Entrando nel dettaglio dell’analisi delle preferenze, contrariamente alle speranze del M5S è il Pd ad essersi imposto come primo partito in città. La lista dem ha conquistato 9.153 voti, pari al 13,66%, mentre le preferenze sono state 10.834. In tal modo il partito del vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese è riuscito ad eleggere sei consiglieri. Non mancano le sorprese: non v’era alcun dubbio sull’ingresso in consiglio del trentenne segretario cittadino Davide Emanuele (che lascerà l’incarico di commissario straordinario dell’ASP de Piccolellis di Foggia e per cui Episcopo ha pronto un posto in giunta), primo degli eletti dem con 1.013 preferenze, il più suffragato in assoluto e l’unico ad aver superato il migliaio di consensi; stupisce, invece, che la seconda a quota 882 sia la 26enne Alice Amatore, figlioccia dell’ex presidente del Teatro Pubblico Pugliese Peppino D’Urso ma supportata anche da altri nomi noti come l’ex parlamentare Orazio Montinaro e parte del mondo CGIL; solo terza con 853 preferenze Lia Azzarone, presidente dell’assemblea regionale Pd e stando ai rumors destinata alla presidenza del consiglio; gli altri ex eletti che tornano in aula, oltre ad Azzarone sono il figlio d’arte e vigile del fuoco Francesco de Vito, con 816 preferenze, e il medico Lino Dell'Aquila, con 785; il 23enne Mario Cagiano, che era in ticket con Amatore e godeva degli stessi sponsor, con 735 preferenze.
E’ sicuramente una nota positiva questa rigenerazione del gruppo consiliare dem, con due ragazzi che neanche fanno parte dei piemontesiani in senso stretto. Sono invece rimasti a bocca asciutta le vecchie volpi e campioni di consensi Annarita Palmieri (687) e Italo Pontone (611), come pure l’ex Articolo 1 Gianluca Ruotolo (546), che pareva potercela fare. Si è fermato a soli 95 voti Michele Norillo, che entrò nel 2019 in consiglio come M5S e poi passò al Pd.
Il M5S si gode la sindaca di propria espressione ma deve farsi stare bene il secondo posto in coalizione: la lista si è fermata al 12,32% con 8.251 voti e 8.597 preferenze. Il 13% era la percentuale che avrebbe davvero soddisfatto i contiani. Cinque i seggi, il gruppo oggettivamente più frizzante: lo storico attivista Mario dal Maso primeggia a quota 929 preferenze, supportato dall’ex consigliere Giuseppe Fatigato (destinato al ruolo di segretario cittadino); segue con 714 preferenze la grande novità di Lucia Aprile, presidente de La Società civile e artefice di tante battaglie, a cominciare da quella su Amiu Puglia spa; poi, con 701, l’ex candidato sindaco/presidente della commissione ambiente e territorio Giovanni Quarato; quarto eletto con 497 preferenze Francesco Strippoli, colonna de La Società civile e autore di numerose inchieste de l’Attacco, a dimostrazione di un ticket vincente con Aprile; stupisce anche l’exploit del rapper Francesco Saverio Salemme, in arte Cisky, che con 453 preferenze ha surclassato Antonella Zoppo, amica dell’assessora regionale Rosa Barone. Hanno fatto molto meglio di candidati dati per la maggiore, come il direttore di Anpis Puglia Antonio Lo Conte e la veterinaria ASL Simona Mendolicchio.
Rosario Cusmai (che ambirebbe al ruolo di vicesindaco) può festeggiare il terzo posto nel campo largo della propria civica emilianista CON, quarta lista in assoluto dopo Pd, M5S e Fratelli d’Italia: ha ottenuto l'8,56% e 5.735 voti, 6.268 le preferenze. Molta vecchia guardia tra i quattro eletti: il sindacalista della sanità Achille Capozzi (sostenuto dall’ex landelliano e incandidabile Dario Iacovangelo), che con 862 preferenze doppia il secondo, l'ex sindaco di Panni Pasquale Ciruolo (415), poi il bancario Giulio De Santis (400), fratello dell’ex eletto vendoliano Leonardo, e infine Antonio Pio Mancini (395).
CON si porta a casa un consigliere in più dell’altra grande civica del campo largo, la Tempi Nuovi del consigliere regionale Sergio Clemente, che con Cusmai ha vissuto una forte competizione interna allo schieramento.
Tempi Nuovi, ha raggiunto l’8,33% con 5.581 voti e 6.783 preferenze, elegge l’ex comandante della Polizia municipale ed ex landelliano Paolo Frattulino (846), il socialista Mino Di Chiara (648) e un altro volto noto come Antonello Di Paola (628), dipendente ASL FG che il sindaco Franco Landella mise nel cda della partecipata Amiu Puglia spa. Restano fuori Carmela Russo (figlia di Pasquale), l’ex consigliere regionale Pino Lonigro e, più arretrato, l’ex eletto Saverio Cassitti.
Solo il 3,06% per Popolari per Foggia, lista dell’assessore regionale Gianni Stea supportata in parte dall’ex eletto e mister preferenze Max Di Fonso; la lista ha ottenuto 2.049 voti e 2.227 preferenze, eleggendo Benedetto Buenza (292).
Infine Italia del Meridione, col 2,68% dato dai 1.794 voti, mentre sono state 2.184 le preferenze. Ha riportato in aula Pasquale Cataneo (680), fuori invece l’altro ex eletto Nicola Russo.
Senza seggi, come da previsioni, le altre quattro liste di Episcopo: Riscossa Civile, il raggruppamento Senso Civico-Psi-Europa Verde, con 1.386 voti pari al 2,07%, e 1.642 preferenze non è riuscita ad eleggere Luigi Iorio, coordinatore nazionale del PSI e collaboratore di studio dello storico campione di preferenze Giulio Scapato (appena 346 preferenze); la civica della sindaca Nessuno escluso, fermatasi al 2,05% con 1.373 voti e 1.419 preferenze; la Comunità politica per Foggia del docente Unifg Luciano Beneduce, appena 1.054 voti pari all’1,57%, 1.336 le preferenze; Noi Popolari, 622 voti pari a 0,93%, 737 le preferenze.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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