“La notizia della cessione del gruppo Iveco, e quindi dello stabilimento Ftp di Foggia, al colosso indiano Tata Motors sta generando preoccupazione tra i 1.600 lavoratori e nell’intera comunità cittadina e di tutta la provincia di Foggia”. Sul punto sono intervenuti Nunzio Angiola, consigliere comunale a Foggia e segretario provinciale del Movimento Cambia, e Antonio Cicconetti, dirigente dello stesso Movimento.
“Non possiamo nascondere come tra gli addetti ai lavori sia ancora vivo il ricordo di un precedente che desta inquietudine: la vicenda di Hispano Carrocera. Nel 2005 Tata Motors acquisì il 21% dell’azienda spagnola produttrice di autobus, completando nel 2009 l’acquisizione del restante 79% e diventandone l’unica proprietaria, con il nuovo nome di Tata Hispano. Nel settembre 2013, tuttavia, Tata annunciò la chiusura dello stabilimento di Saragozza, motivando la decisione con il calo delle vendite e prospettive di mercato sfavorevoli”.
“La nostra non è volontà di diffondere falsi allarmismi, ma l’esercizio di una doverosa prudenza di fronte a un passaggio societario che potrebbe incidere profondamente sul futuro industriale e occupazionale del territorio. È proprio per scongiurare che a Foggia possa ripetersi uno scenario analogo che chiediamo immediatamente ai vertici di Tata Motors di fornire pubbliche rassicurazioni sulla centralità strategica, sulla tenuta produttiva e occupazionale dello stabilimento Ftp. Un conto è quando la proprietà resta italiana e il baricentro decisionale è nel nostro Paese, un conto è quando tutto viene deciso a migliaia di chilometri di distanza, in India, dove le priorità strategiche possono non coincidere con gli interessi del nostro territorio”.
“Chiediamo ufficialmente che il presidente del Consiglio di Amministrazione di Tata Motors, Natarajan Chandrasekaran, o altro suo stretto collaboratore, venga a Foggia per un confronto diretto. Proponiamo che l’incontro si svolga presso il Palazzo di Città, alla presenza della Sindaca, delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze istituzionali del territorio”.
“La zona industriale di Foggia, già provata da chiusure e mancate riconversioni, come dimostra il recente caso della G&W, non può sopportare nuovi colpi che rischino di metterla definitivamente in ginocchio”.
“Difendere Ftp significa difendere il lavoro, l’economia e il futuro della città di Foggia e della provincia”.
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