Nel centrodestra primato di Fratelli d'Italia, terzo partito in assoluto a Foggia, con l'11,30% e 7.572 voti, mentre sono 8.437 le preferenze. Una distanza abissale rispetto al 29-30% che in Italia oggi vanta il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Una sorpresa e due conferme tra i meloniani neo eletti: tornano in aula sia l’ex consigliera Concetta Soragnese (786 preferenze) e che l'ex assessore Claudio Amorese (725) genero di Bruno Longo, ma il più suffragato è Maurizio Accettulli (851), dipendente della controllata Amgas spa. Amarezza per l’ex consigliere Salvatore de Martino, che era in ticket con Soragnese e che è il primo dei non eletti di FdI.
Disastro totale per la lista di Forza Italia con appena il 5,85% e 3.919 voti, 3.818 le preferenze. Il partito delandellizzato non assomiglia più in alcun modo a quello del 2019: -7,75% rispetto al 13,6% di quattro anni fa, un crollo di 6.564 voti (da 10.483 a 3.919). Oltre al candidato sindaco Raffaele di Mauro elegge due consiglieri comunali, ovvero gli ex eletti Gino Fusco (989), passato da FdI agli azzurri dopo aver tentato invano di candidare a sindaca la moglie poliziotta Rita Montrone, e Pasquale Rignanese (665), che era il delegato alla pubblica illuminazione con Landella. Non è stato invece rieletto l’ex assessore Paolo La Torre (462), fuori anche l’ex sindaco Mimmo Verile (416).
Il settimo eletto del centrodestra è Marco Pellegrino (458) della civica di Mauro sindaco-Noi moderati, candidato nelle civiche landelliane negli scorsi anni, militare Aeronautica che era braccio destro di Leonardo Biagini; solo terzo l’avvocato Oreste di Giuseppe figlio dell’ex parlamentare Franco (342). La lista ha ottenuto 2.654 voti, pari al 3,96%, e 2.567 preferenze.
Debacle della Lega, la cui lista Prima Foggia vale solo 2.575 voti, pari al 3,84%, e 2.916 preferenze. Ad essere stato eletto non è il segretario salviniano Antonio Vigiano (solo 203 preferenze e quinta posizione, ma che aspirava addirittura a fare il candidato sindaco del centrodestra), bensì Amato Franco Nunziante (438), legato a Raimondo Ursitti e proveniente dal settore dei tributi.
Nessun eletto per i Liberali e Riformisti Npsi, che ha incassato 899 voti pari all’1,34% e 943 preferenze.
Infine ci sono i seggi di Angiola, Mainiero e de Sabato.
Solo il primo è riuscito a far eleggere anche una propria candidata, Stefania Rignanese (277), prima nella lista Angiola sindaco, che ha ottenuto 3.239 voti, ovvero il 4,83%, e 2.953 preferenze, facendo meglio delle civiche dei candidati sindaci Episcopo e di Mauro. Ecco i dati delle altre tre liste del docente Unifg: Effetto Foggia con 1.379 voti, pari al 2,06%, e 1.669 preferenze; Foggia 5.0 con 751 voti, 1,12%, e 773 preferenze; Orà Angiola sindaco con 503 voti, pari a 0,75%, e 496 preferenze.
La disfatta di Mainiero è anche nei numeri delle sue liste: la principale, Mainiero sindaco, ha ottenuto 3.855 voti pari al 5,75%, 3.642 le preferenze; Resto a Foggia ancora peggio, con 453 voti, pari a 0,68%, e soltanto 385 preferenze. Non è riuscito a fare miracoli per il commercialista ex meloniano il consigliere regionale già sindaco di Lucera Antonio Tutolo (202 preferenze).
La lista più debole di tutte quelle partecipanti alle urne è stata la Progetto Concittadino di de Sabato, con 445 voti, equivalenti a 0,66%, e 452 preferenze. Per la lista principale, de Sabato sindaco, 1.756 voti pari al 2,62%, 1.679 le preferenze.
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