Fenomenologia di Antonio Tutolo, tra comizi e social network: mix perfetto di campagna elettorale da studiare

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

La performance elettorale di Antonio Tutolo alle recenti Regionali dovrebbe essere un caso da studiare con diverse discipline, non solo dai politologi ma anche dagli antropologi, sociologi e naturalmente dagli esperti di comunicazione. Concentrare su di sé il voto di oltre la metà delle persone che si sono recate ai seggi a Lucera (11.433, peraltro minimo storico di affluenza con il 42,38% che è stato comunque il dato più altro tra i maggiori centri di Capitanata) è stato un risultato previsto da nessuno. In realtà non ci credeva nemmeno il suo stesso entourage oltre che il diretto interessato, senza contare ovviamente gli avversari esterni e interni alla lista di appartenenza “Per la Puglia”. Nei giorni precedenti all’apertura delle urne si scommetteva bonariamente sulla forbice di preferenze che avrebbe conseguito nella sua città, ma né questo conteggio, né tanto meno l’altro monstre di oltre 4 mila fatti registrare negli altri 60 Comuni della provincia, era stato minimamente pronosticato. Alla fine, la somma superiore a 10 mila rappresenta una fotografia numerica che spiega solo in parte l’esito complessivo, perché per Tutolo non è il ricavato di una comunque intensa attività delle ultime settimane, bensì della raccolta dei frutti che ha seminato per cinque anni, costruendo il consenso non solo sulle grandi questioni ma anche sulle piccole vicende che si portano dietro i singoli elettori. Un esempio: “C’è una donna che mi ha detto di aver votato per me perché nel 2020 le ho dato una mano nel riuscire a superare lo sbarramento dei medici ospedalieri che non le consentivano di vedere la madre malata e ricoverata – ha spiegato direttamente Tutolo – e io onestamente né mi ricordavo la storia né tanto meno conosco questa persona perché non è nemmeno di Lucera. Un’altra avrebbe voluto fare lo stesso perché la legge specifica che ho fatto approvare è chiaramente valida per tutta la Puglia, ma è salentina e poteva esprimersi su altri candidati”. Tutolo ha messo un punto fermo della sua attività propagandistica proprio su questo aspetto: “Non ho accettato alcuna richiesta di sostegno da portatori di pacchetti di voti che pure si sono presentati – ha raccontato – perché avrebbe significato firmare delle cambiali politiche che comprensibilmente poi avrei dovuto onorare. Io non ragiono e opero così, come spesso fanno molti altri colleghi, non solo in Puglia e non solo a questo livello. È fin troppo comodo ripagare la fedeltà favorendo l’assegnazione di incarichi e prebende con varie modalità, venendo ricambiati con una campagna elettorale svolta da altri al posto proprio, mentre io sento il bisogno di avere il contatto diretto con la gente che mi ha premiato ben oltre ogni aspettativa, tanto più se si considera la bassissima percentuale di affluenza che nei primi minuti dello spoglio mi aveva suggerito di non avere troppe illusioni”. E invece è andata diversamente, peraltro in un contesto di serrata contesa interna con un competitor di alto livello come Rosario Cusmai che godeva dell’appoggio diretto niente meno che di Michele Emiliano.

“Molti mi avevano dato del pazzo nel voler affrontare questa sfida, qualche candidato che all’inizio era con noi ha poi preferito gareggiare con un’altra formazione – ha aggiunto – mentre io avevo necessità di misurare e misurarmi, capire quanto approvazione ci fosse verso la mia persona, dopo cinque anni di lotte, battaglie, leggi approvate contro tutto e tutti, perfino due volte contro il Governo nazionale che ha impugnato provvedimenti davanti alla Corte Costituzionale. Anche in quei casi ho vinto io, nonostante scetticismo, addirittura derisione e, diciamo così, difficoltà ad adempiere da parte degli stessi uffici della Regione. L’estensione della cubatura per gli edifici a destinazione agricola e l’introduzione dello psicologo in tutti i reparti di Oncologia della regione sono risultati dei quali vado orgoglioso, insieme a tanti altri”.

