Da un lato c’è il politico oggi più potente dell’intera Capitanata, il numero due in Regione del presidente Michele Emiliano, colui che tiene i cordoni della borsa. Dall’altro c’è la previsione – da mesi – che nessuno dei collegi uninominali pugliesi sia contendibile tranne i due di Bari e Molfetta. In mezzo c’è il collegio uninominale camerale di Cerignola, dove Raffaele Piemontese – pur conoscendo i pronostici del tutto sfavorevoli, che danno per vincente sicuro il centrodestra – ha accettato di essere candidato. Per quanto considerato già eletto grazie al plurinominale Foggia-BAT, l’avvocato originario di Monte Sant’Angelo e già presidente del Consiglio comunale foggiano è al centro del principale interrogativo che circola tra analisti e personale politico.
Quante chance ha di fare il miracolo e di sovvertire tutti i sondaggi, portando insperatamente al Pd magari l’unico uninominale pugliese? I più ritengono che non ci sia partita nemmeno se in campo c’è l’uomo dei 21.518 consensi delle regionali 2020, quando fu il secondo piddino più votato dell’intera regione. In questa rapidissima campagna elettorale il nome di Piemontese corre spesso insieme a quello della fittiana sannicandrese Annamaria Fallucchi (Fratelli d’Italia) ed è proprio un dirigente della sanità foggiana intenzionato a votare il primo alla Camera e la seconda al Senato a sostenere, parlando con gli amici, che il miracolo è possibile. Pare uno dei pochi a pensarla così.
“Piemontese dovrebbe recuperare al Pd almeno il 12-13%, mancano circa 35mila voti all’appello”, commenta un analista politico del capoluogo. “Si dice che il bacino elettorale potenziale sia legato ai 40mila voti del civismo emilianista, ma è assai difficile che Piemontese possa conquistarli tutti. E’ evidente, in questi ultimi giorni, come pezzi di quel civismo si stiano orientando verso Giuseppe Conte”. Perché, allora, accettare questa sfida? “Se fosse l’unico piddino a farcela nell’uninominale arriverebbe su tutti i giornali nazionali…”, sottolinea l’osservatore.
Dalla sua Piemontese ha quasi tutti i sindaci del Gargano compresi Sementino (Vico) e Vocale (San Nicandro). Gli unici a votare diversamente saranno, a quanto pare, Tavaglione (Peschici), Di Mauro (Lesina), Rotice (Manfredonia), Potenza (Apricena). Ma quanti voti potrà davvero spostare la rete di amministratori locali fedele al vicepresidente della Regione? Alcuni si sentirebbero “traditi” dalla scelta di candidarsi (chi dopo di lui in giunta come riferimento?), altri sottolineano come generi confusione la sensazione diffusa che lo stesso Emiliano abbia dato il via libera affinchè qualcuno porti voti al M5S dell’alleato Conte.
Anche gli ultimi sondaggi confermano una situazione netta in favore del centrodestra, col Pd persino in calo. In 10 giorni, emerge da uno degli ultimi sondaggi elettorali che precedono il voto del 25 settembre, il partito di Giorgia Meloni segna un +0,1% e si assesta al 24,4%. In crescita anche i consensi per il M5S (+1,3%; 12,2%) e Terzo Polo (+0,6%; 6,5%). Perdono terreno i dem (-0,7%; 22%), il Carroccio (-0,5%; 12,9%) e Forza Italia (-0,5%; 7,9%). La coalizione di centrodestra, pur con qualche punto percentuale in meno, resta 18 punti sopra quella di centrosinistra (46,9% contro 28,6%).
L’ex europarlamentare Pd Elena Gentile ritiene del tutto inverosimile che Piemontese possa farcela nell’uninominale. “Penso che i sindaci non si spenderanno più di tanto, mentre dall'altro lato vedo un Conte molto forte e molto amato. Ha dalla propria parte tutto l'elettorato femminile”, afferma a l’Attacco.
“Mi aspetto un risultato che per alcuni potrà essere sorprendente, ovvero in quel collegio primo Gatta, secondo il M5S, terzo Piemontese col suo Pd a meno di stravolgimenti. In giro avverto un orientamento forte sia per il centrodestra che per Conte. I numeri, poi, sono quelli che sono: il Pd potrà pure prendere il 30-35% nelle regioni in cui è storicamente più forte come l'Emilia Romagna, la Toscana e la zona di Milano, ma a livello nazionale sta al 21-22% secondo i sondaggi. E se questo dato nazionale fosse vero vorrebbe dire al sud risultati sicuramente inferiori per il Pd. Per me non è affatto detto che il Pd, grazie a Piemontese, possa in Capitanata fare meglio della media pugliese”.
Gentile invita a non dare per scontata l'elezione dei candidati “blindati”: “C’è da ricordare quello che successe 5 anni fa a Michele Bordo, eletto con i resti nonostante la posizione blindatissima, la stessa che oggi appartiene a Piemontese. In campagna elettorale nulla è scontato e tutto invece è possibile, anche il capolista deve stare attento se il Pd crolla. E stiamo vedendo come, nei sondaggi, il Pd perda un punto a settimana. So che molti dei voti del Pd andranno al Terzo Polo e a Conte”. Gentile non vuole rivelare chi sosterrà, sebbene gli ultimi anni trascorsi con Renzi facciano ritenere probabile il supporto al Terzo Polo. “Sicuramente non voterò Pd e non voterò Piemontese. Non posso votare chi mi ha sbattuto la porta in faccia. Quanto al mio gruppo, quel campo largo che avevo costruito attorno a me si è disgregato e oggi alcuni sono con Azione, altri con Italia Viva, altri ancora sono rimasti nel Pd ma con grande sofferenza. Non so quanto il Pd ci abbia guadagnato”.
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