San Giovanni Rotondo, Maria Giovanna Fania apre Florè: concept store e laboratorio di estetica e cultura

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San Giovanni Rotondo si prepara a vivere un’inaugurazione che rompe con le consuetudini del passato: sabato 4 luglio, alle 19, in viale della Gioventù 27, aprirà ufficialmente Florè, un concept store floreale che si candida a diventare non solo un punto vendita, ma un vero e proprio laboratorio di estetica e cultura urbana. Ad anticipare l’apertura, e a fungere da magnete visivo per l’intera area, sorge un murale, realizzato nel mese di giugno, dall’artista argentino Emanuel Alaniz. Noto a livello internazionale per il suo stile audace e immediato, definito ‘muralismo salvaje’, Alaniz è stato scelto proprio per la sua capacità di trasformare spazi anonimi in narrazioni viventi: “Volevamo che il murale fosse un segnale, una scommessa sulla bellezza, un modo per arricchire il contesto in cui ci troviamo e offrire a chi passa una sensazione positiva” ha raccontato a l’Attacco Maria Giovanna Fania, la giovane titolare di Florè, spiegando come l’idea sia nata dalla necessità di donare un’anima a uno spazo urbano che, fino a pochi mesi fa, appariva privo di una propria identità definita. Il progetto, ambizioso e stratificato, è stato seguito passo dopo passo dal fratello di Maria Giovanna, Leonardo Pio Fania, professionista con una solida esperienza nel settore della comunicazione, del design multimediale e della valorizzazione culturale. Grazie al coordinamento di Leonardo, che ha saputo tradurre la visione naturale ed ecologica della sorella in una strategia comunicativa coerente e d’impatto, Florè si propone di colmare un vuoto, offrendo alla città un’esperienza che attinge ai linguaggi contemporanei europei. Il percorso che ha portato alla nascita di questa realtà è singolare e profondamente umano, segnato da una svolta drastica. Maria Giovanna, dopo anni di studi di biologia e un’intensa esperienza lavorativa presso il CUP, ha deciso di voltare pagina, mettendo in discussione le proprie certezze per seguire una vocazione più autentica. 

“Lavorando nel pubblico ho capito cosa non volevo per me stessa e all’interno della mia vita. La mia natura empatica cercava uno sbocco diverso che potesse portare vita in modo diretto e tangibile” ha raccontato la giovane titolare, ripercorrendo i giorni difficili in cui sentiva di non essere al posto giusto. È stata proprio quella parentesi professionale, vissuta con fatica e consapevolezza, a far scattare in lei la molla necessaria per trasformare una passione tramandata in famiglia in un mestiere strutturato. La formazione di Maria Giovanna non si è fermata alla teoria. 

La fiorista ha viaggiato per l’Italia partecipando a workshop di alta specializzazione, confrontandosi con professionisti internazionali provenienti dalla Spagna e dalla Corea, apprendendo tecniche di design floreale che vanno ben oltre la semplice composizione. 

“Un bouquet non è un semplice mazzo di fiori, serve uno studio, una linea precisa che deve essere seguita e, soprattutto, un significato profondo che si vuole trasmettere. Quando compongo, osservo gli accostamenti e, se non sento che l’equilibrio è perfetto, preferisco non realizzare la creazione. Per me è arte, non un semplice assemblaggio di steli” ha spiegato Fania. Questa dedizione alla qualità è supportata da una filiera di collaboratori che condividono la sua visione, inclusi fornitori giovani che riescono a reperire varietà botaniche ricercate distanti dai canoni floristici più tradizionali. 

Maria Giovanna guarda al futuro con ambizione, desiderando invertire quella tendenza che vede troppi giovani talenti abbandonare la propria terra in cerca di fortuna altrove: “C’è bisogno di una spinta in più da parte di chi è giovane. Io ho una paura matta, tremo per l’ansia, ma non vedo perché questo progetto non debba essere realizzato proprio qui, nella mia terra”. 

L’evento di inaugurazione, l’ ‘Aperiflower Opening Party’, non sarà un taglio del nastro convenzionale, bensì un momento di condivisione sociale arricchito da musica house, un DJ set curato e un’esperienza ludica interattiva in collaborazione con l’Hotel Perla del Gargano, che vedrà la messa in palio di premi esclusivi per i partecipanti. 

In questo scenario, Florè si afferma come simbolo di un cambiamento possibile: un’impresa che non si limita a vendere un prodotto, ma che decide di abitare lo spazio pubblico e di accogliere i cittadini in uno spazio dove la natura, la professionalità e l’arte si intrecciano per creare bellezza. È un invito, quello di Maria Giovanna, a riscoprire la propria identità territoriale, o meglio, di guardarla con occhi nuovi.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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