Fra i meloniani di Capitanata continuano gli interrogativi in merito alle ripetute fortune di Francesco D’Emilio, l’ex vicesindaco di Foggia (con Franco Landella sindaco) e dirigente ASL FG che oggi milita in Fratelli d’Italia e guida la minoranza nel consiglio comunale di Deliceto dopo aver corso come candidato sindaco. A quali sponsor politici sono dovute? E’ questa la domanda che più delle altre circola nel partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’ultima nomina è legata al nuovo cda dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Con un decreto del 17 febbraio il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, guidato dal ministro forzista Gilberto Pichetto Fratin, ha nominato i nuovi componenti del consiglio di amministrazione dell’ente pubblico che rappresenta uno dei principali punti di riferimento tecnico-scientifici per le politiche ambientali in Italia. Alla guida dell’istituto è stata indicata Maria Alessandra Gallone, che ha assunto il ruolo di presidente del cda. Insieme a lei sono entrati nel consiglio Francesco D’Emilio, Stefano Masini ed Emiliano Occhi, mentre Nicola Lugeri è stato designato come rappresentante dei dipendenti dell’Istituto. L’ISPRA svolge un ruolo centrale nel sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, fornendo analisi scientifiche, dati e supporto tecnico alle istituzioni pubbliche. Risale invece al 4 gennaio 2024 la designazione di D’Emilio, da parte del ministro della salute Orazio Schillaci, quale nuovo rappresentante del Ministero nel consiglio di amministrazione dell’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata. Come avvenne anche allora, pure adesso circolano mugugni nel partito di Capitanata. “D’Emilio non ci ha nemmeno messo la faccia alle ultime elezioni comunali”, rimarcarono nel 2024 alcuni compagni di partito ricordando che l’ex consigliere a ottobre non volle scendere nuovamente in campo per Palazzo di città. Mentre stavolta l’insinuazione è un’altra: “Viene premiato dopo aver votato a sinistra, per Cusmai? Che grande partito siamo…”. Un riferimento velenoso all’intesa tra Arca Capitanata (da anni retta da Pippo Liscio, in quota alla civica emilianista CON di Rosario Cusmai) e l’Istituto zooprofilattico che ha permesso nelle scorse settimane alla seconda moglie di D’Emilio, Giusi Pascarelli, di essere assunta nell’ex IACP grazie alla decisione di chiedere all’IZS la disponibilità all’utilizzo della graduatoria del concorso pubblico, approvata a ottobre 2025, per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un assistente amministrativo per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di due unità di istruttore amministrativo. Pascarelli è dunque entrata a far parte dell’organico di Arca perché figurava come idonea nella graduatoria dell’IZS.
Tra una nomina e l’altra, D’Emilio a quanto pare ha incassato anche quella a componente di un comitato scientifico contro la brucellosi, istituito tempo fa presso il Ministero della salute, stando ai rumors essendo molto amico del commissario nazionale per la brucellosi. Se in passato è sembrato vicino al sottosegretario Gemmato, ora è ritenuto un corpo a sé stante in FdI Capitanata.
Oggi c’è chi ritiene che ci siano altri meloniani che meriterebbero di più dal proprio partito, dove a quanto pare il rapporto tra D’Emilio e il coordinatore provinciale Giannicola De Leonardis si sarebbe alquanto raffreddato dopo che alle scorse elezioni regionali il primo ha aiutato il rivale interno di De Leonardis, Nicola Gatta, nella propria Deliceto.
Il dubbio velenoso che circola in Fratelli d’Italia è che D’Emilio da un lato abbia avuto il placet politico di Gemmato per la nomina nel cda Ispra e, dall’altro, abbia goduto di una sponda in Cusmai&Liscio per l’intesa tra Arca e IZS. L’accordo aveva fatto chiacchierare pure all’interno del mondo sindacale. Ma c’è di più.
Lo scorso 2 marzo l’Ordine dei biologi di Puglia e Basilicata, guidato dalla presidente Elvira Tarsitano, tramite lo studio legale barese Damiani ha inviato istanza di revoca o annullamento in autotutela della delibera di approvazione della dotazione organica dell’IZS, che riprende anche le questioni sollevate dal sindacato Anaoo, con una nota inviata alle due Regioni Puglia e Basilicata e all’IZS.
Nella stessa data del 2 marzo scorso, l’Ordine dei biologi ha scritto al ministro della salute Schillaci chiedendo che il Ministero “voglia esprimere il proprio parere interpretativo sui quesiti formulati, anche al fine di orientare l’azione degli IIZZSS e delle Regioni nell’adeguamento delle rispettive dotazioni organiche e dei modelli organizzativi, in coerenza con il quadro normativo nazionale, regionale e dell’Unione europea”.
“Il 20 febbraio 2026 sono state pubblicate le delibere del cda dell’IZSPB e i provvedimenti prodromici e preliminari, con cui si è provveduto alla nuova dotazione organica dell’Istituto, che disciplinano l’assetto delle strutture complesse e semplici e dei laboratori di Sanità Animale, Igiene e Controllo degli Alimenti, Chimica, nonché delle articolazioni territoriali”, vi si legge.
“Nessuna posizione di direzione di struttura complessa o semplice sarà attribuita ai dirigenti biologi, in virtù della loro assegnazione nelle diverse articolazioni dell’ente considerato altresì il numero di dirigenti sanitari biologi previsti; mentre tali posizioni risulterebbero riservate quasi esclusivamente a dirigenti veterinari e ad altre figure sanitarie, anche in strutture a prevalente contenuto di attività di diagnostica di laboratorio. L’Ordine ritiene che tale assetto organizzativo possa porsi in contrasto con il quadro normativo nazionale e regionale in materia di professione di biologo, dirigenza sanitaria non medica, parità di trattamento e non discriminazione, nonché con il vigente CCNL Area Sanità – Dirigenza sanitaria, e chiede pertanto al Ministero di esprimere un parere interpretativo sui criteri che devono orientare la definizione delle dotazioni organiche degli IIZZSS, con particolare riferimento alla corretta inclusione dei biologi nelle posizioni apicali”.
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