A fine 2024, la Lega foggiana era un partito praticamente finito. Non c’era più una sede. Non esistevano più riunioni. Nessuno organizzava incontri pubblici, nemmeno con la stampa. Il Carroccio era sparito dal dibattito politico cittadino e provinciale, cancellato da anni di divisioni interne, candidature calate dall’alto, liti sui social, rese dei conti mai chiarite e una lunga scia di disimpegni. Un anno prima, l’ultimo sussulto: le dimissioni dell’allora segretario cittadino, l’avvocato Antonio Vigiano, poi confluito nel partito Noi Moderati di Capitanata. Da quel momento, il silenzio. E poi il vuoto. A gennaio 2025, però, qualcosa si muove. Il consigliere regionale Joseph Splendido – leghista della prima ora, già assessore comunale a Foggia durante l’amministrazione Landella – viene nominato commissario provinciale della Lega. Per molti si tratta di una nomina simbolica, quasi un gesto dovuto. In pochi, all’inizio, sembrano credere davvero alla possibilità di una rinascita del partito in provincia di Foggia. E invece, da lì, comincia una lenta ma metodica risalita. Nel giro di sei mesi, la Lega torna a strutturarsi in modo capillare, rinnovando completamente la sua architettura organizzativa. La segreteria cittadina passa da 7 a 36 dirigenti, mentre la segreteria provinciale si arricchisce di 14 nuovi ingressi, coinvolgendo anche realtà territoriali in cui il partito non aveva mai avuto alcuna rappresentanza. È la nuova mappa del Carroccio in provincia: una rete fatta di amministratori, professionisti, ex militanti e volti nuovi della politica locale, distribuiti nei centri piccoli e medi, spesso trascurati dalle dinamiche dei grandi partiti. Nella segreteria provinciale confluiscono figure come Pietro Di Nauta da Cagnano Varano, Franco Festa da Carapelle, Antonio Iosa da Castelluccio Valmaggiore, Raffaele Fascia da Celenza Valfortore, Andrea Merola da Chieuti, Vincenzo Paglia da Foggia, Arturo Santoro dalle Isole Tremiti, Stefano Pio Foglia da Manfredonia, Matteo Prencipe da Monte Sant’Angelo, Leonardo De Matteis da Pietramontecorvino, Piero Petrilli da San Marco in Lamis, Giuseppe Falcone da Vico del Gargano, Antonio D’Apollonio da Volturino e Luigi Leo, nominato vicecommissario con delega agli enti locali.
A questi si aggiungono numerosi commissari cittadini e componenti della nuova segreteria: Max Di Maria di Ascoli Satriano, Gennaro Lanna di Bovino, Pasquale Tucci di Candela, Vito Volpe di Castelluccio dei Sauri, Luciano Acquaviva di Celle San Vito, Vincenzo Specchio di Cerignola, Arianna Lauriola di Ischitella, Francesco Pegoli di Lesina, Liliana Brescia di Lucera, Antonio Volpe di Monteleone di Puglia, Manuel Di Nunzio di Poggio Imperiale e Pietro Piccirilli, attuale vicesindaco di Motta Montecorvino.
L’azione di riorganizzazione avviata da Splendido rafforza la presenza leghista in ogni comune della provincia, anche attraverso la nomina di dirigenti con deleghe specifiche. Tra questi, Alfonso Carella – vicecommissario con delega all’organizzazione – e Silvano Contini – vicecommissario con delega al tesseramento – assumono ruoli chiave per gestire e strutturare il nuovo corso.
Nel mese di aprile, un altro colpo ad effetto: il consigliere regionale Napoleone Cera – transitato nella Lega a febbraio – viene nominato vicecommissario regionale del partito. Una mossa che amplia il perimetro d’influenza del Carroccio, allargandolo verso quelle aree della Capitanata dove i Cera hanno tradizionalmente esercitato un forte radicamento politico, come San Marco in Lamis, San Nicandro e il Subappennino. Ma la campagna acquisti del Carroccio non si arresta neppure nei mesi estivi.
A luglio entra a far parte della Lega anche Giuseppe Marasco, consigliere comunale di Manfredonia, noto nel territorio per il suo attivismo in ambito ambientale, legalità e sicurezza urbana. La sua adesione, oltre a consolidare la posizione del partito nel comune sipontino, contribuisce a rafforzare il legame con le realtà civiche che negli ultimi anni hanno animato il dibattito pubblico. Intanto, il partito di Matteo Salvini guarda con rinnovato slancio alle prossime elezioni regionali d’autunno.
Ieri mattina, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, il Carroccio ha ufficializzato l’ingresso in Lega di Massimo Cassano, ex sottosegretario al lavoro del governo Renzi, già leader del movimento Puglia Popolare. Un passaggio politico rilevante, non solo per il peso dell’ex esponente centrista in terra di Bari, ma anche per le possibili ricadute sul quadro delle alleanze. Cassano, che alle regionali del 2010 fu il più votato in Puglia per il Popolo delle Libertà, è una figura che potrebbe attrarre consensi trasversali, anche al di fuori del perimetro tradizionale del centrodestra.
L’occasione romana è servita anche per fare il punto sugli appuntamenti elettorali in arrivo, sia in Puglia che in Campania. E proprio in vista delle regionali, iniziano a circolare i primi nomi per la candidatura a presidente.
Nei corridoi del centrodestra pugliese, si parla da tempo del deputato forzista Mauro D’Attis, considerato da molti come il profilo naturale per guidare la coalizione. Ma sul suo nome la Lega non ha ancora espresso una posizione ufficiale. Al contrario, da alcune settimane, si rincorrono indiscrezioni su un possibile nome alternativo: quello del consigliere regionale Fabio Romito, esponente leghista barese, già protagonista alle scorse comunali, dove arrivò al ballottaggio contro il candidato del centrosinistra Vito Leccese, oggi sindaco di Bari. Ma l’entrata in campo di Massimo Cassano potrebbe rimescolare le carte.
Se l’europarlamentare del Pd Antonio Decaro – attualmente dato come favorito per guidare il campo largo progressista – dovesse tirarsi indietro, la partita per la presidenza tornerebbe apertissima. E a quel punto, anche nel centrodestra la corsa per la candidatura si farebbe più accesa. Con la Lega pronta a giocare finalmente un ruolo da protagonista.
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