Come “Gli ultimi giorni di Pompei”: dopo le elezioni regionali niente sarà più come prima per Paolo Campo

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Voleva trasmettere senso di comunità e appartenenza a un’unica causa, probabilmente. Invece il recente video diffuso da Paolo Campo ha suscitato l’ironia di quelli che hanno trovato analogie tra il pranzo che si è svolto nella sede del Pd di Manfredonia con l’ultima cena di biblica memoria. Il consigliere regionale uscente è in corsa per un nuovo mandato, tuttavia il percorso è in netta salita e lo scranno in Consiglio regionale è sempre più lontano. Ecco perché le malelingue, alla vista delle tavolate all’interno della sede del partito e di tutti i convitati, hanno pensato che ormai è la fine dell’impero. Dopo la fuoriuscita di Angelo Riccardi e il termine dell’esperienza parlamentare di Michele Bordo, potrebbe toccare a Campo – il terzo protagonista di quella lunga stagione che contraddistinse il Fattore M – di restare senza incarichi elettivi. Tovaglia sulle tavolate di colore rosso, ovviamente. Posate metalliche e tovaglioli di carta, bicchieri e piatti di plastica per gli astanti e al centro delle tavolate i vassoi con le pietanze preparate in parte prima e in parte al momento, bottiglie d’acqua (sempre in plastica) e un po' di vino, come mostra Gianni Di Bari alle prese con il cavatappi. Consiglieri, assessori ed ex tali, mogli, amici e anche qualche bambino. Sono numerosi i volti che si succedono nel video e nelle fotografie circolate sui social che raccontano il pranzo domenicale del 16 novembre scorso. In uno di questi scatti, Paolo Campo è di spalle e, alla sua destra, si riconosce l’ex capogruppo e assessore Damiano D’Ambrosio. Sul lato opposto c’è il segretario cittadino Matteo Panza alla sinistra del capo-tavolata (ri)candidato alla Regione Puglia e, alla sua sinistra, Saverio Mazzone. Si vedono anche gli attuali consiglieri comunali Paola Leone, Gino Castriotta, Matteo Pacilli e Raffaele Caputo, insieme alle assessore Cecilia Simone e Mariarita Valentino, con il loro collega Matteo Gentile. E poi, ancora, il giovane dirigente di partito Michele Nenna, il sindacalista Michele Trotta (padre dell’ex segretario cittadino Giuseppe Trotta), la dirigente del Comune di Manfredonia Tina Ciuffreda e l’ex agente di Polizia Locale - e padre dell’attuale segretario cittadino -, Michele Panza.

“Noi sappiamo quello che abbiamo vissuto per arrivare fino a qui, quindi quello che abbiamo davanti adesso è l’unica cosa che conta”, sono le parole di suo figlio - anch’egli un agente di Polizia Locale -, legatissimo da sempre a Paolo Campo.

Il pranzo domenicale era stato preceduto, martedì 11 novembre scorso, da un altro momento – ma di natura differente – che ha visto comunque un’ampia partecipazione dei democratici sipontini. Si tratta del confronto tra i candidati sipontini alle elezioni regionali, che si è svolto presso il Laboratorio urbano culturale ‘P. Impastato’ su iniziativa di un gruppo di studenti. 

Sui 10 candidati complessivi, vi hanno preso parte in sette: Giusy Moscatelli per la Lega, Libero Palumbo della lista civica di Antonio Decaro, Innocenza Starace candidata con AVS, Gianluca Totaro del MoVimento 5 Stelle, Anna Trotta e Salvatore Nenna per Noi Moderati, oltre al già citato Paolo Campo. Mancavano, invece, il forzista Ugo Galli, la candidata di Fratelli d’Italia Liliana Rinaldi e Ndiaye Arame di AVS. Di quest’ultima non si hanno tracce in nessun dove, mentre per Galli e Rinaldi sorge il dubbio che la loro defezione fosse legata al dietro le quinte dell’invito rivolto da un gruppo di studenti ai candidati manfredoniani per le elezioni regionali. 

L’iniziativa è stata organizzata da un gruppo di ragazzi di una classe del liceo Galilei-Moro, e fin qui nulla di strano. Quello che, invece, non era stato detto in premessa è che uno di loro è figlio di Paolo Campo. E uno degli insegnanti di quella classe è il professore Alfredo De Luca, attuale consigliere comunale dei Verdi e marito dell’ex assessora ora candidata con AVS Innocenza Starace. Stando sempre alle voci dei beninformati, più di uno dei ragazzi che hanno organizzato il confronto frequenta i Giovani Democratici di Manfredonia. 

Buona parte della sala era occupata da persone che fanno riferimento diretto al Partito Democratico. Un seguito che si vede solo nei momenti topici delle competizioni elettorali. Tuttavia la sostanza è che quella serata è sembrata artificiale. Troppo artificiale. Mentre la realtà incombe e, dopo il 24 novembre prossimo, il destino politico di Paolo Campo e quello della città di Manfredonia si incroceranno, per sovrapporsi in qualcosa che è ancora indefinito. 

Gli alleati civici del governo cittadino – ad eccezione del gruppo del suo ex vicesindaco Franco La Torre - non ne vogliono sapere di sostenere la sua corsa verso Bari. Proprio questi verrebbero indicati come responsabili di una sua mancata rielezione, e questo andrebbe a mutare i rapporti tra le forze politiche dell’Amministrazione comunale. C’è chi sarebbe anche intenzionato a ritirare la fiducia al Sindaco Domenico la Marca, per quanto un simile scenario potrebbe tradursi in un harakiri per tutti. 

“Ciao, immagino ti ricorderai di me. Ti ricorderai di quando abbiamo sognato e costruito una Manfredonia più laboriosa, più accogliente, più viva. Più bella”, è scritto nella missiva cartacea che Campo ha inviato presso i domicili. Tra una settimana si potrà scorgere meglio verso quale direzione volgerà la sua carriera. E quanta consistenza può avere l’indiscrezione che lo vorrebbe anche pronto a ricandidarsi come primo cittadino di Manfredonia. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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