Rocco Augelli, nato a San Giovanni Rotondo il 26 luglio 1985 ed autore di oltre 200 reti nell’Eccellenza pugliese, in campo era meglio noto come la “Gazzella del Gargano”. Entrato nella storia dell'Atletico Vieste con i suoi 150 gol, ha vestito anche le maglie di Trani e Barletta. Aveva scoperto della malattia il 30 novembre ’18, diagnosi tremenda: un tumore cerebrale pediatrico rarissimo, altamente aggressivo. Che lo costringerà ad abbandonare il calcio giocato e a sottoporsi a delicati interventi chirurgici, come quello affrontato a fine agosto ’20 all’International Neuroscience Institute di Hannover, in Germania. Dopo una lotta durata quasi due anni, è scomparso all’età di 35 anni nella notte tra il 18 e il 19 settembre del ’20.
Sono trascorsi cinque anni dalla scomparsa del bomber di San Giovanni Rotondo Rocco Augelli, ma il suo ricordo resta sempre vivo. Un amico, un figlio, un fratello che ha lasciato un vuoto incolmabile facendo vibrare i cuori di migliaia di persone. Il lascito del campione è un messaggio di coraggio e positività, anche davanti agli ostacoli della vita.
“Ringrazio la mia famiglia, la mia ragazza e i miei amici per essermi sempre vicino in tutte le situazioni, belle e brutte. Andiamo avanti perché la vita merita di essere vissuta, in un modo o nell’altro”, scriveva in un post Facebook il 27 luglio ’20, il giorno dopo il suo trentacinquesimo compleanno. Tre settimane più tardi avrebbe esalato l’ultimo respiro nella sua abitazione, circondato dagli affetti più stretti, gli stessi che lo hanno accompagnato per tutto il periodo della malattia.
“È trascorso un mese dalla sua dipartita per il cielo, ma la sua presenza viva e forte resta e resterà nel cuore di tutti, in particolare nel cuore della mamma Bina e del papà Stefano, del fratello Paolo, della sorella Antonella e della fidanzata Carmela – recitava il messaggio lasciato dall’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo Franco Moscone in occasione del trigesimo –. È difficile sanare il dolore della scomparsa, ma il ricordo bello e positivo di Rocco è per tutti come un balsamo che cura e un profumo che riempie l’animo di gratitudine per gli esempi di vita che lascia in eredità. L’eredità che vogliamo cogliere da Rocco è la sua capacità di combattere per il bene e per il bello. Lo ha fatto come calciatore, attaccante nella Eccellenza Pugliese, dove era conosciuto come la “Gazzella del Gargano”; ma lo ha fatto con ancora più forza e convinzione nella lotta contro il male che lo assalì aggredendo il suo corpo. Il cancro non ha potuto vincere però la sua anima e la sua volontà, rimasta forte e modello di professionalità e amicizia, come già lo erano state durante l’attività agonistica. La vita non si misura dal numero degli anni, ma dalla qualità data e lasciata in essi: Rocco di qualità di vita ne ha profusa e ce ne ha lasciata in abbondanza; a tutti noi l’impegno di farne tesoro. Ringrazio con voi il Signore per averci dato il dono di Rocco e prego perché lenisca il dolore dei cuori e dia la forza di lottare ogni giorno per il bello e il buono come ha fatto Lui”.
Dal ’21 la famiglia porta avanti un’associazione intitolata al suo nome con l’obiettivo di raccogliere fondi e realizzare iniziative ed eventi di solidarietà sociale. È stato creato un ponte solidale con la Diocesi del Bururi, in Burundi, dove viene aiutata, grazie ai fondi raccolti, una scuola materna e primaria frequentata da oltre cinquecento studenti, la cui biblioteca porta il suo nome. Sono stati realizzati pozzi d’acqua potabile, installati pannelli fotovoltaici per dare corrente alla struttura e allestita una Chiesa. In segno di riconoscimento è stata fondata una squadra di calcio intitolata a Rocco Augelli, come accaduto anche per la scuola calcio Academy San Giovanni.
A decorrere dalla stagione sportiva ’22/23, su iniziativa del Comitato Regionale Puglia della Lega Nazionale Dilettanti, è stato istituito un premio intitolato alla sua memoria. Il riconoscimento, assegnato annualmente al termine del Campionato Regionale di Eccellenza, è attributo al capocannoniere del torneo.
Nel ’23 la comunità di San Giovanni Rotondo si riunì sul piazzale dello stadio Antonio Massa per ricordare Augelli ed intitolargli il campo B e dedicargli un’opera d’arte realizzata dall’artista Nicola Canistro. Alla cerimonia presenziarono le massime cariche dello sport regionale, autorità civili e religiose. La scultura in ferro “Cerchio dell’Eternità” è un omaggio al senso della vita. Sulla pietra sono incise tre parole volute dal gemello Paolo: umiltà, coraggio e resilienza, che il fratello ha sintetizzato così: “L’umiltà: la capacità di riconoscere i propri limiti. Solo se sei umile puoi essere forte nella vita. Il coraggio: il modo in cui ha affrontato la sua malattia. La resilienza: la capacità di reagire positivamente a una situazione avversa nella vita. Paradossalmente, la malattia ha portato tante cose positive: ci ha riavvicinato alla Chiesa, agli amici e stiamo vedendo quanto le persone ci amino”.
La sua memoria è una fiamma che continua ad ardere incessantemente. Oggi e per sempre AR7.
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