Clima avvelenatissimo in Fratelli d’Italia dopo il primo congresso cittadino di Cerignola, che sabato scorso ha eletto Franco Reddavide quale nuovo coordinatore cittadino. Un appuntamento che appariva da mesi estremamente delicato, al pari del congresso di Foggia che si terrà sabato prossimo e che vedrà la sfida tra Mario Giampietro e Daria Cascarano. Nella città ofantina l’ex assessore e vicesindaco, espressione del gruppo dell’ex sindaco Antonio Giannatempo (che ambisce alla candidatura alle elezioni regionali d’autunno), ha avuto la meglio su Gianvito Casarella, sostenuto dal deputato foggiano Giandonato La Salandra e storico meloniano (pure proiettato su Bari). Su 728 votanti (degli oltre mille tesserati, record anomalo in Capitanata, più degli 800 del capoluogo) in 389, pari al 54%, hanno scelto Reddavide, mentre 335, ovvero il 46%, hanno espresso la preferenza per Casarella. Animi tesissimi che il neo eletto ha tentato di stemperare: “C’è stato un bel confronto e tanta partecipazione. Questo dimostra che Fratelli d’Italia è un partito vivo, che può dire la sua. L’invito che ho fatto a Gianvito è quello di restare uniti. Si lavora insieme per raggiungere gli obiettivi. Mi sforzerò di essere il segretario di tutto il partito”. Ma ora c’è chi si domanda se Reddavide, dipendente ASL, già segretario della commissione invalidi, possa essere totalmente libero nella propria azione di dirigente di partito, ad esempio affondando contro l’assessore regionale alla sanità e dominus Pd Raffaele Piemontese. La spaccatura sarà difficile da risanare. Esulta Fabrizio Tatarella, nemico giurato del gemmatiano La Salandra, che perfidamente ha ringraziato la senatrice Annamaria Fallucchi, fittiana doc.
“C’è molta amarezza”, ammette a l’Attacco Casarella, 34 anni di militanza sempre dalla stessa parte. “C'era una parte che aveva gli elenchi dei tesserati in mano, a differenza nostra. Chi lo sa come vi siano finiti. Di sicuro tutti si dimenticano dell’episodio del furto nella segreteria provinciale di De Leonardis in corso Matteotti a Foggia a novembre 2024, quando furono portati via stampante, fotocopiatrice e pc, in cui c'erano gli elenchi dei tesserati. Io non faccio l'investigatore di mestiere, quello che posso dire è che da quel momento noi abbiamo attenzionato i livelli superiori del partito rispetto a questioni di privacy che si erano venute a creare, ovvero telefonate e visite a persone del tesseramento 2024. Si capiva che qualcosa non andava. Così come ci sono persone - ne ho contate una settantina tra i nostri - la cui iscrizione regolare con bonifico entro il 12 settembre 2024 si sono ritrovate iscritte fuori dai termini e non hanno potuto votare, nonostante la scadenza del tesseramento dovesse ancora arrivare. Anche per tale situazione non sappiamo cosa sia accaduto”, stigmatizza Casarella. Né vanno dimenticati le centinaia di iscritti online, come rivelato su queste colonne mesi fa.
“Io, che ero coordinatore cittadino, non avevo gli elenchi degli iscritti e non sapevo neanche chi fossero i miei, per privacy, mentre loro”, è il riferimento ai giannatempiani, “lo sapevano perfettamente, tanto da contattare i nostri. Constatare che altri avessero gli elenchi mi ha fatto incavolare parecchio, sono arrivati a dire ad alcuni dei nostri “non sei nell'elenco, non puoi votare”. C'è poi il caso delle segnalazioni sollecitate da Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione del partito, dopo le elezioni europee dell'estate scorsa. Invitò a segnalare chi avesse avuto condotte non in linea con il partito e il nostro coordinatore provinciale, eletto all'unanimità, chiese a noi segretari cittadini di farle. Io inviai le mie e poi non so l'iter che è seguito. Anzi, so che non ha avuto alcun seguito. Io segnalai che altri avevano gli elenchi in mano e chiesi di visionarli anche io ma non ebbi risposta. Segnalai di controllare bene gli elenchi rispetto a presenze scomode, persone non in linea col codice etico del partito, ma mai nessuna risposta”. Si tratta del caso, raccontato nei mesi scorsi da l’Attacco, dell’omonimo (?) del pregiudicato locale. “Come pure ho segnalato invano che nessuno ha mai preso provvedimenti rispetto a coloro che alle europee avevano votato per il candidato campano della Lega, Patriciello”. Il riferimento è a Luca Reddavide.
“I vertici hanno avuto altre cose a cui pensare, evidentemente. Non solo io ho segnalato a De Leonardis le incongruenze, senza che ci sia stato alcun seguito, ma quel che è peggio è che c'è stata la ratifica politica all'iscrizione di chi aveva votato per candidati esterni a FdI. La Lega ha ricambiato il favore al nostro tesseramento: se si guardano le immagini del congresso di sabato si può notare come ci fossero soggetti che hanno fatto da capibastone per il tesseramento. Del resto, se questo partito ha mille tesserati a Cerignola come fa a prendere solo tremila voti alle elezioni europee, dove il voto è peraltro molto politico? E’ un tesseramento drogato ed eterodiretto, in parte dalla Lega. Ci si è girati dall'altro lato, lavandosene le mani a votare, mentre è venuta mezza Sanitaservice a votare, tanti inservienti, gente che solitamente sostiene Raffaele Piemontese del Pd e che non ha mai votato non dico per FdI ma nemmeno per il centrodestra più in generale. Di fatto è stata consegnata la scelta della classe dirigente del primo partito di governo nazionale ai signori delle tessere”, tuona Casarella. “Molti di loro votarono Pd alle politiche 2022. Se io, Casarella, non vengo candidato faccio un passo indietro e lavoro per il partito; altri, invece, alle politiche votarono Pd per far scattare il seggio in favore di Teresa Cicolella, nostra concittadina”. Per Casarella “chi ha dato le carte in questo congresso non è stato tanto Giannatempo, quanto piuttosto De Cosmo”.
“Io e Giandonato (La Salandra, ndr) ci siamo accollati l'organizzazione materiale ed economica del congresso, fosse stato per altri non sarebbe stato celebrato. Gli altri non hanno mosso un dito. Noi resteremo uomini e servitori del partito fino alla fine. Io sto col reale popolo di FdI e loro con gente esterna di tutt’altra espressione, io ho combattuto con le frecce e loro con i bazooka, io non avevo gli elenchi e loro sì. Nonostante tutto, però, sono arrivato fino in fondo con una distanza minima”, conclude Casarella, cui Reddavide ha offerto il ruolo di vicecoordinatore cittadino. “Sono valutazioni che farò col gruppo. Ringrazio per l'offerta e ne colgo lo spirito. Ma io rappresento un gruppo che lavora e che ha eletto quattro dirigenti nel coordinamento dei nove, oltre a me”, conclude il cerignolano.
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