Dispersione scolastica, riunito un tavolo monotematico. Parola d'ordine: impegno nelle attività socio-politiche

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S'è riunito l'altro giorno, in modalità videoconferenza a causa dell'emergenza sanitaria, il tavolo monotematico sulla dispersione scolastica, convocato dall'Ufficio di Piano dell'Ambito Territoriale Sociale Alto Tavoliere, comprendente i comuni di San Severo (capifila), Apricena, Chieuti, Lesina, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate, Serracapriola e Torremaggiore.
S'è riunito l'altro giorno, in modalità videoconferenza a causa dell'emergenza sanitaria, il tavolo monotematico sulla dispersione scolastica, convocato dall'Ufficio di Piano dell'Ambito Territoriale Sociale Alto Tavoliere, comprendente i comuni di San Severo (capifila), Apricena, Chieuti, Lesina, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate, Serracapriola e Torremaggiore.

Il tavolo ha visto la presenza del presidente del coordinamento istituzionale, l'assessore alle Politiche Sociali del comune di San Severo, Simona Venditti, il RUP (Responsabile Unico del Progetto) dell'Integrazione Scolastica, Valentina Lasorella, l'educatrice professionale del polo psicoeducativo, Gabriella Gaggiano, l'assistente sociale del comune di San Severo, Alessia Rubino, i dirigenti e docenti delegati sul tema, degli istituti scolastici dell'Ambito Territoriale.

Dal 2020, il Piano sociale di zona ha rafforzato la %u2018partecipazione' attiva, proprio per evitare l'autoreferenzialità della politica ha dichiarato l'assessore Simona Venditti a l'Attacco Tanto vale per il sociale e per l'idea di città a cui si mira. È stata istituita una cabina di regia con tutti gli attori istituzionali, in cui la politica si confronta, per la prima volta, con i rappresentanti del Terzo settore oltre alle figure che già cerano. Nel tavolo di concertazione, per l'aggiornamento e l'attuazione del Piano Sociale di Zona 2018-2020, da più voci era nata la necessità di un approccio sistemico e sinergico al tema della dispersione scolastica ha continuato la presidente del coordinamento istituzionale Venditti - Pertanto, cogliendo le sollecitazioni, nel tavolo del 27 gennaio, sono state elaborate e condivise le modalità di interazione tra Istituti e Servizi Sociali e l'iter per la segnalazione e il monitoraggio dei casi. S'intende con tale procedura incidere in modo significativo sul fenomeno della dispersione scolastica, problema non nuovo ma aggravato sicuramente negli ultimi mesi dall'attuale situazione emergenziale. Nella stessa riunione è stata ribadita la mission del Piano sociale di zona che è la conoscenza, la partecipazione, la strategia, sulla piaga sociale della dispersione. Ciò che è emerso vede un'ulteriore coinvolgimento dell'anello più debole della catena: la famiglia.

In giro dalla mattina, lo si notava già da qualche anno, e non soltanto a San Severo ma, in proporzione alla popolazione scolastica, anche nei paesi limitrofi, c'erano troppi ragazzi minorenni. Infatti, i dati sulla dispersione scolastica hanno fatto emergere che sono gli alunni in età della scuola media ad essere i più numerosi. La modalità d'informazione è questa: la scuola invia la comunicazione di renitenza scolastica ai Servizi sociali; l'assistente sociale del comune s'interfaccia con l'istituzione scolastica, con la famiglia e con l'utente finale.

Alla fine si riusciva, nella maggior parte dei casi, a far rientrare i ragazzi a scuola ha ripreso l'assessore Venditti Ma per seguirli nei processi educativi, siamo partiti con la nuova modalità d'implementazione delle buone prassi. Prossimamente parleremo degli strumenti da usare a supporto delle scuole di tutto il territorio dell'Ambito in base ad alcune situazioni oggettive. Faccio un esempio: quanti ragazzi sono a rischio dispersione scolastica a causa di fragilità? Il territorio, quanti ragazzi riuscirà a seguire negli adempimenti scolastici? Con quali strumenti? Da qui partiremo con gli strumenti idonei per seguirli a casa, nei centri diurni, ecc. Questo sarà il tema del tavolo del prossimo mese e sarà seguito dall'Osservatorio giovanile, per allargare la Rete, in modo che a giugno faremo confluire tutti i dati per lanciare azioni efficaci ovunque, in modo da misurare la capacità di tutto il territorio compreso nei comuni facenti parte del Piano sociale di zona.

La dispersione scolastica viene confermata come dato triste anche dai dirigenti scolastici. Alcune precisazioni della presidente del coordinamento dell'Ambito: Quando un ragazzo continua ad essere renitente, vuol dire che c'è da modificare la strategia e incidere di più. Ciò vuol dire che il Patto Educativo Territoriale (amministrazioni comunali, scuole, terzo settore, parti sociali, parrocchie, ecc.) è lo strumento necessario di prevenzione e correzione, legato alla dispersione scolastica.

Le conclusioni di Simona Venditti: La dispersione resta da combattere e la presenza in classe resta fondamentale per tutti gli alunni. Ma la DaD c'ha dato una mano perché s'è vista una maggiore unità istituzionale e la messa in campo di tutti gli strumenti di supporto (connessioni, tablet, pc, ecc.) e c'ha detto che occorre un ulteriore coinvolgimento della famiglia all'interno dei percorsi d'inserimento scolastico.

Beniamino Pascale

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