Era stato un facile profeta l’Attacco quando, nelle scorse settimane, aveva pronosticato che al massimo un elettore su quattro avrebbe eletto il nuovo presidente e il nuovo consiglio regionale della Puglia. E’ terrificante il 38,61%, dato finale dell’affluenza ai seggi in provincia di Foggia, rispetto al già limitato 52,74% della precedente tornata del 2020, vale a dire un crollo di 14 punti.
In tutti i comuni di Capitanata l’affluenza si è ridotta tranne che nel più piccolo, la Celle San Vito dei 140 abitanti e ancor meno aventi diritto al voto, dove il dato finale dei votanti è stato superiore a cinque anni fa, passando dal 32,77% del 2020 al 35,43% delle urne di domenica e lunedì scorsi.
A Foggia città ha votato il 41,22% rispetto al 57,38% (oltre 16 punti percentuali in meno), a Manfredonia il 37,52% rispetto al 53,38% (quasi 16 punti in meno), a Cerignola il 32,83% rispetto al 44,83%, a San Severo il 33,40% rispetto al 49,16%, meglio ad Apricena col 47,28% ma comunque meno del 56,90% del 2020, a Lucera il 42,38% rispetto al 64,56%, a San Giovanni Rotondo il 43,19% rispetto al 56,54%, a Torremaggiore il 43,92% rispetto al 50,87%.
Minimo calo a Vieste, dove erano schierati ben quattro candidati, con l’affluenza finale al 43,01% rispetto al 44,26% di cinque anni fa. In alcuni casi il dato si è letteralmente dimezzato, come nella piccola Ordona dove ha votato il 42,86% mentre nel 2020 si era recato alle urne l’82,84% degli aventi diritto. Un tracollo pure nella Monte Sant’Angelo del dominus Pd e campionissimo di preferenze Raffaele Piemontese: l’affluenza finale si è fermata al 44,50% contro il 55,14% del 2020, ovvero ben 11 punti percentuali in meno.
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