E’ assai lucida e articolata l’analisi post voto dell’ex assessore regionale e commercialista Leo di Gioia, anni fa leader dei civici di Capitanata. Era tra i possibili candidati sindaci del centrodestra e che ha lavorato alla civica Prima Foggia. L’Attacco lo ha intervistato.
Lei temeva la sconfitta del centrodestra al primo turno.
Uno dei rischi connessi alle elezioni post scioglimento per mafia del consiglio comunale era poter perdere al primo turno. Non sono stupito che ciò sia accaduto, ma la responsabilità non va addebitata a Raffaele di Mauro. Il centrodestra, per me, ha fatto un ragionamento che presentava questo rischio potenziale, ovvero l'idea che il voto politico potesse supplire al solo parziale rinnovamento della classe dirigente locale. Con la candidatura di di Mauro si è cercato un punto di equilibrio tra il superamento lento dell’era Landella, la valorizzazione del brand politico centrodestra e la nascita di una nuova rappresentanza consiliare. Questo punto di equilibrio doveva salvare un po' della passata classe dirigente cercando di farli convivere con un'idea di rinnovamento all'interno di una cornice politica considerata solida ed affine al governo nazionale. La campagna elettorale è stata incentrata sul rinnovamento mite, il tutto valorizzato dal rapporto preferenziale con i vari Ministeri romani. Questa chiave di lettura purtroppo non è stata sufficiente, come nemmeno ha pagato che di Mauro sia stato indicato dopo le varie indisponibilità di Porreca, De Leonardis, Fallucchi ed altri, facendolo apparire come una sorta di ripiego della coalizione.
Era prevedibile che il campo largo avrebbe doppiato il centrodestra?
Era possibile, come in effetti è successo, che il centrodestra venisse doppiato, avendo la metà dei candidati rispetto al campo largo progressista. La prima parte della campagna elettorale l'avevamo già persa, quando vari pezzi della coalizione avevano cercato e trovato spazio nel campo largo e nelle sue liste più borderline. Era nelle cose, dunque, che il campo largo ottenesse più voti.
Il voto disgiunto ha penalizzato sia Episcopo che di Mauro. Quanto ha inciso?
Il voto disgiunto rappresenta un meccanismo difficile da esercitare, un'opzione complicata tant'è che ci sono tante schede nulle proprio per questo motivo. Non ha cambiato il senso del risultato, né per Episcopo né per di Mauro. E’ andato a vantaggio dei voti personali dei tre candidati sindaci civici ma senza influire sul dato finale.
Perché ha vinto Episcopo? Solo grazie ad una coalizione extralarge?
La vittoria di Episcopo per me è il risultato di un combinato di fattori. Innanzitutto è stato espresso un giudizio negativo sull'amministrazione precedente e su coloro che avevano causato lo scioglimento per mafia. Indubbiamente il commissariamento, in quanto prettamente tecnico, ha rappresentato una perdita di chance per la città, perché non si è potuto programmare negli ultimi due anni e mezzo. E questo è stato imputato al centrodestra. In più il centrosinistra è riuscito a tessere una tela ampia: provando a mettere insieme tutto ed il suo contrario, col sacrificio del Pd che ha rinunciato alla candidatura del sindaco, con il presidente della Regione Michele Emiliano che ha saputo incassare una forzatura dei 5Stelle e con i civici che hanno costruito liste competitive e di varia estrazione politica. E’ chiaro che con questo risultato per Furore c'è la strada in discesa per essere candidato di punta alle europee 2024, grazie ad una legittimazione e credibilità politica conquistata.
Che ruolo ha giocato la candidata sindaca, a digiuno di politica e questioni amministrative?
Il ruolo di Episcopo è stato sapiente, perché con un posizionamento istituzionale ed equilibrato ha attivato una fortissima competizione interna allo schieramento. Il suo essere “non di partito” ha enfatizzato gli stimoli a competere tra le liste. Lei è stata un punto di unità, grazie alla sua terzietà rispetto alla proposta politica pur con una forte opzione legata al M5S. Adesso a mettere in equilibrio la coalizione ci pensano il primato del Pd ed il risultato dei 5Stelle.
Perché il centrodestra non è riuscito a portare Episcopo al ballottaggio?
