Lucera, il PD si è spaccato sul sostegno a Pitta: Dell’Aquila prima in posa con Tutolo, e poi si dimette

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Più si avvicinano i giorni veri e propri della campagna elettorale a Lucera, e più si fa fatica a capire cosa stia succedendo nel panorama politico locale, dove ogni giorno ne spunta una nuova, e non è nemmeno detto che sia l’unica. In effetti questo è un periodo di grande fluidità, sebbene non ci sia niente di male ad assistere a tutto e il contrario di tutto, solo che poi diventa addirittura divertente registrare situazioni e comportamenti apparentemente incomprensibili, come quelli che per esempio stanno caratterizzando il circolo del Partito Democratico, rinnovato “unitariamente” solo 9 mesi fa. Tutto nasce, evidentemente, dal Sindaco Giuseppe Pitta che già da una decina di giorni ha dato una bella scossa all’ambiente, annunciando a prescindere la sua (auto)ricandidatura con tanto di manifesti affissi nella sede di Piazza Duomo. È chiaramente animato dal timore di farsi logorare da una maggioranza che non è detto sarà la stessa anche nel prossimo appuntamento di primavera con le urne, per cui il suo perimetro si misurerà molto meglio in occasione della votazione del bilancio di previsione, annunciato entro fine mese in Consiglio comunale. È altamente probabile che qualcuno di quelli che finora sono stati alleati diventino avversario e viceversa, perché di strategie più o meno evidenti se ne stanno vedendo e percependo parecchie. In casa dem lunedì sera è stata certificata la spaccatura che si avvertiva da settimane, perché il direttivo (15 presenti su 24 componenti) si è espresso sull’intenzione di continuare a far parte dell’attuale coalizione con in testa l’avvocato lucerino: otto favorevoli, due astenuti e cinque contrari. La prima conseguenza è stata le dimissioni di Antonio Dell’Aquila (che ha votato contro la prosecuzione dell’esperienza) da capogruppo consiliare in cui figurano pure Antonella Matera (favorevole) e Gianpaolo Conte (assente alla consultazione). Il proprietario e presidente onorario del Lucera Calcio all’indomani ha ragionato così: “La decisione di aderire a una coalizione a sostegno di Pitta, indefinita e di incerto segno politico, delegando di fatto al primo cittadino il ruolo di unico tessitore delle fila, incammina il partito verso una funzione e un ruolo secondari, se non irrilevanti, nel dibattito pubblico della città. La rinuncia anche di provare a promuovere un'aggregazione di tutte le forze politiche del centrosinistra è un grave errore che non considera i basilari principi della politica: mettersi in sintonia con l'opinione pubblica, rivendicare un ruolo strategico di autonomia e visibilità. Escludere da un confronto ‘Per la Puglia’, il Movimento 5 Stelle, Avs, Italia Viva, Azione, tutte forze politiche che attualmente sostengono il presidente Antonio Decaro e che sono presenti in Consiglio regionale con propri eletti e assessori, è un atto di estrema superficialità.

Dunque, la forza politica di maggiore peso e rilievo del centrosinistra decide di ignorare le linee guida della politica nazionale del partito, il “campo largo”. E poi si decide di tenere fuori proprio “Per la Puglia” che in base ai risultati delle scorse regionali è il maggior azionista del centrosinistra, avendo raccolto un consenso sette volte superiore a quello del Pd di Lucera. La lezione che gli elettori ci hanno inferto evidentemente non è servita, e quindi assumo questa decisione per il bene del mio partito e per i miei 18 anni di amore e passione dedicati, per non fare scomparire il simbolo a Lucera”. Dell’Aquila, da sempre espressione di Paolo Campo sul territorio, aveva chiaramente preparato il gesto, vi sto che sabato scorso era andato casualmente al ristorante di Antonio Tutolo a mangiare una pizza con due sodali, tra cui Ernesto Giannetta, segretario locale fino a nove mesi fa, salvo poi farsi fotografare alla fine del pasto in atteggiamento “rilassato” con il consigliere regionale. Il padrone di casa si è prestato a quella che poteva sembrare una gag tra due avversari non più tali, ma quel gesto ha avuto un significato politico appena lo stesso Dell’Aquila ha postato l’immagine sui social praticamente in tempo reale. Il verbale della votazione del direttivo è stato secretato, ma trapela che il segretario cittadino, Ivano Di Matto, sia schierato con Pitta, così come il vice Sindaco Claudio Venditti, mentre sicuramente dalla parte opposta c’è lo stesso Giannetta, così come Giuseppe Trincucci, il quale ha trascorso gli ultimi due anni a difendere il Sindaco da qualsiasi attacco sulla conduzione delle attività di Lucera Capitale. Deve aver cambiato idea, addirittura censurando quanto lui stesso ha sempre giustificato, partendo però da una considerazione politica, ritenendo non giustificabile che Pitta sia andato comunque a parlare con il centro-destra locale che gli aveva offerto clamorosamente la leadership: “In questa fase c’è bisogno di partiti con nome e cognome – ha scritto - nei quali si dibatte e si decide. Pitta dovrebbe capire che la vasta platea che lo ha portato alla elezione la scorsa volta non è più compatta. E deve capire che qualcuno vuole fare politica, vuole fare scelte, vuole avere programmi e prospettive per una città che sta morendo e che si disgrega giorno per giorno. Pitta deve imparare poi a distinguere e a scegliere, prima incontrando avversari, poi ribadendo il valore della vecchia coalizione che nel frattempo perde pezzi importanti, poi aggregando altre liste civiche che fanno rifermento a estemporanee performance ‘culturali’. A questo proposito vorrei capire se non si renda conto che la vicenda della Capitale della cultura a qualcuno, io credo tanti, abbia lasciato l'amaro in bocca. Io sono tra quelli che chiedono la necessità di chiarezza sulle scelte politiche generali. Per quanto riguarda Tutolo, piaccia o no, lui ha ottenuto consensi consistenti nella città e in democrazia questo vale”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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