Le prossime elezioni del Consiglio provinciale suscitano relativo interesse nelle comunità locali, mentre è esattamente opposto l’atteggiamento dei consiglieri comunali di Capitanata e dei gruppi a loro riferibili. Come già scritto su queste colonne, le proiezioni vorrebbero che il campo progressista possa superare anche la soglia dei quarantamila voti ponderati. E, se fosse così, vorrebbe dire che sarebbero quattro i consiglieri eletti con il Partito Democratico, mentre uno a testa dovrebbe venire fuori dal MoVimento 5 Stelle e dai socialisti. Proprio in questo gruppo, i favori dei pronostici sembrano volgere a favore di Libero Palumbo più che della carapellese Paolina Semplicini. Stando ad alcuni beninformati, Palumbo è stato cooptato dai socialisti quasi sul filo di lana ma nutrirebbe velleità di essere eletto. Scorrendo le preferenze ottenute alle scorse elezioni regionali dai candidati foggiani della lista Decaro Presidente, è probabile che la prima proposta sia stata avanzata al cerignolano Tommaso Sgarro. Nel centro ofantino, però, si tornerà a votare per le amministrative l’anno prossimo, perciò sarebbe questo il motivo del rifiuto do Sgarro. L’ex primo cittadino di San Severo Francesco Miglio, invece, pagherebbe il fatto di non ricoprire incarichi elettivi. Perciò è stato scelto Palumbo, cioè il consigliere che lo segue immediatamente in termini di preferenze. Consigliere comunale di minoranza, già assessore al Personale nell’Amministrazione che era guidata dal Sindaco Gianni Rotice, è anche uomo di patronato. Classe 1974, arriva in Consiglio comunale nella lista Città Protagonista, che è all’opposizione del governo cittadino di Domenico la Marca. A livello provinciale, è impegnato nel patronato Unsic, mentre in città opera nel patronato Enasc: un doppio ruolo che lo mette quotidianamente a contatto con pensionati, lavoratori, famiglie alle prese con pratiche, diritti, bonus, contenziosi. È da lì che trae buona parte del suo seguito elettorale, aumentato tra le amministrative del 2021 e le ultime del 2024.
Quasi mai accomodante, sempre riconoscibile per un linguaggio diretto, a volte sopra le righe. Dalla sua, ha il merito di aver conseguito il risultato delle prime stabilizzazioni per gli allora lavoratori socialmente utili. Ma il suo nome è legato anche a una delle polemiche più forti degli ultimi anni, esplosa nel 2022 e rimbalzata ben oltre i confini cittadini. In un video girato durante una seduta del Consiglio comunale, si sente l’allora assessore rivolgersi al vicesindaco Giuseppe Basta con una frase che farà il giro delle chat e dei social: “…ti mando a Borgo Mezzanone in mezzo ai neri, ti faccio fare una brutta fine…”. Le parole, che sarebbero state pronunciate con tono “goliardico”, vengono percepite da molti come offensive e intrise di un immaginario razzista, soprattutto perché evocano Borgo Mezzanone, luogo simbolo delle condizioni difficili in cui vivono molti migranti nel Foggiano.
La reazione fu immediata e sui social si susseguirono commenti indignati, fino ad arrivare ad associazioni e movimenti locali che parlarono di “siparietto vergognoso”. La vicenda divenne comunque un caso emblematico di linguaggio istituzionale e confine tra ironia e discriminazione.
La sua storia più recente è costellata di altri fronti di scontro, ma in termini diversi. Nel 2025, ad esempio, è stato tra le voci più dure contro l’Amministrazione sulla TARI. Di fronte all’aumento delle cartelle per il 2025, Palumbo parlò di “cartelle fantasiose” e accusò il Sindaco e l’assessore al Bilancio Cecilia Simone di aver messo in scena “l’ennesima pantomima” in Consiglio comunale, evitando un confronto reale con l’opposizione.
Mercoledì mattina, durante il maltempo intenso e le allerte meteo che cominciavano a succedersi, è intervenuto con una nota pubblica per contestare la scelta del Sindaco di lasciare aperte le scuole. “Mi chiedo per quale motivo il Sindaco non abbia emanato un’ordinanza di chiusura delle scuole. Non si tratta di una polemica, ma di una constatazione reale legata alle condizioni meteo e alla sicurezza - il suo pensiero -. Alla luce dell’allerta e dei disagi registrati sarebbe stato opportuno valutare con maggiore attenzione l’eventuale sospensione delle attività scolastiche”. È tipico del suo modo di stare in campo: aggancio a un fatto concreto, tono accusatorio ma incardinato sul tema della tutela dei cittadini, richiesta di spiegazioni pubbliche.
Tra chi lo considera una voce necessaria, capace di rompere i rituali della politica locale, e chi lo vede come un protagonista di un degrado del linguaggio istituzionale, Palumbo occupa comunque uno spazio preciso: quello di un oppositore strutturale, che fa della denuncia, della provocazione e del richiamo alla “gente comune” il proprio marchio.
È in questo intreccio tra sportello e aula, tra patronato e Consiglio, tra difesa dei cittadini e polemiche roventi, che si gioca oggi la sua partita politica.
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