Ha annunciato la propria candidatura alle elezioni regionali su Facebook il sipontino Giuseppe Marasco, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e con ogni probabilità il più surreale e sui generis tra i meloniani di Capitanata e Puglia. Tra un post sull’Apocalisse e quelli legati all’attività duplice di eletto e di “generale comandante” della sua associazione di ispettori ambientali Civilis, Marasco ha svelato pochi giorni fa di essere uno dei nomi della lista meloniana per la competizione che pare destinata a tenersi quest’anno, tra ottobre e novembre, e non più nella primavera 2026 come sembrava si stesse prospettando negli ultimi mesi in caso di unico Election day con comunali e provinciali. Non che le incognite non siano del tutto sparite: nei partiti si guarda con attenzione sia all’impugnazione, da parte del Governo Meloni, della legge elettorale della Regione Campania col terzo mandato per il governatore uscente Vincenzo De Luca, sia alla possibilità (non ancora sfumata del tutto) che la Puglia veda tagliare il proprio numero di eletti in consiglio regionale dagli attuali 50 a 40, ipotesi che ridurrebbe le liste da otto a sei nominativi costringendo a riperimetrare la geografia sui territori. Fratelli d’Italia, primo partito nazionale, si è riunito ieri a Bari in coordinamento regionale per discutere proprio del voto pugliese. Sia dal centrodestra che dal centrosinistra trapela l’intenzione bipartisan di abrogare la norma anti sindaci approvata, a sorpresa, nella legge di bilancio regionale, che costringerebbe i primi cittadini a dimettersi parecchi mesi prima di candidarsi alle elezioni regionali.
La caducazione della norma riporterebbe in discesa il cammino del sindaco di Candela ed ex presidente della Provincia Nicola Gatta, il più forte dei candidati in pectore nella FdI di Capitanata dopo il consigliere regionale uscente e coordinatore provinciale del partito, Giannicola De Leonardis.
Quanto agli altri papabili della lista, se nel Golfo, per Marasco, il commento dietro le quinte è che a Manfredonia un candidato era previsto, “sperando che non sorgano casini” - un chiaro riferimento alle polemiche finanche nazionali già scatenatesi in passato per via delle esternazioni del sipontino – a Foggia, invece, sono due donne quelle di cui si parla maggiormente.
E’ data per certa la discesa in campo di Rita Montrone, tesseratasi a FdI insieme al marito consigliere comunale Gino Fusco, di cui si attende la dichiarazione in aula sul ritorno al partito da cui aveva rotto negli scorsi anni diventando indipendente. La ex poliziotta è molto apprezzata e ha fatto della delegazione meloniana che nei giorni scorsi ha fatto visita alla Squadra Stato, compresa la DIA.
Accarezza l’idea, stando ai beninformati, pure la consigliera comunale Concetta Soragnese, che si sta mostrando attivissima nei rapporti col Terzo settore, dove starebbe occupando tutti gli spazi anche in maniera molto trasversale.
Nell’Alto Tavoliere e in particolare a San Severo, dove FdI guida la maggioranza della sindaca Lidya Colangelo, alla candidatura starebbe seriamente pensando la vicesindaca e assessora alla cultura Anna Paola Giuliani. Nel partito provinciale non c’è alcun dubbio sul fatto che la sanseverese attirerebbe su di sé un forte voto d’opinione, ma si teme al contempo una fronda degli eletti meloniani, che potrebbero esser pronti a parlare di “nome calato dall’alto e non condiviso” stigmatizzando il mancato tesseramento di Giuliani a FdI. Il partito della presidente del Consiglio lavora ad un candidato del Promontorio sacro, a quanto pare di Vico del Gargano dove ci sono sia eletti che figure esterne ma di area.
A Cerignola sembra che il tempo non passi mai: lo scontro per la candidatura è tra i soliti Gianvito Casarella e Antonio Giannatempo, come visto tante volte in passato. Da un lato il giovane ex consigliere comunale e provinciale, oggi coordinatore del partito in città, il quale da tempo attende questa chance ma chiede di essere sostenuto ampiamente. A rompergli le uova nel paniere ci pensa l’eterno ex sindaco e ginecologo, che ai suoi avrebbe già fatto sapere che sarà candidato, nella lista di FdI o in una civica. A Cerignola, peraltro, l’atmosfera è doppiamente tesa perché si pensa già al ritorno delle comunali nella primavera 2027 dopo il voto di ottobre 2021 che elesse Bonito sindaco.
A San Giovanni Rotondo, il centrodestra starebbe cercando almeno stavolta di unirsi intorno ad un candidato unitario per eleggere finalmente un consigliere regionale. “Un politico datato”, a quanto pare.
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