Ferullo: “La mia cacciata è un’operazione politica per rinsaldare maggioranza. Agirò davanti a ogni giudice”

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“Ho fatto ricorso sia al TAR che al giudice ordinario, vedremo cosa accadrà”. A parlare a l’Attacco è Vincenzo Ferullo, contro il quale la maggioranza comunale di Apricena venerdì scorso ha votato la decadenza per incompatibilità, facendo scattare la surroga da parte del consigliere regionale Paolo Dell’Erba. In tal modo il sindaco Antonio Potenza ha indubbiamente conquistato un uomo in più, visto che Ferullo – ex capogruppo della coalizione Uniti per cambiare, per sette anni presidente del consiglio comunale – a dicembre scorso con l’ex vicesindaca Ada Soccio ruppe con Potenza e diede vita al gruppo di minoranza Apricena Futura. L’operazione è scattata dopo la contestazione a Ferullo di essere dipendente dell’edile Matteo Bianchi, ex mentore politico di Potenza oggi in guerra col tre volte primo cittadino. Il caso riguarda i lavori, sospesi da tempo, per l’ampliamento del cimitero comunale con realizzazione di nuovi loculi ed infrastrutture. Un intervento da oltre 4,2 milioni di euro appaltato nel 2023 alla Glob.ser di Bianchi, che il 20 ottobre scorso inviò istanza di sospensione di lavori lamentando il mancato pagamento, a suo dire, del saldo ad essa spettante. 

La risposta del dirigente Cardone fu che, “come da contratto, i pagamenti degli stati di avanzamento lavori potranno essere effettuati soltanto in esito alla formale disponibilità delle relative somme da parte dell’ente, somme che sono incamerate con la vendita dei loculi” e che “nulla potrà essere preteso dall’impresa appaltatrice in seguito ad eventuali non previsti ritardi nel reperimento delle provviste economiche non dipendenti dalla volontà dell’ente comunale”. Stando alla maggioranza, Ferullo è colui che, per conto dell’impresa, firmò alcuni atti endoprocedimentali e fu presente il 24 novembre scorso quando venne redatto il verbale di accertamento di avvenuta rimodulazione dell’area di cantiere, al fine di rendere disponibili ai cittadini concessionari i loculi realizzati nell’ampliamento. Il geometra ed eletto comunale, rispondendo il 15 febbraio scorso alla contestazione della presunta incompatibilità, dichiarò – con nota inviata anche al prefetto Grieco - di non essere dipendente di Glob.ser bensì di altra impresa facente parte dello stesso Gruppo imprenditoriale. Dopo che il Comune ha evidenziato la necessità di poter accedere liberamente alle aree e disporre dei loculi, rendendosi necessarie nuove sepolture, il 12 febbraio scorso Glob.ser trasmise al Comune, tramite lo studio legale Follieri, nota-diffida relativa all’appalto.

Intanto non solo è stata votata, coi 9 voti favorevoli della maggioranza, la decadenza di Ferullo ma gli sono stati pure chiesti a titolo risarcitorio 500mila euro. “A me è arrivata una voce: che è partita da voi una richiesta, che Vincenzo o si dimetteva o gli chiedevate i risarcimenti Dobbiamo assolutamente verificare, certo noi andremo in Procura”, ha detto Soccio durante la discussione consiliare.

“La nota che mi è stata inviata dal Comune è al vaglio dei miei legali, si parla di presunti danni arrecati all'ente, peraltro non contabilizzati. Un atto che per me ha solo fini intimidatori”, afferma Ferullo a l’Attacco. “Io fui uno dei primi, 14 anni fa, a scendere in campo con Potenza e fu colui che disegnò il logo e scrisse lo statuto, divenendo poi capogruppo di maggioranza. Le cose si sono successivamente inclinate, non condivido più le idee del sindaco”. una situazione paradossale rispetto al comune partito di Ferullo, Potenza e di Dell’Erba, che ne è il coordinatore provinciale, oltre che il consigliere regionale.

“Sono segretario cittadino di Forza Italia, certe volte la politica è davvero inspiegabile. Ma mi interessa di più il Comune, dove vanno ristabilite le regole. Il motivo di quanto è avvenuto è puramente politico: il sindaco ha voluto blindare la maggioranza, togliendo uno che ha costretto a passare nei ranghi dell'opposizione dal momento che aveva un solo voto di distanza. E’ tutto partito da due verbali firmati per questioni relative alla sicurezza, un caso frutto dell'arroganza di Potenza. Mi sono licenziato come dipendente di altre imprese di Matteo Bianchi, che producono conserve alimentari, e ho lasciato tutte le cariche sociali ricoperte. Non capisco quindi come possa essere stata votata la mia incompatibilità, perché non sono mai stato dipendente di Globser”.

Nella comunicazione inviata in Comune, Ferullo ha chiarito di aver mollato ogni incarico che potesse dar adito a illazioni riferite a rapporti con Globser: dimissioni dalle società agricole Castelpagano srl e Green Almond srl, rinuncia a cariche societarie nelle cooperative agricole Tenuta Bianchi e Apulia arte e sapori. “Non vale come ammissione di incompatibilità”, chiariva Ferullo. “Io facevo parte del gruppo aziendale ma per altre attività”, continua l’ex consigliere a l’Attacco. “Quello che è avvenuto rispetto a Globser e al cimitero sono dinamiche di cantiere, chi ha firmati verbali è stato il coordinatore della sicurezza. Non ho mai avuto alcun ruolo nella controversia relativa al cimitero comunale. Ormai sono peraltro alla fine della mia carriera professionale”. Se Potenza e Bianchi avessero continuato ad essere alleati “è chiaro che tutto questo non sarebbe mai avvenuto”, ammette l’apricenese. “Altri colleghi consiglieri comunali vacillano, probabilmente qualcuno ha davvero situazioni di incompatibilità. Per conto mio, farò richiesta di sospensiva, sperando che venga annullata la surroga. Resto in attesa dei due giudizi. E’ surreale che abbiano adottato questa delibera di consiglio dicendo che non avevo rimosso l'incompatibilità. Come si fa a decidere semplicemente sulla presunzione e sul campato in aria? Sono fortemente amareggiato, non mi aspettavo un trattamento del genere”, conclude Ferullo.

La maggioranza di Uniti per cambiare ha sostenuto, al contrario: “I fatti emersi non lasciano spazio a dubbi interpretativi: il consigliere Ferullo ha operato per mesi come il vero “motore decisionale” di una società che riceve soldi pubblici da questo Comune. Non parliamo di sospetti, ma di prove documentali inconfutabili. Il consigliere Ferullo ha apposto la propria firma su verbali di concordamento e di allineamento quote, ovvero su atti che decidono come e quanto l'ente deve pagare la società appaltatrice. Ma c’è di più: ha rappresentato la società appaltatrice davanti all’Ispettorato territoriale del lavoro di Foggia e nella sottoscrizione dei verbali Asl di Ispezione Attività di P.G. L’incompatibilità “di fatto” non si cancella con un pezzo di carta che riguarda altre imprese, ma con la prova reale e definitiva di aver cessato ogni ingerenza nell'appalto del Comune”. Resta da chiedersi perché prima della rottura politica sindaco e maggioranza non abbiano mai contestato nulla in tal senso.

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