Elezioni regionali, Forza Italia schiera Cataneo. Lega, Miranda visto con Marti ma nega: “Non mi candido”

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Forza Italia vede la ricandidatura dell’uscente Paolo Dell’Erba, coordinatore provinciale degli azzurri, dietro il quale corrono il consigliere comunale foggiano Pasquale Cataneo (leader di Italia del Meridione), il segretario cittadino di FI Cerignola Carlo Dercole, l’eletto di opposizione Ugo Galli di Manfredonia. Cataneo ha preso il posto che pareva poter andare al coordinatore cittadino Pasquale Rignanese, il quale però alla fine ha deciso di rinunciare. Il suo collega – eletto col campo largo della sindaca Marida Episcopo – potrebbe avere consensi più trasversali. Mistero, invece, per le tre donne che completeranno il quadro. Quanto a Dercole, genero dell’ex sindaco Franco Metta, la scelta di rispondere sì all’invito del partito è scaturita dall’accordo stretto da tempo con Casarella in funzione delle prossime elezioni comunali nella città ofantina: se il meloniano si fosse candidato alle regionali il forzista avrebbe rinunciato. Sul compaesano Galli - dirigente Arif ed ex direttore della Comunità montana del Gargano, candidato sindaco nel 2024 del centrodestra – si concentrerà la macchina elettorale del deputato Giandiego Gatta, che sta mobilitando anche i circoli garganici a lui legati. Ma la situazione più delicata nel partito resta quella di Dell’Erba, che approdò in FI da un giorno all’altro nel 2022 portato dallo storico sodale Antonio Potenza, tre volte sindaco di Apricena. Anche dopo esserne diventato il vertice provinciale, Dell’Erba rimane per molti versi un corpo estraneo rispetto agli azzurri di sempre, come Gatta, di Mauro, etc. Peraltro, oggi il sodalizio con Potenza, nonostante le rassicurazioni pubbliche di entrambi, non è più quello di un tempo. I beninformati rivelano come Potenza pensasse mesi fa di candidare con Decaro la propria vicesindaca e poi come avesse deciso di correre direttamente per il consiglio regionale, facendo imbestialire Dell’Erba. Dopo che l’Attacco rivelò il litigio tra i due antichi amici c’è stata, nelle scorse settimane, una conferenza stampa del primo cittadino per spiegare che non si sarebbe candidato. Ma tuttora in FI c’è chi parla di velenose indiscrezioni relative alla possibilità che la vicesindaca faccia votare per Antonio Decaro. Anche i rapporti con l’imprenditore Matteo Bianchi non sarebbero più gli stessi, tanto che il noto edile avrebbe accarezzato l’idea di sostenere altri candidati. Eppure alcuni colleghi di partito prevedono che i consensi di Dell’Erba resteranno insuperati e che Gatta-Galli non potranno ottenere più di 3.000-3.500 voti. Come dire che resta, insomma, l’apricenese il candidato che può far scattare il seggio in provincia di Foggia. 

Rispetto alla Lega ha suscitato scalpore, ieri l’altro, l’annuncio a sorpresa fatto dall’iper attivo consigliere regionale uscente Joseph Splendido, la cui campagna elettorale era stata fino a quel momento assai frenetica, con una raffica quotidiana di comunicati stampa, video, incursioni nel quartiere Ferrovia, botta e risposta col rivale interno Napoleone Cera. Per l’avvocato foggiano la ricandidatura era scontata, mentre ora appare del tutto dubbia se non tramontata dopo la dichiarazione fatta in maniera del tutto inattesa: “Per motivi personali e di famiglia, rimetto il mio incarico di commissario provinciale della Lega e di vicecommissario regionale del partito. È stata una bellissima esperienza. Ringrazio Matteo Salvini per avere creduto in me. Auguro al partito sempre maggiori successi conscio che, chi verrà dopo di me, potrà, senza ombra di dubbio, fare sicuramente meglio di me”. 

Fonti interne alla Lega affermano a l’Attacco che si aspettavano il passo indietro di Splendido con la rinuncia alla candidatura, una mossa che riconducono a difficoltà a ritrovare lo stesso bacino elettorale che nel 2020 gli consentì l’ingresso nel consiglio di via Gentile (cui contribuì l’allora sindaco di Foggia Franco Landella, che era approdato da poco nel partito di Salvini). Stavolta Splendido si è ritrovato senza quel supporto, con una Lega inaridita in Capitanata e Puglia e col fiato sul collo di Cera, detentore di un consolidato pacchetto di consensi e dimostratosi prontissimo a non fare sconti al vertice provinciale pur di agguantare il secondo mandato. 

Fonti parlamentari, invece, assicurano di aver visto giorni fa a Roma, nei pressi di Palazzo Madama sede del Senato, l’ex presidente del consiglio comunale foggiano Luigi Miranda alle prese con un dialogo fitto col senatore Roberto Marti, commissario regionale del partito. Per alcuni salviniani sarebbe stato chiesto a Miranda di candidarsi, ma il diretto interessato a l’Attacco smentisce totalmente tale ipotesi assicurando di volersi continuare a dedicare esclusivamente alla intensa attività professionale, che lo vede spesso impegnato a Roma così come nel resto d’Italia. 

All’indomani delle dimissioni di Splendido, è arrivata la nomina dei sei nuovi commissari della Lega in provincia di Foggia “per rafforzare la presenza del partito sul territorio”. Marti ha definito una nuova organizzazione territoriale “per garantire una presenza più capillare del partito e una maggiore vicinanza ai cittadini”. 

Sono stati nominati: Michele Leombruno, commissario per il Gargano nord; Francesco Biscari, commissario per il Gargano centro; Giuseppina Moscatelli, commissaria per il Gargano sud; Michele Terlizzi, commissario e coordinatore per i Monti Dauni; Mario Marchese, commissario per l’Alto Tavoliere; Natale Curiello, referente per i rapporti con gli enti locali e commissario per il Basso Tavoliere. 

Una riorganizzazione che ha provocato vari malumori, come confermano gli addii alla Lega comunicati nelle ore precedenti dal consigliere comunale di Manfredonia Giuseppe Marasco (che era entrato solo da pochi mesi nel partito, dopo il benservito a Fratelli d’Italia con cui era stato eletto a giugno 2024) e da Matteo Prencipe di Monte Sant’Angelo. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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