Il Partito Democratico lo ha detto chiaro e tondo: “Lavoreremo ad una coalizione composta dalle forze politiche che in questi anni hanno condiviso l’esperienza di opposizione alla sciagurata amministrazione Rotice”. È la prima uscita pubblica di una delle forze che prenderanno parte alle prossime amministrative. Una chiamata rivolta in particolar modo al MoVimento 5 Stelle, i cui consiglieri comunali Raffaele Fatone e Gianluca Totaro hanno condiviso la porzione d’aula della minoranza, la stessa, quindi dei colleghi democratici Massimo Ciuffreda e Mariarita Valentino. A guardare i consensi che pentastellati e gli allora Progressisti Dem raccolsero nel 2021, vengono fuori poco più di 4.500 voti (2.613 per i Progressisti e 1.978 per il M5S). Rappresenterebbero una dote molto cospicua, intorno alla quale gravitano pacchetti di voti che sono quasi altrettanto numerosi. Quelli di Progetto Popolare, per esempio, che ne totalizzò ben 2.354 due anni fa. La civica - ispirata da Salvatore Zingariello – che ha eletto Francesco Schiavone nella scorsa consiliatura, è un soggetto corteggiato, per quanto sia improbabile che esca dal fronte del centrosinistra. Quasi altrettanto suffragata – dall’alto delle precedenti 1.998 preferenze -, la civica Molo 21 non cercherà il bis di Gaetano Prencipe candidato Sindaco e, per quanto non muti la propria collocazione nel centrosinistra, resta pur sempre vicina agli ambienti della Curia sipontina. Come scritto ieri su queste colonne, potrebbe farsi strada l’ipotesi di un candidato unificatore nella persona di Massimo Verderosa, segretario dell’arcivescovo Franco Moscone e uomo apprezzato trasversalmente. Ci sarebbe anche un secondo nome, proveniente dagli stessi ambienti, ma non ci sono ancora riscontri che chiariscano l’identità.
Al fronte del centrosinistra, come accaduto in passato, si unirà certamente una lista messa su dall’imprenditore Michele La Torre e presumibilmente Manfredonia Nuova. Ma in quest’ultimo caso si inizia ad entrare nel campo minato delle civiche che, quasi per definizione, sono libere di muoversi da un fronte all’altro senza particolari patemi.
Lo stesso discorso vale per CON Manfredonia. Naturalmente nel centrosinistra, invece alle scorse amministrative non si realizzò il matrimonio con i Progressisti e Maria Teresa Valente fu la candidata Sindaca, poi eletta consigliera comunale. Anche stavolta non è semplice l’unione col prospettato campo progressista, non fosse altro per le profonde ruggini rimaste in seno ai vecchi “compagni”.
Come qualcuno ha fatto già notare, “non ci sarebbe nulla di nuovo. Zingariello, Prencipe, La Torre: sono tutte persone che stavano nel PD, e si uniscono al PD”.
A livello nazionale, Carlo Calenda ha riportato Azione nell’orbita del centrosinistra, ma a livello locale non c’è una trasposizione automatica. A Manfredonia, infatti, non è detto che i calendiani (1.346 preferenze nel 2021) sosterranno un candidato Sindaco di centrosinistra, piuttosto qualcuno vorrebbe valutare meglio cosa sta succedendo oltre i due blocchi granitici di centrosinistra e centrodestra.
Lì c’è uno spazio, una sorta di area di centro, in cui potrebbe andarsi a collocare i civici di varia estrazione. Città Protagonista, per esempio, che conseguì quasi 1.200 preferenze e, sotto la guida attenta di Tonino Prencipe, ha avuto – fino alle sue dimissioni - Libero Palumbo assessore della Giunta Rotice.
Come detto prima, potrebbero accomodarsi i calendiani e potrebbero trovare condivisioni di progetti anche i referenti di CON Manfredonia. Ci sono anche singoli candidati che si propongono un po' da una parte e un po' dall’altra, ma comunque ci sono, come Lucia Trigiani che era nella sede di Forza Italia nell’occasione dell’ultima conferenza stampa, e come il campione di consensi delle precedenti elezioni: l’avvocato Angelo Salvemini. A fare la differenza, nel polo civico, sarebbero gli eventuali transfughi di Forza Italia.
Qualunque possa essere l’esito del braccio di ferro tra l’onorevole Giandiego Gatta e Gianni Rotice, il centrodestra è allo sbando e il circolo forzista cittadino ne uscirà profondamente mutato. Ora che alcune giovani leve stavano iniziando a guadagnare familiarità con la politica e qualcuno anche esperienza da amministratore – come nel caso di Giuseppe Basta e dell’ex Forza Italia Antonio Vitulano –, il patrimonio è a rischio dispersione.
Vitulano ha già scelto di seguire la scia dell’ex primo cittadino – non si può escludere che si cimenti ancora, in una delle due civiche che Rotice sta preparando -, mentre Basta non può ritenersi soddisfatto dopo che Gatta, durante la conferenza stampa del 2 novembre scorso, ha detto pubblicamente che si sarebbe messo alla ricerca di un candidato che, in quel momento, non vedeva. Eppure Basta era accanto a lui, almeno fisicamente, e, per quanto prematura ogni tipo di investitura sul campo, non è parsa proprio un’uscita del tutto felice.
Il giovane ex amministratore ha invece raccolto consensi, distinguendosi per i toni pacati e le cordiali relazioni sorte anche con i membri dell’opposizione consiliare. È a lui che guardano in molti, anche se Basta non si farà tirare per la giacchetta e, piuttosto, aspetterà di capire cosa sarà della sua casa madre Forza Italia, prima di fare la sua scelta.
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