E’ stato del tutto surreale quello che si è verificato ieri l’altro ad Apricena, dove nel giro di poche ore la vicesindaca Ada Soccio ha dapprima annunciato la propria candidatura nella lista civica Decaro Presidente, pur essendo espressione di un’amministrazione comunale di centrodestra, e poi ha fatto marcia indietro, ritirandosi dalla contesa. “Una scelta di cuore e di servizio: scendo in campo per la Puglia che amo, al fianco di Antonio Decaro”, la dichiarazione della mattina. “Ho deciso di mettermi in gioco per la mia terra. È una scelta che nasce dal profondo del cuore e dal dialogo costante con i cittadini. In queste settimane, in tanti mi avete chiesto di compiere questo passo, di mettere a disposizione della nostra comunità l’esperienza maturata negli anni come amministratrice e come donna impegnata nel sociale e nella scuola. Ho accolto questo invito con entusiasmo, responsabilità e spirito di servizio. Ieri sera, ho comunicato alla giunta comunale la mia decisione di accettare questa nuova sfida. In questi anni, come segretario cittadino di Socialismo Dauno, vicesindaco e assessore di Apricena, ho lavorato con impegno e determinazione per la crescita della nostra città, raggiungendo risultati importanti. Il mio lavoro di insegnante mi ha portato a dare valore e importanza all'ascolto e alla collaborazione per la costruzione di un futuro condiviso. Oggi sento il desiderio di portare tutto questo patrimonio di esperienze al servizio della Puglia, con umiltà e consapevolezza. Voglio rappresentare un territorio vasto e ricco di energie, che parte da Apricena, attraversa la provincia di Foggia e abbraccia idealmente l’intera regione. La mia sarà una candidatura di servizio, di ascolto e di vicinanza alle persone. Ho avuto modo, nel mio percorso, di collaborare con tante realtà istituzionali, sociali, educative e associative della Capitanata e della Puglia. Da ognuna di esse ho imparato qualcosa: che solo facendo squadra si costruisce davvero il bene comune. Per questo ho scelto di essere al fianco di Antonio Decaro, per contribuire con idee, esperienza e passione a un progetto condiviso di sviluppo e di speranza per la nostra terra. Conto sul sostegno di tutti voi. Insieme possiamo vincere questa sfida e scrivere una nuova pagina per la Puglia”. Parole che hanno subito ricevuto l’apprezzamento del più noto imprenditore edile apricenese, quel Matteo Bianchi di cui Soccio è nipote: “Una donna che ama anziani, bambini, disabili e indigenti non poteva far mancare la loro voce in seno al consiglio regionale. Ada, sei tutti noi!”. Peraltro, nel proprio post Soccio ha taggato sia l’assessore Ivan Augelli che il segretario cittadino di Forza Italia Vincenzo Ferullo, entrambi legatissimi a Bianchi come lei. In serata, poco prima della diretta social del sindaco Antonio Potenza, Soccio ha dovuto fare dietrofront: “Mi sono fatta prendere dall’euforia della possibilità di essere candidata al consiglio regionale, in accordo con Ivan Augelli. Ho ricevuto molti messaggi in privato da amici elettori che mi invitano al ripensamento. La nostra è una lista civica di centrodestra, pertanto non me la sento di deludere il nostro elettorato, mettendo in difficoltà la nostra amministrazione comunale. Dichiaro fin da subito di sostenere convintamente il nostro candidato consigliere regionale Paolo Dell’Erba, per garantire alla nostra città anche la continuità in consiglio regionale. Infine, desidero precisare, qualora ce ne fosse bisogno, di essere una donna, amministratrice, libera da qualsiasi condizionamento da interessi particolari, svolgo il mio ruolo sempre e soltanto nell’interesse della nostra amministrazione e della nostra città”. I retroscena.
“È stata una giornata molto frenetica, fatta anche di sofferenze umane, perché la nostra non è un’amministrazione comunale come tante, ma la si può annoverare come una grande famiglia”, ha detto Potenza nella propria diretta social. “La candidatura ha messo in difficoltà la tenuta stessa della maggioranza. Non sarebbe stato giusto per ragioni politiche, inopportuno per certi versi, perché tra le altre cose Ada Soccio ha anche compreso che la sua sarebbe stata una candidatura di servizio. Da questa sera siamo tutti compatti e uniti, e lo voglio dire a chiunque pensi di venire a prendere voti ad Apricena: non c’è trippa per gatti. Questa amministrazione voterà compattamente Paolo Dell’Erba”.
Ma il danno è ormai fatto: la granitica maggioranza guidata dal tre volte sindaco di Forza Italia non esiste più, evidenti le nuove crepe e le distanze interne dopo la rottura con la consigliera meloniana Celeste De Cata, cui Potenza tolse le deleghe conferitele. Soccio e Augelli, espressione di Bianchi, sono del resto i due eletti più suffragati della città garganica, da oltre mille voti ciascuno.
Secondo i rumors che trapelano da Palazzo di città, il sindaco avrebbe messo sotto torchio Augelli e poi preteso da Soccio che firmasse il documento di rinuncia alla candidatura, pena il ritiro della delega. Come scritto da l’Attacco, da parecchio tempo circolavano indiscrezioni rispetto alla candidatura con Decaro di Soccio, col placet del sindaco, e della ambizione coltivata per un certo tempo dallo stesso Potenza di scendere direttamente lui in campo. Stando ai beninformati, sarebbe stato il leader provinciale di Socialismo Dauno Pino Lonigro a lavorare alla candidatura di Soccio, per conto del presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, che dal 2024 sta coordinando la lista Decaro Presidente. Una scelta sicuramente borderline, considerato che da dieci anni la donna è vicesindaca di una giunta chiaramente di centrodestra.
Potenza, a quanto pare, avrebbe giocato su più tavoli – tra FI e Decaro – prima di ritrovarsi contro la candidata che, più che a lui, avrebbe risposto a Bianchi, col quale il rapporto appare compromesso sin dalle elezioni comunali del 2024, quando il forzista aveva prima promesso di lasciare spazio a Soccio come candidata sindaca (con tanto di manifesti già pronti) e poi, dopo lo sblocco legislativo al terzo mandato, si era lanciato per l’ennesimo mandato.
Anche rispetto alle regionali Potenza è stato assai ondivago: dapprima capace di scatenare l’ira dell’alleato Dell’Erba per il proposito di candidarsi al suo posto in FI, e poi – dopo l’articolo de l’Attacco – la smentita social e l’annuncio del sostegno all’amico consigliere regionale uscente.
Quanto a Dell’Erba, il passo indietro di Soccio è sì un fatto positivo (dopo aver temuto di perdere “1500-2000 voti”, ma per qualcuno Soccio ad Apricena ne avrebbe presi in totale più di lui, che non riuscì a farsi eleggere consigliere comunale nel 2024) ma nella stessa Forza Italia provinciale circola la seria sensazione che stavolta l’edile non goda di alcuna certezza rispetto al primo posto in lista.
Troppe le fratture interne ad Apricena e interne al vecchio gruppo di potere Potenza-Bianchi per non pensare, legittimamente, che il seggio sia in bilico e contendibile anche da altri candidati diversi dal coordinatore provinciale azzurro, a cominciare dal forte blocco cerignolano del giovane avvocato ed ex assessore Carlo Dercole, genero dell’ex sindaco Franco Metta e segretario cittadino del partito. Se la terra ofantina capisce che non è affatto una candidatura di servizio Apricena rischia di perdere il suo consigliere regionale.
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