaborazione ai rappresentanti del territorio si presuppone che questi ultimi vengano coinvolti nelle decisioni, quantomeno avrebbe dovuto conoscere e chiedere il nostro punto di vista. Concludo dicendo che sapevamo sarebbe stato difficile cambiare faccia a questo ente e sapevamo che alcuni soggetti componenti del Parco avrebbero taciuto pur di non perdere la funzione principale avuta fino oggi dall'ente, ovvero un vero e proprio bancomat per pochi fortunati. Ma noi non ci arrendiamo e non ci fermeremo di certo davanti a questo modo di fare. Ci saremmo aspettati di più da un accademico con il suo curriculum, ma bisogna fare, poi, i conti con la vera natura delle persone, che il curriculum purtroppo non rivela".(Lucia Piemontese - l'Attacco)©

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