Conte ci crede, arriva per Fatone. Prencipe le "suona" a Gatta e rivali

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E’ Manfredonia l’unica città di Capitanata in cui si voterà domenica per il rinnovo del consiglio comunale, dopo oltre due anni e mezzo di commissariamento.

Si tratta della data del turno autunnale di elezioni amministrative decisa per i 7 Comuni delle regioni a statuto ordinario sciolti per fenomeni di condizionamento e infiltrazione di tipo mafioso.

Sei sfidanti e una partita apertissima, come testimonia la scelta dell’ex premier Giuseppe Conte, oggi capo politico del M5S, di essere presente per sostenere il 47enne candidato sindaco pentastellato della coalizione Manfredonia 2050, l’ingegnere Raffaele Fatone. Conte lo ha confermato domenica scorsa in una riunione col direttivo M5S a Roma. Sbagliava, dunque, chi pensava che l’avvocato di Volturara Appula sarebbe giunto nel Golfo solo in caso di alleanza col Pd. Non sarà l’unico big nazionale a raggiungere la città: mercoledì sera sono attesi sia il ministro del lavoro, il piddino Andrea Orlando (intimo amico del deputato dem sipontino Michele Bordo, ormai habituè di Manfredonia), sia il leader di Azione ed ex ministro Carlo Calenda, che verrà per il consulente finanziario Tommaso Rinaldi. 

La sensazione degli addetti ai lavori è che la sfida tra l’edile Gianni Rotice (centrodestra) e l’avvocato Gaetano Prencipe (centrosinistra), i più papabili per il ballottaggio del 21 novembre, veda al momento il primo maggiormente trainato dal consenso personale e meno dalle cinque sue liste, mentre lo schieramento opposto avrebbe liste più forti del proprio candidato sindaco.

Sono speranzosi i 5 Stelle, che non ritengono di esser fuori dal ballottaggio. “Dobbiamo spingere sul disgiunto. Se si vuole l'alternativa votare altri è inutile. Noi siamo l'unica possibilità”, commenta a l’Attacco un pentastellato. Incerti i numeri di Giulia Fresca, Rinaldi e Maria Teresa Valente, mentre i beninformati scommettono sui nomi dei due aspiranti consiglieri che raccoglieranno il maggior numero di preferenze: l’avvocato ed ex consigliere comunale Angelo Salvemini per Rotice e Francesco Schiavone per Prencipe.

Intanto quest’ultimo ha cambiato registro, tirando fuori la grinta sabato sera nel comizio in piazza Castello insieme al vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, con Bordo e Paolo Campo tra il pubblico.

“Abbiamo costruito la Rete civica, democratica e popolare con l'intento di riconnettere tra loro le tradizioni politiche che da sempre animano il centrosinistra con quella parte di civismo caratterizzato da comuni radici ideali e dall'impegno sociale e comunitario. Un tessuto politico che va continuamente rafforzato, esteso, allacciando nuovi nodi e, perché no, anche periodicamente rammendato”, ha esordito l’ex primo cittadino, in carica per 4 anni tra il 1996 e il 1999. “E per farlo, questa città ha bisogno di buona politica, di buone idee da realizzare e di una guida salda e decisa. Al contrario, il centrodestra ha anche questa volta ha perso l'appuntamento con la storia: il loro leader, in scena da 25 anni, che avrebbe potuto, e forse dovuto, candidarsi a sindaco, mettendo a disposizione la sua esperienza politica in una fase così difficile della città, ha preferito ancora una volta mantenere cariche più confortevoli e meglio retribuite. Deludendo le attese dei suoi sostenitori, ha fatto ricorso a un candidato esterno pur sapendo che, specie con l’ultima amministrazione, egli si è schierato ed ha sostenuto apertamente l’ultimo sindaco di centrosinistra e la sua amministrazione; tant’è che, avendolo a suo fianco, inizialmente aveva annunciato la sua candidatura a sindaco di una possibile coalizione di stampo democratico e riformista, che non ha ricevuto alcuna adesione. Da qui è passato all’altra sponda politica, riunendo uno schieramento di centrodestra, con Forza Italia e con forze politiche UdC e Fratelli d’Italia, che, guarda caso, hanno come esponenti principali persone incaricate dall’ultimo sindaco ad amministrare l’ASE”.

Riferimenti chiarissimi al consigliere regionale di FI Giandiego Gatta e alla scelta di puntare su Rotice non volendo nemmeno stavolta essere direttamente della partita. Mentre l’ex amministratore ASE nominato da Angelo Riccardi e ora candidato con Rotice è Franco Barbone. “Una coalizione che, vista la presenza di tanti imprenditori all’interno e in prima fila, vorremmo sbagliarci ma dà più l’impressione di essere un’associazione temporanea di imprese con una copertura politica. Per loro la politica è una porta girevole; per noi la politica è impegno coerente e costante: non da ora ma da sempre”.

Prencipe è stato netto anche rispetto a Fresca, l’ingegnera cosentina (nata a Manfredonia), candidata sindaca dell’onorevole Antonio Tasso (AgiAmo) e dell’ex consigliere comunale Italo Magno: “Non è però solo a destra che si sono inventati di sana pianta un candidato. Anche chi si voleva presentarsi come il nuovo, e ci riferiamo ad Agiamo e a Manfredonia Nuova, piuttosto che candidare il loro esponenti di punta, hanno preferito affidare questo compito a una perfetta sconosciuta, di cui sappiamo solo quello che ci ha voluto raccontare, incapace perfino di elaborare un programma di governo minimamente originale. Lo ha in gran parte copiato, con uno sfacciato copia e incolla dal programma di un candidato sindaco di Savona. E, ciò nonostante, è quotidianamente dedita ad offendere gli altri candidati e soprattutto la città di Manfredonia, continuamente dipinta come una sorta di impero del male, con amministratori e uffici comunali corrotti e collusi con la mafia, fame e denutrizione infantile, prostituzione giovanile. Sia tranquilla: Manfredonia non è Gotham City e lei di sicuro non è Batwoman. Insomma, ancora una volta il centrosinistra non ha avversari validi con i quali confrontarsi in una sfida adeguata ai problemi ed alle potenzialità della nostra città. Ancora una volta tocca a noi e solo a noi dare alla città le risposte di cui ha bisogno, portare a compimento i progetti avviati e disegnarne di nuovi”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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