Diversi detrattori hanno ammesso di aver assistito a una campagna elettorale definita “perfetta”, partita praticamente all’indomani della presentazione delle liste e concepita come un mix di operazioni vecchio stampo unite a un’efficacissima attività sui social network. Tutolo è stato praticamente l’unico a fare comizi con una frequenza impressionante, addirittura 20 in 27 giorni, girando molti centri della provincia, anche con un ripasso visto e sentito a Foggia, San Severo e ovviamente a Lucera, arrivando alla decisione apparentemente avventata di chiudere l’ultima sera a San Marco in Lamis, nella tana di Napoleone Cera da dove è uscito con 47 preferenze. E tutti gli interventi sembravano delle sessioni professionali di speech, di fatto con l’introduzione di un nuovo format, anticipando o commentando video proiettati su un maxi schermo appositamente montato, relativi a questioni di cui si è occupato in cinque anni di presenza in Consiglio regionale, dove è risultato il più assiduo tra i 50 colleghi. 

Ma, parallelamente, si è messa in moto una macchina mediatica studiata con grande accuratezza, in grado di seguire, rilanciare e sostenere con post, reel e stories discorsi di piazza, passeggiate nei mercati settimanali, passaggi in luoghi di ritrovo e sedi professionali, restituendo quasi la quotidianità di chi poi ci ha messo del suo con le ormai consuete “dirette” su Facebook, spesso dei veri e propri comizi urbi et orbi, senza più confini geografici o impedimenti logistici o steccati linguistici, visto che italiano e dialetto continuano a mischiarsi con eccessiva naturalezza, strumento di avvicinamento a quel popolo che lui cerca quasi fisicamente. 

Qualche dato: nel solo mese di novembre si sono contate oltre 2 milioni di visualizzazioni della sua pagina Facebook da “personaggio politico” (che è diversa da quella privata e personale), più del doppio rispetto al mese precedente, con 135 mila interazioni e l’acquisizione di oltre 2 mila nuovi follower, e la sola immagine con il riepilogo di tutti i voti ottenuti nei Comuni di Capitanata è stata vista 108 mila volte. Su Instagram, invece, le visualizzazioni dei contenuti hanno superato quota 200 mila, a cui si è aggiunta l’apoteosi musicale con un brano di musica rap che è diventato la colonna sonora delle sue uscite.

“La gente ha capito come sono fatto e che veramente mi impegno per questo territorio – ha spiegato Tutolo – ma avevo bisogno di farlo vedere anche materialmente con immagini, documenti e dati. Sono stato il secondo consigliere più produttivo per proposte di legge, e ho ricordato a tutti le azioni svolte su grandi temi come quello agricolo, oltre che in chiave urbanistica, anche e soprattutto con la necessità di avere infrastrutture in grado di assicurare stabilmente acqua per le aziende. È una questione cruciale per il futuro della Capitanata. Ora tutti parlano di emergenza idrica, mi fa piacere, ma hanno cercato di appropriarsi di un argomento su cui mi batto da almeno quattro anni. Ci sono i documenti e perfino un Consiglio regionale monotematico che ho fortemente voluto e faticosamente ottenuto. Ma ci sono state anche tante altre cose, come il livellamento della spesa sanitaria tra province, non più per precedenti storici ma secondo la quantità di popolazione residente, permettendo ai cittadini della nostra provincia di avere più fondi per gli esami strumentali coperti dalla Regione”. 

“Mi sono spesso chiesto come mai questi argomenti non siano mai stati affrontati da chi mi ha preceduto e devo dire che anche in questa legislatura ormai terminata non ho trovato grande adesione da parte degli altri eletti in Capitanata. In realtà la risposta era molto semplice: il meccanismo dei rapporti con l’elettorato è perverso, perché i diritti diventano favori e chi dovrebbe rappresentare la gente, non solo a livello regionale, deve rispondere a dominus e capibastone che decidono la vita e la morte politica di un candidato. Allora è normale che poi le persone che votano passano in secondo piano. Io posso dire che hanno fatto di tutto per annientarmi, per molti ero dato per spacciato non solo come legittima analisi del voto ma anche come augurio, anche perché ‘ricambiato’ dopo aver fatto saltare da solo il riconoscimento del Trattamento di Fine Mandato. Ho visto con i miei occhi che c’è chi si opporrebbe a una mia iniziativa invece di dare una mano a beneficio del territorio, temendo poi altro consenso a mio favore. Si gode delle divisioni e si mira piuttosto a non darmi soddisfazione. E invece sono stati proprio i cittadini a darmela, a volermi ancora per altri cinque anni a Bari dove dovranno ancora sopportarmi. Solo un desiderio mi piacerebbe ancora appagare, e cioè conoscere quei due singoli cittadini di Monteleone e Panni che mi hanno votato in tutto il paese. Se si fanno vivi, vado a stringere la mano fino a casa loro”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet