Avvocato, politico, uomo di partito. Ma anche volto noto del territorio. Joseph Splendido, nato a Drancy, in Francia, il 22 luglio 1968 e residente a Foggia, è uno dei protagonisti principali della scena politica pugliese. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna nel 1993, esercita la professione forense ed è responsabile territoriale dell’Associazione Matrimonialisti Italiani per la tutela delle persone, dei minorenni e della famiglia. Da sempre impegnato nel mondo istituzionale, Splendido è stato membro del comitato scientifico dell’Automobile Club con un incarico specifico in materia di circolazione stradale e legislazione. Nel 2020 è stato eletto consigliere regionale della Puglia per la lista Lega Salvini Puglia nella circoscrizione di Foggia, ricoprendo oggi il ruolo di vicepresidente della V Commissione permanente e componente della III. È stato inoltre consigliere comunale e provinciale, nonché presidente del gruppo Noi con Salvini. Candidato alle politiche del 2018, ha ottenuto il miglior risultato tra le città pugliesi per la Lega Salvini Premier. Conosciuto per il suo stile comunicativo diretto, spesso sopra le righe ma sempre personale e coerente, Splendido ha saputo imporsi come una voce fuori dal coro nel panorama politico foggiano. Lo ha incontrato il direttore de l’Attacco Piero Paciello per parlare della sua visione della città, del suo modo di fare politica e della prossima sfida elettorale del 23 e 24 novembre, che affronta da candidato in quota Lega-Udc-Nuovo Psi.
Consigliere Splendido, lei è stato tra i primi a lanciarsi in campagna elettorale, con uno stile comunicativo forte, visibile, anche divisivo. Perché questa scelta?
La sua domanda mi fa piacere, perché mi permette di chiarire una cosa. Tutto è nato per caso. Una sera stavo andando a cena con il direttore di Foggia TV, Attilio De Matteis, e con alcuni suoi colleghi. Leggo sui social che la Sindaca attacca 3.300 cittadini che avevano firmato una petizione sul quartiere Ferrovia. Per me quella petizione era un grido di dolore, un gesto civile. Invece la Sindaca li accusa di procurato allarme e di aver causato il calo del valore degli immobili. Mi è sembrato assurdo. Ho annullato la cena e ho annunciato la mia prima passeggiata con la stampa nel quartiere Ferrovia. I residenti mi dissero che, poche ore dopo il mio annuncio, c’era stata una pulizia straordinaria. Feci quella passeggiata da solo, con i giornalisti, e da lì partì tutto.
Quindi la campagna è nata spontaneamente, non da una strategia pianificata.
Esattamente. Non era nei miei piani. Non pensavo affatto di cercare voti nel quartiere Ferrovia. Le regionali riguardano sessanta comuni di Capitanata. Ma da quell’episodio ho capito che i cittadini avevano bisogno di qualcuno che li ascoltasse, che fosse presente fisicamente. E così è cominciato tutto.
Che tipo di riscontro ha avuto dai cittadini?
Molto forte. Qualcuno mi accusa di essere comparso solo sotto elezioni, ma chi mi conosce sa che non è così. Ho sempre lavorato sul territorio, anche se prima comunicavo in modo più tradizionale, con comunicati stampa o note ufficiali. Ora ho scelto un linguaggio più diretto, immediato, visivo. Non lo faccio per i numeri o le visualizzazioni, anche se sono milioni. Mi interessa che la gente mi percepisca come un riferimento. Quando i cittadini vedono che qualcuno scende in strada, che mette la faccia, sentono che non sono soli. È questo che mi spinge.
Come giudica la situazione della città di Foggia oggi?
Penso che, purtroppo, in questi due anni di amministrazione Episcopo non si sia fatto nulla di concreto. La Sindaca è molto attiva sui social, ma poco sui problemi reali. Foggia oggi ha risorse importanti. Ci sono circa 80 milioni di euro lasciati in cassa dalla gestione commissariale e dal periodo Landella, oltre a circa 90 milioni del PNRR. Eppure, non si vede un progetto chiaro. Manca una visione. Anche le opere annunciate, come il rifacimento di Viale Colombo, non sono finanziate dal Comune ma da Enel per ripristino stradale. E questo la dice lunga.
