Giunta a Foggia, tutto slitta alla prossima settimana. Clemente propone ora Patano. Il caso Nunziante

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E’ slittata alla prossima settimana la riunione del campo largo progressista, da cui si attende a Foggia la fumata bianca rispetto alla giunta della neosindaca Marida Episcopo. Troppe le assenze domani, quando era previsto inizialmente l’incontro: il vicepresidente della Regione e dominus Pd Raffaele Piemontese è a Tokio per la promozione turistica della Puglia, il coordinatore provinciale ed europarlamentare M5S Mario Furore si trova a Bruxelles, i parlamentari contiani sono impegnati a Roma. Ma, al di là delle assenze, è conclamato lo stato di impasse in maggioranza. I due partiti principali, Pd e M5S, appaiono sereni dopo che è stata chiusa la partita sulle rispettive postazioni: due assessorati ciascuno, con la presidenza del consiglio in più per i dem, arrivati primi.

A quanto pare il Pd chiederebbe le deleghe connesse a welfare e urbanistica: se per quest’ultima si tratta di assicurarsi le decisioni sul Piano urbanistico generale e su scelte strategiche per la città, rispetto alle politiche sociali i politici navigati leggono tale richiesta come la volontà di evitare che l’assessora regionale M5S al welfare Rosa Barone possa creare una filiera Bari-Foggia rafforzando il peso dei contiani.

Ma ora il vero problema è, per Episcopo, trovare l’intesa col blocco centrista formato dalle civiche CON e Tempi Nuovi.

I rispettivi leader Rosario Cusmai e Sergio Clemente, da tempo nemici, chiedono entrambi due assessorati a testa, mentre la sindaca intende assegnarne solo uno a lista. Una soluzione non accettata da CON e Tempi Nuovi, che rimarcano come complessivamente abbiano ottenuto più voti del Pd.

Ieri l’Attacco ha rivelato come la scorsa settimana Piemontese ed Episcopo abbiano bocciato le proposte arrivate da Cusmai e Clemente: dal primo il braccio destro e coordinatore cittadino di CON, l’ex assessore landelliano Gianni De Rosa; dal secondo il commissario provinciale di Azione Matteo Iacovelli, che con De Rosa condivise l’esperienza nella giunta Chirolli, nella prima metà degli anni Novanta, ovvero ben due decenni fa.

Gli addetti ai lavori della politica sostengono che Cusmai e Piemontese, visti assieme venerdì scorso a braccetto davanti a Palazzo di città, stiano verosimilmente agendo di sponda: il civico emilianista, consigliere politico del presidente della Regione per i raporti con gli enti locali, farebbe dire no a De Rosa da Episcopo, senza mettersi contro il proprio referente cittadino.

Quanto a Clemente, da ultimo trapela che il consigliere regionale di Azione abbia tirato fuori un’opzione molto più gradita nel campo largo: quella di Daniela Patano, professoressa dell’istituto Einaudi e avvocata come il padre, diventata mesi fa commissaria cittadina dei calendiani. Patano si è classificata nona, con 261 preferenze, tra i candidati di Azione, dopo i tre eletti - Paolo Frattulino, Mino Di Chiara e Antonello Di Paola – ma anche dopo i non eletti Russo, Lonigro, Della Martora, Cassitti e Scaglione.

La parte renziana di Tempi Nuovi, quella minoritaria, spinge invece per l’ex segretario regionale di Italia Viva e commercialista Lorenzo Frattarolo, arrivato decimo con 253 preferenze dietro Patano. Stando ad alcuni rumors Episcopo potrebbe cercare di risolvere lo stallo offrendo tre assessorati a CON e Tempi Nuovi, col risultato di conservare per sé due e non più tre postazioni.

Rispetto agli assessorati residui andrebbero divisi tra esterni, ovvero tecnici di spiccata competenza e autorevolezza, e almeno un assessorato per le civiche più piccole del campo largo. Scalpita fortemente l’eletto di Italia del Meridione, l’ex consigliere comunale Pasquale Cataneo, che ha un patto di ferro con l’amico Nicola Russo, primo dei non eletti.

Ma per altri una personalità da valorizzare sarebbe quella del docente Unifg Luciano Beneduce, leader della Comunità politica per Foggia. Un’ipotesi considerata, però, nella coalizione altamente improbabile visti gli scarsi risultati della lista.

La tensione interna ai partiti non riguarda, in questo momento, solo le scelte di Episcopo per giunta, presidenza dell’assise e consigli di amministrazione delle imprese controllate (Amgas spa, Ataf spa, AM Service srl) e della partecipata (Amiu Puglia spa). C’è, infatti, ancora da archiviare il capitolo preliminare della proclamazione degli eletti, con alcuni seggi che paiono destinati a cambiare destinazione.

Al riguardo, negli ultimi giorni è lampante quanto sta accadendo nella lista Prima Foggia, nata dai salviniani di Massimo Casanova e Raimondo Ursitti e da alcuni candidati dell’ex assessore regionale Leo di Gioia. Il più votato, ed eletto, è stato Franco Amato Nunziante, contro cui si sta battendo l’ex coordinatore provinciale UdC Francesco D’Innocenzio, il cui figlio Fiore è arrivato secondo e dunque primo dei non eletti.

Stando ai D’Innocenzio, il dipendente di Andreani Tributi, impresa che presta supporto al Comune, si ritroverebbe in una delle condizioni per cui la normativa prevede la ineleggibilità/incompatibilità. Opposto è invece il parere di altri esponenti di quel gruppo che sottolineano come il ruolo di Nunziante non sia dirigenziale. Anche rispetto a tale situazione resta da capire cosa avverrà.

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