La polemica politica sulla mancata riapertura del tribunale di Lucera ha ovviamente scatenato reazioni contrapposte, innescate manco a dirlo dal consigliere regionale Antonio Tutolo che all’indomani del flop arrivato da Roma che ha deluso tutti in città, ha subito chiesto chiaramente quale fosse il reale ruolo dei parlamentari di Capitanata nella difesa del proprio territorio, naturalmente a partire da quelli di maggioranza, approfittando pure per ricordare: “La mia proposta di legge alle Camere sulla riorganizzazione dei tribunali ordinari, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, resta l'unico atto formale concreto”. La busta era per tutti, ma la lettera era soprattutto per l’onorevole Giandonato La Salandra, componente della Commissione Giustizia alla Camera ed esponente di Fratelli d’Italia, il partito che più di altri si è intestato la revisione della riforma della geografia giudiziaria, annunciando cambiamenti e riaperture. Non a caso, proprio lui a febbraio scorso aveva allestito a Lucera un incontro sulla giustizia nel suo format #Confronti. Erano intervenuti, tra gli altri, il senatore Ernesto Rapani, relatore del disegno di legge evidentemente modificato in extremis, assieme a meloniani di Governo e Parlamento, i quali avevano fatto capire chiaramente che Lucera era in lizza per la riapertura.
Le sue dichiarazioni, in risposta a Tutolo, sono parse alquanto scomposte: “Si legga il testo emerso dall'ultimo Consiglio dei ministri, prima di sbraitare senza cognizione di causa e senza spirito di collaborazione. Il Governo è chiamato con il Parlamento alla predisposizione di un testo diretto proprio alla riforma della geografia giudiziaria, esattamente come promesso e come annunciato in diverse occasioni. Occorre pertanto conciliare le varie esigenze dei territori: per questo mi aspetto una posizione chiara proprio dal sindaco di Lucera, affinché in questa fase adesso faccia la sua parte, coinvolgendo anche quelli dell’intero circondario del tribunale di Lucera, dimostrando di essere il sindaco di una grande città come lo è sempre stata Lucera capace di far convergere su di sé i comuni limitrofi. Il Governo saprà recepirle. Simili affermazioni da parte di un consigliere asseverato alla maggioranza di Emiliano denotano piuttosto un maldestro tentativo di generare sfiducia rispetto ad una prospettiva a cui dobbiamo invece lavorare insieme tutti, ciascuno al suo livello istituzionale. Sbagliato, abbandonarsi a suggestioni da tiktoker o influencer, sebbene proprio questo lo abbiano reso famoso: nessuno usi la giustizia per coprire le pochezze di alcune amministrazioni locali o quelle della maggioranza regionale. Se Pitta e Tutolo vogliono un confronto pubblico io ci sono, se poi vogliono solo i social, posso consigliare loro qualche buon social media manager, così magari le risorse del Comune di Lucera le possono impegnare meglio di quanto non abbiano fatto fino ad adesso”.
A ogni modo, La Salandra è riuscito nell’impresa di unire Tutolo e Giuseppe Pitta, perché il Sindaco solo successivamente si è espresso sul tema, peraltro con dichiarazioni pesantissime nei confronti del deputato: “Non riesco a capire il motivo per il quale La Salandra mi tiri in ballo senza aver ancora parlato. Io dico solo che ci avevano assicurato a più riprese la presenza di Lucera nel disegno di legge. Il nostro tribunale è stato tolto volutamente e ora vogliono farci credere che sarà il Parlamento a rimediare. Siamo fin troppo intelligenti per non farci prendere per i fondelli, dopo aver premiato solo l’Abruzzo che tutto insieme forse non vale il solo circondario di Lucera. Ha ragione Tutolo quando chiede cosa ci stiate a fare a Roma – ha detto rivolgendosi direttamente all’onorevole – se non a difendere i vostri territori. Noi avevamo fatto tutto quanto ci era stato chiesto, la nostra parte era stata già svolta, e posso assicurare che continueremo a batterci, nonostante la propaganda e i bluff a cui stiamo assistendo. Mi chiedo come faccia il vice ministro Francesco Paolo Sisto, pugliese, ad appoggiare una decisione del genere a danno della nostra comunità. Noi siamo sempre pronti a ringraziare, ma se la riapertura non avverrà, sarà certificata la vostrà inutilità nella Capitale, messi lì senza un voto personale, a differenza mia e di Tutolo che abbiamo la fiducia della gente che non può avere chi non ha i voti. Per quanto mi riguarda, non consentirò a nessuno di mettere il tappo a un sindaco democraticamente eletto”.
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