Quindi secondo lei la città è ferma.
Sì, è ferma. È una grande delusione per me, lo dico con dolore perché amo la mia città. Foggia avrebbe bisogno di concretezza. Meno passerelle e più pianificazione. Perfino questioni di base, come la realizzazione dei loculi cimiteriali, sono bloccate da anni per mancanza di decisioni chiare.
Essere nella Lega, in Puglia, è uno svantaggio, un ostacolo elettorale?
Molti mi dicono che mi penalizza. Io sono una persona moderata, e magari qualcuno non si riconosce nel simbolo della Lega. Però questa volta nel nostro simbolo ci sono anche l’Udc e il Nuovo Psi, e questo può aiutare a intercettare l’elettore indeciso. Chi non ama la Lega non mi voterebbe comunque, ma io preferisco parlare con i fatti. Matteo Salvini, attraverso la mia persona, ha fatto molto per Foggia. Parlare ancora di partito del Nord è assurdo, dopo tutto ciò che è stato fatto qui.
In Puglia però il centrodestra ha davanti una macchina elettorale molto rodata: il centrosinistra di Decaro.
È vero. Il centrosinistra ha costruito un sistema politico efficiente, molto ben organizzato, che funziona da vent’anni. Ma questa volta abbiamo un candidato presidente, Luigi Lobuono, che è una persona perbene, precisa e rispettosa. Ce la giochiamo, anche perché dall’altra parte le contraddizioni sono tante.
Molti considerano Emiliano un politico abile, capace di scegliere sempre le persone giuste nei ruoli più importanti, anche fuori dal suo schieramento. Condivide?
Nel 2020 avrebbe perso senza l’appoggio di uomini provenienti dal centrodestra. Io stesso fui contattato, ma ho scelto di restare nel mio partito. È stata una questione di coerenza. Emiliano vinse imbarcando chiunque: Stea, Pentassuglia, Palese, Cassano. Senza di loro non avrebbe avuto i numeri. Poi, durante la pandemia, la percezione di sicurezza lo ha aiutato. Ma io non cambio bandiera. Sono entrato nella Lega quando era all’1%. Il mio è un vincolo di mandato morale.
Che cosa è successo invece alla Lega, a livello nazionale? Dove ha fallito Matteo Salvini?
La Lega ha vissuto una crescita esponenziale: dall’1% al 30%. Quando si cresce così rapidamente, è inevitabile che molti salgano sul carro del vincitore. Poi, quando la situazione si fa difficile, scendono tutti. Io rispondo solo di me stesso. Salvini mi considera la Lega a Foggia, e questo mi riempie d’orgoglio. È vero, abbiamo commesso errori, ma preferisco una crescita lenta e autentica. Quando si sale troppo in fretta, si rischia di cadere.
Molti ancora ricordano lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Foggia. Perché Salvini non difese il Sindaco Landella come il centrosinistra ha fatto con Decaro a Bari?
Perché Salvini è una persona perbene. Non aveva il potere di salvare nessuno. Ma se hanno sciolto Foggia, allora dovevano sciogliere anche Bari. E se non lo hanno fatto a Bari, allora non avrebbero dovuto farlo neanche qui. La legge sullo scioglimento dei Comuni è sbagliata e a Roma si parla già di una riforma.
Nella Lega a Foggia la sfida interna per il seggio regionale è tra lei e Napoleone Cera. Che rapporto avete?
Ho grande rispetto per Cera. È un politico esperto, con un ampio consenso, ma rappresenta un modo di fare politica diverso dal mio. Io mi sento lontano da certi schemi tradizionali. Lui viene da una cultura democristiana, io da un’altra formazione. È stato scelto dai vertici regionali e nazionali, e da militante accetto le decisioni del partito. Non ho nulla contro di lui, ma io rappresento un’altra idea di politica.
(A cura di Domenico Suriano)
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).