La sconfitta ligure non sembra avere messo fine ai sogni di gloria del centrosinistra, e in particolare a quello della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein di costruire un campo largo-anzi larghissimo nelle altre cinque regioni al voto il prossimo anno: Puglia, Campania, Veneto, Marche e Valle d’Aosta. La segretaria dem, infatti, spera di riuscire a tenere dentro tutto e tutti, dai malumori di Conte rispetto all’ipotetica alleanza con Renzi e i suoi, fino alle ambizioni personali di un Vincenzo De Luca ostinato a conquistare il terzo mandato in Campania. Ed è proprio l’operazione di quest’ultimo ad avere smosso gli equilibri interni alla coalizione. Il governatore campano ha infatti fatto approvare una norma dal Consiglio regionale che gli consenta di correre per la terza volta alla guida della Regione. De Luca sarebbe pronto a riproporsi, dunque, nonostante le ritrosie di Schlein nei suoi confronti, che avevano dato adito all’ipotesi della candidatura del pentastellato Roberto Fico a governatore. Il Movimento 5 Stelle, infatti, rivendica da tempo la guida di almeno una delle cinque regioni prossime al voto. E con De Luca in procinto di riproporsi in Campania, l’idea dei vertici grillini sarebbe addirittura quella di tentare il colpo in Puglia. L’unico modo per strappare la presidenza della Regione agli alleati, però, sarebbe quello di mettere sul tavolo un nome in grado di competere con l’ex primo cittadino di Bari Antonio Decaro, stretto nelle maglie politiche di Bruxelles e pronto a tornare da queste parti. L’ipotesi saltata fuori dal cilindro nelle ultime ore, e forse balenata in testa a qualche vertice pentastellato, sarebbe quella di proporre addirittura il presidente Giuseppe Conte, che certo non disdegnerebbe la guida della sua terra d’origine, soprattutto alla luce del momento di crisi del suo partito.
Serrati nelle loro stanze in attesa di una riunione decisiva per il gruppo locale, dopo i contrasti sulle ultime decisioni prese in maggioranza, i cinque stelle foggiani hanno accolto con relativo favore questa ipotesi.
“Personalmente, ritengo che alla fine il candidato presidente della coalizione di centrosinistra in Puglia sarà Antonio Decaro”, ammette il consigliere comunale pentastellato Francesco Strippoli a l’Attacco. “Certo, il nome di Conte è una felice sorpresa. Ma in questo preciso momento credo che le priorità del Movimento 5 Stelle siano altre”, dice. “Intanto, bisogna vedere cosa accade durante e dopo la nostra costituente. Io, come buona parte dei cinque stelle foggiani, mi sento più vicino alle idee e al percorso politico del presidente Conte piuttosto che a quello del fondatore Beppe Grillo, che tuttavia secondo me ha ragione su diversi punti, e penso innanzitutto alla regola dei due mandati”, spiega.
“Conte in Regione sarebbe un sogno per noi, ci mancherebbe. Ma prima dobbiamo mantenere unito il partito. Se la costituente porta a una scissione perdiamo tutti. Rischiamo di diventare una forza politica insignificante, e a quel punto ogni ragionamento di più ampio respiro diventerebbe decisamente secondario”, conclude. “Io resto convinto, come dicevo, che alla fine il candidato del centrosinistra in Puglia sarà Decaro. Ho la sensazione, peraltro condivisa, che a Bruxelles si senta sprecato. È più amministratore che politico, e credo che anche per questo non veda l’ora di tornare in Puglia”.
Piuttosto scettica a riguardo anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosa Barone. “Conte sta portando avanti un grande lavoro per il partito a Roma, e non credo che in questo momento pensi di venire a candidarsi in Puglia”, racconta. “E poi il nostro futuro adesso dipende troppo dalla costituente di novembre, che è dirimente. Senza di quella non possiamo sapere neppure con chi andremo in coalizione, perché a decidere sarà la base. Dopodiché si comincerà a delineare qualcosa, ma prima di allora il Movimento 5 Stelle ha altre priorità rispetto alla guida della Regione Puglia e alle elezioni regionali”, afferma.
Dello stesso avviso è anche l’europarlamentare e coordinatore provinciale Mario Furore. “Sinceramente, nessuna alleanza è stata ancora discussa”, commenta a l’Attacco. “Il 22 novembre il Movimento 5 Stelle affronterà la sua costituente, che andrà poi a determinare ogni scelta futura. La costituente rimette in gioco tutto, anche le alleanze. Oltre allo statuto, al codice etico e ai temi fondanti. Fino ad allora parlare di futuro e di elezioni regionali è praticamente impossibile”, chiosa.
Infine, sulla questione si è espresso il capogruppo in Consiglio comunale a Foggia e consigliere provinciale Mario Dal Maso. “In linea di principio, al Movimento 5 Stelle non dispiacerebbe avere la presidenza della Regione Puglia”, ammette. “Ma prima della costituente non possiamo ragionare sul nome di un eventuale candidato, perché non sappiamo neppure ancora con chi andremo in coalizione. Poi, subito dopo, ci metteremo sicuramente a lavoro per dei nomi che possano fare sintesi, e se c’è la possibilità che uno di loro si candidi alla presidenza ben venga”.
Bocche cucite, insomma. Almeno fino alla costituente, decisiva per superare quella che sembra essere una vera e propria crisi d’identità del Movimento. Se i leader locali, impegnati in un campo extra-large su Foggia, nicchiano sull’ipotesi di bissare in Regione, la neoeletta governatrice della Sardegna Alessandra Todde tiene infatti a ribadire in un’intervista rilasciata al Fatto l’aderenza pentastellata alla coalizione progressista, prendendo anche le distanze dalle dichiarazioni fatte in precedenza dalla vicepresidente Chiara Appendino. Mentre in Europa il gruppo The Left storce il muso per la mancata presa di posizione di Conte sulle elezioni americane.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).