Una seduta intensa, tra approvazioni decisive e momenti di forte tensione. Il Consiglio regionale della Puglia ha dato il via libera alla legge di assestamento e variazione al Bilancio 2025–2027, ma ha anche affrontato la protesta di un gruppo di agricoltori che, con urla e slogan, ha costretto a sospendere momentaneamente i lavori. La protesta ha avuto come obiettivo la richiesta di sospensione del tributo 630 del Consorzio di bonifica, giudicato dagli agricoltori “iniquo e insostenibile”. Dopo alcuni minuti di caos, l’Aula è tornata alla normalità e ha potuto votare i provvedimenti in programma. Il momento chiave è stato l’approvazione del disegno di legge di assestamento e variazione al bilancio 2025, passato con 28 voti favorevoli e 2 contrari. Il presidente Michele Emiliano, introducendo il provvedimento, ha chiarito che si tratta di un atto “tecnico ma fondamentale”, che serve ad allineare i dati di bilancio alle risultanze contabili del 2024 e a confermare la tenuta degli equilibri finanziari. Tra gli aggiornamenti più significativi, lo spostamento tecnico di 40,5 milioni di euro al servizio sanitario regionale per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). A favorire un clima politico più disteso rispetto ad altre sedute recenti è stata anche la mancata presentazione dell’emendamento sul consigliere supplente, oggetto di forti discussioni nei giorni scorsi. L’argomento, che rischiava di creare fratture in Aula e di impedire il raggiungimento del numero legale, è stato accantonato, permettendo così lo svolgimento regolare dei lavori. Una scelta che ha evitato uno scossone politico che molti temevano.
La seduta ha assunto anche un valore simbolico per il discorso di commiato di Emiliano, che ha parlato con tono pacato ma carico di significato. “Io ho fatto quello che potevo fare – ha detto – avrei voluto dare una mano in modo diverso. È andata come è andata, ma non mi lamento. In politica non c’è nulla che crea un diritto. Questo non cambierà di un millimetro il mio atteggiamento. Mi posso essere arrabbiato, ma questo non vuol dire che non sia già passato.”
Il riferimento era chiaro: lo stop alla sua candidatura al Consiglio, voluto dal sindaco Decaro.
Emiliano ha poi rivolto un augurio alla Regione: “Possa proseguire questo cammino senza farsi prendere da ansia di nessun genere. Governare la Puglia è come guidare una Ferrari: è una grande macchina, ma anche una macchina complicata. Nulla vieta che anche a una Ferrari si possa cambiare il motore, si possano cambiare i princìpi fondamentali dell’alimentazione, la si possa rivoluzionare. Certo, questa rivoluzione deve, però, passare da un confronto democratico, che mi auguro ‒ da questo punto di vista, prendo questo impegno ‒ di poter reggere anche in futuro, anche come semplice cittadino. Credo di aver maturato almeno il diritto, se non quello al quale aspiravo, di poter dire la mia su quello che in futuro accadrà in questa Regione”.
La giornata si è conclusa con l’approvazione di altri due atti fondamentali, il Bilancio di previsione 2026–2028 (29 voti favorevoli, 2 contrari), che prevede 15,9 miliardi in competenza per il 2026; il Bilancio consolidato 2024 (29 favorevoli, 3 contrari); e la Legge di stabilità 2026, passata con 28 voti favorevoli e uno contrario.
Tra le misure approvate anche un indebitamento fino a 50 milioni annui per cofinanziare i fondi europei e statali, oltre a un indebitamento straordinario per coprire un disavanzo di 103,4 milioni di euro. Previsti inoltre 12 milioni per interventi di riqualificazione del patrimonio pubblico e di messa in sicurezza del territorio.
Dopo ore di discussione e un inizio turbolento, il Consiglio ha quindi definito le basi economiche per il prossimo triennio. Ma fuori dall’Aula, la protesta degli agricoltori lascia intendere che il confronto con il territorio è tutt’altro che concluso.
(Imma Ceci - l’Attacco)
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