Uno scontro all’ultimo voto doveva essere, secondo i pronostici, e uno scontro all’ultimo voto è stato. Ma il primo congresso cittadino in assoluto di Fratelli d’Italia Cerignola, rimandato a lungo a causa di faide e forti tensioni interne al gruppo, ha rappresentato anche una prova generale per la coalizione di centrodestra che verrà, anche e soprattutto in vista della sfida elettorale d’autunno. Un appuntamento cruciale, dunque, per il futuro assetto del partito in vista delle elezioni regionali e, soprattutto, delle comunali del 2027. Alla fine, a spuntarla è stato Franco Reddavide, già vicesindaco, assessore e per un breve periodo anche sindaco della città, sostenuto dalla corrente che fa capo all’ex primo cittadino Antonio Giannatempo. Le operazioni di voto, officiate dal senatore Filippo Melchiorre, si sono svolte nella giornata di domenica e hanno registrato un’alta partecipazione: 728 votanti su 1.074 iscritti, pari al 67,78%. Un dato che racconta da solo la posta in gioco, con due visioni e due gruppi a confronto. Da una parte Gianvito Casarella, segretario uscente, delfino del deputato meloniano Giandonato La Salandra, sostenuto dal consigliere comunale Nicola Netti e dall’ala giovane del partito. Dall’altra, appunto, Franco Reddavide, volto storico della politica cerignolana. Il risultato è arrivato al termine di uno spoglio serrato: 389 voti per Reddavide, 335 per Casarella. Una differenza di 54 preferenze che fotografa un partito diviso a metà, ma pronto a ricompattarsi. La giornata congressuale è stata aperta dalla presentazione delle mozioni. Teso e combattivo l’intervento di Casarella, che non ha risparmiato accuse. “Tesseramento fatto con soldi altrui, e mi prendo la responsabilità di ciò che dico”, ha denunciato, alludendo a presunti condizionamenti esterni. Più distensivo il tono di Reddavide, che ha puntato su un messaggio di unità e ricostruzione. E proprio in questa direzione va il gesto con cui, appena eletto, ha proposto Casarella come suo vice. Un tentativo di suturare le ferite aperte e rilanciare il partito su basi condivise.
Il congresso ha avuto anche un significato più ampio: è stato il primo nella storia di Fratelli d’Italia a Cerignola, e ha sancito una vera e propria resa dei conti generazionale. La vecchia guardia, rappresentata da Reddavide e Giannatempo, ha dimostrato di essere ancora centrale negli equilibri interni, ma la nuova generazione guidata da Casarella ha tenuto il campo con forza, contendendo la vittoria fino all’ultimo.
Determinanti, in questa partita, anche gli appoggi esterni che si sono manifestati nei giorni precedenti al voto. A sostenere Reddavide, nomi come Francesco De Cosmo e Natale Curiello, in quota Lega, mentre per Casarella si sono esposti Leonardo Paparella e Pasquale Morra, esponenti del civismo locale. Casarella e i suoi avevano promosso l’idea di un centrodestra allargato, comprendente Lega, Forza Italia e le civiche legate all’ex sindaco Metta. Una prospettiva ambiziosa, ma difficile da realizzare alla luce dei rapporti complicati tra lo stesso Metta e Giannatempo.
Il congresso, insomma, ha avuto il sapore di una sfida interna ma anche il peso di una scelta strategica per il futuro. Ora toccherà a Reddavide dimostrare di saper guidare il partito verso le prossime scadenze elettorali, tenendo dentro tutte le anime della destra cittadina.
“Dobbiamo lavorare tutti insieme, cercherò costantemente di essere il segretario di tutti”, ha dichiarato. Una promessa impegnativa, in un partito che resta vivace, combattivo e attraversato da profonde differenze. Ma anche pronto, forse, a riscoprirsi comunità. “C’è stato un bel confronto, c’è stata tanta partecipazione. E da questo è emerso un dato: che il partito di Fratelli d’Italia è un partito vivo e può dire la sua”. Questo il commento di Reddavide subito dopo la vittoria.
“Dobbiamo continuare ad allargarci, pensando soprattutto ad essere uniti. L’invito che ho fatto a Gianvito, infatti, è quello di restare uniti, di lavorare insieme per raggiungere gli obiettivi”, ha aggiunto. “Vi garantisco che mi sforzerò di essere il segretario di tutto il partito”, ha assicurato in chiusura.
Un vero e proprio tentativo di riconciliazione, dunque, quello del neoeletto, in linea con la sua fama di moderato, a dispetto delle veementi dichiarazioni del suo sfidante. Percettibile, in quest’ultimo, la delusione dopo la sconfitta, forse persino inaspettata. “Ho conosciuto gente con il coraggio di schierarsi. Sempre e per sempre dalla stessa parte”, ha scritto lapidario sul suo profilo Facebook, allegando una foto del gruppo a suo sostegno.
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