Ennesimo colpo di scena a Manfredonia, dove si lavora freneticamente in vista del ballottaggio del 21 novembre.
Se nei giorni scorsi la coalizione a guida M5S e il centrosinistra del candidato sindaco Gaetano Prencipe sembravano destinati all'accordo, stamattina l'Attacco ha dato notizia del nulla di fatto nelle interlocuzioni. Non è stata infatti accolta la richiesta di apparentamento tecnico (con 5 eletti per la coalizione) avanzata dal pentastellato Raffaele Fatone, mentre l'ex sindaco proponeva un accordo politico con due assessorati. Ebbene, adesso il quadro pare ulteriormente cambiato.
Da diverse ore circolano con insistenza indiscrezioni relative ad un proficuo incontro fra Fatone e il candidato sindaco del centrodestra Gianni Rotice. Il M5S e la coalizione Manfredonia 2050 paiono al momenti spaccato: da una parte chi manifesta favore per l'ex presidente di Confindustria (anche in assenza di indicazioni esplicite di voto), dall'altro chi spera ancora nell'accordo politico con Prencipe per provare a governare insieme Palazzo San Domenico. Sarebbero le liste civiche alleate del M5S della coalizione Manfredonia 2050 a premere per l'accordo con Rotice. Il Movimento, invece sfavorevole, si trova ora in difficoltà sulla decisione finale da prendere per salvaguardare l'unità della stessa coalizione. Lo stesso Fatone potrebbe fungere da collante alla spaccatura interna della coalizione non dando alcuna indicazione di voto e lasciando carta bianca ai componenti delle proprie liste ed ai loro elettori. Il non schierarsi depotenzierebbe marcatamente la capacità di influire sulla scelta effettiva dell'elettorato che al primo turno ha votato per Raffaele Fatone e le sue liste.
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