La difficoltà di Raffaele di Mauro, che credo in verità alla luce del risultato nessun candidato avrebbe potuto sovvertire, ripeto non per suo demerito, è stata di aver pescato solo nel sistema del centrodestra, non ha avuto trasversalità e dunque non c'è stato un valore aggiunto portato alla coalizione. Si pensava di poter andare al ballottaggio raggiungendo il 30% al primo turno. Poi al ballottaggio sarebbe stata una partita a due tra di Mauro ed Episcopo. Ora mi auguro che il centrodestra sappia canalizzare i rapporti col governo in favore della città, il colore politico della nuova amministrazione comunale non deve rappresentare una limitazione in tal senso.
Come reputa il risultato delle liste del centrodestra?
Fratelli d'Italia ha avuto un risultato lontano da quello politico ma con qualche bella eccellenza che si è messa in mostra. E’ chiaro che molti sono accorsi in Fratelli d'Italia pensando che quand’anche si fosse perso sarebbe scattato comunque il seggio. Il risultato finale della lista meloniana è dignitoso, sia pure a un livello inferiore rispetto alle aspettative, ma con candidati giovani e con una lista rinnovata. Forza Italia è scesa di parecchio: era storicamente il partito di Landella, si è molto svuotato nella proposta una volta venuta meno l'area politica di riferimento. Quanto alle due civiche sono il frutto di una valutazione su dove sarebbero scattati i seggi. La Lega aveva in partenza rinunciato alla presentazione del proprio simbolo per una questione di opportunità politica legata a quello che era avvenuto con Landella negli scorsi anni. Il risultato è il minimo sindacale, che è servito a fare leggere un consigliere. Idem per Noi Moderati.
L’ha stupita l’exploit di Angiola?
Angiola ha rappresentato una grande sorpresa. E’ partito prima e ha mobilitato tante persone fiduciose rispetto alla possibilità di un cambiamento. Inoltre ha fatto una campagna pacata, seria e programmatica. Angiola, però, aveva immaginato di poter rappresentare l'ago della bilancia al secondo turno e ciò non si è verificato.
Che commento dà rispetto alla delusione cocente del flop di Mainiero?
Al contrario di Angiola, Maniero ha acceso molto i toni della campagna, in linea col suo carattere, ma questo non ha premiato perché la protesta si è canalizzata più sulla coalizione che poi avrebbe vinto che non sulla asprezza della campagna di Maniero. Né ha pagato il coinvolgimento del consigliere regionale Antonio Tutolo, oltre alle modalità della campagna elettorale coi comizi improvvisati in strada risultati inefficaci. Maniero poteva rappresentare il regista, ha preteso invece di fare il centravanti e di stare in campo, ma questa sfida era al di fuori dalla portata effettiva delle sue liste. Il limite delle liste, prive di un vero potenziale elettorale, ha coinvolto tutti e tre i candidati sindaci civici. Il risultato finale di Mainiero non mi ha stupito.
Cosa pensa del risultato, infine, di Antonio de Sabato?
E’ importante che sia entrato in consiglio perché è un portatore sano di valori civici ed è una persona fuori dagli schemi. La sua è stata una campagna elettorale molto dinamica.
Che opposizione sarà questa con 12 consiglieri divisi in quattro gruppi? Saprà essere efficace?
Per fare opposizione basta Mainiero, come la fa lui non la fa nessuno.
Episcopo rischia di avere problemi per via del suo campo largo?
Non credo che Episcopo debba temere il suo campo largo, c'è una maggioranza che si fonda principalmente sui due partiti più importanti, ovvero Pd e 5Stelle. La parcellizzazione nella presentazione delle liste è stata superata dalla attribuzione dei seggi. Il tema vero, piuttosto, è la tenuta delle civiche o pseudo-tali, trattandosi di contenitori elettorali che possono subire in modo più penalizzante le fibrillazioni e il malcontento dei singoli. Ma l'ossatura della maggioranza è costituita dai due partiti principali del campo largo e questo può rappresentare un elemento di stabilità. Per finire formulo un augurio alla sindaca perché sappia essere punto di mediazione degli interessi cittadini, con fermezza e professionalità come ha saputo fare nel suo ruolo professionale. Le faremo opposizione leale ma senza sconti e senza concessioni.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
How to resolve AdBlock issue?

























(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).