È il giorno della grande adunata del centrodestra. Oggi pomeriggio, al Teatroteam di Bari, i riflettori politici nazionali torneranno a puntarsi sulla Puglia per la kermesse che vedrà riuniti sullo stesso palco Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi, insieme al candidato presidente Luigi Lobuono. Una presenza corale dei vertici di governo che segna l’ultimo, decisivo passaggio della campagna elettorale per le regionali del 23 e 24 novembre. La premier Meloni, attesissima nel capoluogo pugliese. Il suo arrivo, previsto per il pomeriggio, è considerato un segnale politico di forte investimento sulla sfida pugliese: una regione strategica, simbolo della “missione Sud” del centrodestra, dove il centrosinistra governa ininterrottamente da vent’anni. Il Teatroteam, con i suoi duemila posti, è già quasi sold out. L’organizzazione, curata principalmente da Fratelli d’Italia, sta completando in queste ore l’accreditamento di militanti, dirigenti e giornalisti. All’esterno, dove verranno installati maxischermi, si prevede un afflusso di pubblico notevole, tanto da spingere il Comune a predisporre un piano traffico dedicato. La presenza della stampa nazionale sarà imponente: decine di troupe televisive, inviati e cronisti delle principali testate seguiranno l’evento in diretta, a testimonianza dell’attenzione crescente per una partita che, secondo molti analisti, potrebbe avere un valore politico più ampio dello stesso voto regionale. Sul palco, accanto ai leader, ci sarà Luigi Lobuono, l’imprenditore barese candidato unitario di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Lobuono, in queste settimane, ha attraversato in lungo e in largo la Puglia, puntando su tre temi-chiave: sanità, lavoro e imprese. “Le liste d’attesa sono il simbolo del fallimento del centrosinistra, ha detto più volte. Bisogna restituire ai cittadini una sanità efficiente e trasparente”. Nel suo programma, spiccano anche le misure per la semplificazione amministrativa e un piano per la creazione di 200mila nuovi posti di lavoro.
L’appuntamento barese arriva a pochi giorni di distanza dal bagno di folla di Arianna Meloni a Lecce, dove la sorella della premier ha suonato la carica ai sostenitori: “Non ci fanno paura i sondaggi, ha dichiarato. Sappiamo ribaltare i pronostici, come abbiamo fatto in Italia”. Un messaggio che ha galvanizzato la base del partito, proiettandola verso la grande tappa conclusiva nel capoluogo.
Sul fronte organizzativo, la macchina del centrodestra si è mossa in modo capillare: da giorni le segreterie provinciali dei partiti stanno coordinando pullman, delegazioni e gruppi di militanti da tutte le province pugliesi. L’obiettivo è riempire Bari non solo di bandiere, ma di presenza politica visibile, a pochi giorni da una tornata elettorale che tutti considerano decisiva.
Dalla segreteria di Fratelli d’Italia, Marcello Gemmato coordina gli ultimi dettagli insieme ai colleghi Mauro D’Attis (Forza Italia), Roberto Marti (Lega) e Luigi Morgante (Noi Moderati). In una nota congiunta, i quattro coordinatori hanno sottolineato «”a compattezza e la determinazione di una coalizione che crede nella vittoria e nella possibilità di costruire una Puglia diversa”.
Nel backstage, cresce l’attesa per l’intervento conclusivo della premier. Meloni parlerà da leader nazionale ma anche da “figlia politica” di una città che, pur non essendo la sua, ha sempre rappresentato un laboratorio di consenso per la destra italiana ricordando quella stagione, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio, in cui la Puglia poteva vantare esponenti, intellettuali, come Pinuccio Tatarella. E prima della “primavera pugliese”, aveva la forza di eleggere Simone Di Cagno Abbrescia a sindaco di Bari, esprimeva il presidente di regione con Salvatore Distaso prima e con Raffaele Fitto poi. Non a caso, gli organizzatori definiscono l’evento “non solo una manifestazione elettorale, ma un momento di identità e orgoglio collettivo”.
A Bari l’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Le vie intorno al teatro saranno presidiate dalle forze dell’ordine e chiuse al traffico per motivi di sicurezza. I comitati locali hanno allestito punti informativi e gazebo, mentre gli alberghi registrano il tutto esaurito. In città si respira il clima di una capitale politica per un giorno, con una mobilitazione che va ben oltre i confini pugliesi.
Per Luigi Lobuono, la giornata di lunedì sarà un banco di prova decisivo. La presenza congiunta dei tre principali leader della coalizione servirà a certificare l’unità di un centrodestra che, dopo anni di frammentazione, si presenta compatto. “La Puglia, ha dichiarato Lobuono, non ha bisogno di promesse, ma di una classe dirigente che sappia ascoltare, decidere e costruire. La mia candidatura è un impegno per tutti coloro che credono nel cambiamento possibile”.
Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Dopo la tappa barese del centrodestra e quella di Elly Schlein per il centrosinistra, la Puglia si prepara a vivere le ultime due settimane di una campagna elettorale che si annuncia combattuta fino all’ultimo voto.
Ma intanto, oggi, sarà Giorgia Meloni a prendersi la scena, tra applausi, bandiere e flash di una giornata destinata a entrare nella cronaca politica regionale.
(Mary Vergura - l’Attacco)
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