I 20 giorni che Rotice ha per ritirare le dimissioni partono da mercoledì 6 settembre scorso, quando ha annunciato pubblicamente – nel corso della sua conferenza stampa fuori dalle mura del Comune – di averle appena fatte protocollare. “Invito tutte le forze politiche per bene – ha detto a l’Attacco – a condividere un progetto, lasciando fuori chi vuole il male di Manfredonia”. Adesso nella lista dei cattivi ci sono i forzisti che, in Consiglio comunale, sono arrivati in 7 e sono rimasti 3: Liliana Rinaldi, Angelica Ciuffreda che però starebbe meditando di continuare a sostenere Rotice, Marco Di Bari. Quest’ultimo si è reso protagonista di un equivoco, così l’ha motivato, quando nel pomeriggio di ieri ha protocollato il ritiro delle sue dimissioni. Pensava che altrimenti sarebbero rimaste valide, secondo la sua versione dei fatti. A riprova, è stata confermata la sua permanenza con Forza Italia nella minoranza consiliare.
Sicuramente Forza Italia siederà tra i banchi dell’opposizione, quanti saranno i forzisti e quanti i rappresentanti della minoranza è invece poco prevedibile in questo momento. Le folgorazioni improvvise sulla strada di Damasco creano comunque precedenti e ogni previsione fondata su come sarà composta la prossima assise comunale – se il Sindaco riuscirà a trovare i numeri che gli garantiscano di continuare a governare - può essere sovvertita dalla sera alla mattina. Per davvero.
Accanto a Forza Italia siederà certamente Maria Teresa Valente. Troppo distante da Rotice e troppo vicina ad Angelo Riccardi per stare in un’ipotetica larga coalizione con la minoranza. Non un’idea peregrina, visto che ci pensò qualcuno a seguito delle scorse elezioni provinciali quando Forza Italia non aveva gradito (eufemismo) il voto di Rotice per il leghista Primiano Di Mauro che aveva decretato la sconfitta di Nicola Gatta.
La proposta era di creare un governo senza Forza Italia, allargato quasi del tutto in blocco ai membri della minoranza. Stabilire quattro o cinque punti cardine per il prosieguo dell’attività amministrativa, magari fino al termine del mandato nel 2026, per valutare le priorità e gli obiettivi da perseguire. Non è ben chiaro se questa sorta di mano tesa sia stata notata, è comunque certo che il Sindaco non ha fatto nulla per dare seguito da parte sua.
I numeri dicono che dei 24 consiglieri che compongono la massima assise cittadina, 13 sono certamente già a sostegno del Sindaco. Sono i suoi fedelissimi Gianni Sventurato, Ciro Campanella, Sara Delle Rose, Antonia Vera Chiara Facciorusso, Mary Fabrizio, Davide Marasco, Michele Paglione, Giovanna Titta, Piercosimo Zino e gli ultimi arrivati Francesco Riganti e Vincenzo Di Staso, insieme ad Adriano Carbone.
Finora il Sindaco ha contato su singoli consiglieri che hanno cambiato casacca, piuttosto che fare ricorso ad accordi con i partiti. Se Ciuffreda restasse con i suoi, confermato Di Bari all’opposizione, vorrebbe dire che è arrivato forse il momento di cambiare strategia. Rotice dovrebbe far colpo su qualcun altro dell’attuale minoranza per garantirsi una maggioranza meno ballerina e, soprattutto, per non stare ‘sotto lo schiaffo’ del tredicesimo uomo che, se non soddisfatto, farebbe cadere tutti.
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