Appare sempre più magmatica l’aria a Palazzo di città, dove l’esasperazione di gran parte del campo largo per la sindaca Marida Episcopo, accusata di non voler mai chiudere la crisi, è massima. Nei giorni scorsi la seduta di giunta comunale è saltata per la nuova diserzione da parte dei quattro assessori Pd e M5S, dopo che la riunione precedente dell’esecutivo si era tenuta ciononostante e “con assessori che al massimo rappresentano un consigliere comunale, cioè il nulla”, come commentano a l’Attacco fonti autorevoli del campo largo progressista. Nelle ultime comunicazioni alla maggioranza, Episcopo ha accettato solo di rimuovere dalla giunta Lorenzo Frattarolo, per consentire l’ingresso in giunta di un socialista. Ma serve anche mantenere la promessa di spacchettare le deleghe dell’assessore decariano Pino Galasso, passando l’urbanistica a un tecnico. Da qui l’idea dell’ex candidato sindaco del centrosinistra e ingegnere Pippo Cavaliere, che potrebbe diventare assessore in quota ai socialisti. Mentre il segretario generale Alfredo Mignozzi, stando ai rumors, si sarebbe proposto come direttore generale, dimettendosi ovviamente dal ruolo oggi ricoperto. Che la pazienza sia stata persa da tempo, nei confronti della sindaca, lo testimonia l’irritazione per la presenza del figlio Francesco Carrozzino non solo negli uffici comunali (come avvenuto da sempre, sin dall’insediamento a novembre 2023) ma anche alle riunioni della coalizione, l’ultima delle quali non a caso disertata dai coordinatori provinciali dei due principali partiti, ovvero Pierpaolo d’Arienzo (Pd) e Mario Furore (M5S). Sono proprio loro due che stanno dialogando, nella massima intesa, per presentare ad Episcopo una proposta che eviti ulteriori perdite di tempo, uno stillicidio che ha già provocato lo slittamento del voto sul bilancio consuntivo da metà maggio a fine maggio.
“Ad oggi parecchi consiglieri non intendono affatto approvarlo, sono neri con la sindaca. Il Pd e il M5S non la sopportano più. E non solo loro”, dicono fonti comunali. Arrivare alla scadenza del 31 maggio senza aver approvato il bilancio significherebbe esporsi prima alla diffida del prefetto e poi, se saranno passati altri 21 giorni inutilmente, allo scioglimento del consiglio comunale. Una prospettiva clamorosa. Ma oggi l’ipotesi che Episcopo termini anzitempo il proprio mandato non è affatto considerata inverosimile.
Dopo aver minacciato la contiana Lucia Aprile di toglierle l’incarico di vicesindaca, per essersi assentata dalla giunta seguendo il proprio partito, la prima cittadina ha un rapporto più gelido che mai con la presidente del consiglio, la piddina Lia Azzarone. Se diversi mesi fa Episcopo insinuò velenosamente che la dem avrebbe voluto essere al suo posto, oggi non devono farle piacere i rumors che ripropongono come possibile candidata sindaca proprio Azzarone, che ieri ha preso l’iniziativa: “In un momento di evidente difficoltà politica per la nostra città, ritengo sia fondamentale garantire continuità amministrativa e senso di responsabilità verso i cittadini. Per questo ho deciso di convocare la conferenza dei capigruppo al fine di procedere con la convocazione del consiglio comunale su un tema centrale per la comunità: il futuro del servizio di trasporto pubblico locale. L’obiettivo è discutere e deliberare sull’affidamento in house del servizio ad Ataf spa, una scelta che incide direttamente sulla qualità della mobilità urbana e sulla vita quotidiana dei foggiani. Un pensiero particolare va ai lavoratori di Ataf, che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale con professionalità e impegno: a loro deve essere assicurata chiarezza, stabilità e il giusto riconoscimento del lavoro svolto. Al di là delle dinamiche politiche, credo sia doveroso non fermare l’azione amministrativa su questioni così rilevanti. Le istituzioni devono continuare a lavorare, sempre, nell’interesse della città”.
Immediato il commento dell’eletto di minoranza Giuseppe Mainiero: “La giunta Episcopo non c'è più, la maggioranza extra large che l'ha sostenuta al voto che si è addirittura allargata è in una crisi politica amministrativa che non ha precedenti. Doveva risolverli dopo le elezioni regionali, ma sono passate anche quelle provinciali e sono in una fase di stallo che ha bloccato la città. È evidente come la città versi nel degrado e nell'abbandono più assoluto. L'iniziativa di Lia Azzarone di convocare la capigruppo per superare lo strappo ha l'evidente scopo di portare la crisi in consiglio cominale e tentare di far saltare il banco. La strategia del Pd è chiara, Episcopo seguirà le sorti di Ciliberti e Mongelli, dopo il primo disastroso mandato non sarà più ricandidata. Sarà lei, Lia Azzarone la prossima candidata sindaco del capolargo, o l'ingegner Salvatori? Di questo discutono, certi che il centrodestra non sarà pronto. Ora al di là dei mal di pancia di qualche orfanetto “dei tempi andati” serve costruire una proposta amministrativa alternativa al Pd che è la "piovra" che garantisce i cosiddetti poteri forti di questa città, o meglio le sue incrostazioni. Il M5S è solo una banda di scappati di casa ormai ridotti a degli scendiletto. Questo indecoroso spettacolo andrà avanti almeno fino al 31 luglio quando saranno costretti ad approvare riequilibrio finanziario ed aggiornamento del DUP. Dei servizi sociali, dell'emergenza abitativa, del commercio, dell'urbanistica della sicurezza stradale, non interessa nulla. Come diceva Andreotti, si tira a campare che è sempre meglio di tirare le cuoia”.
Ma non è tutto: Episcopo è riuscita a litigare nuovamente anche col dirigente finanziario Carlo Dicesare, che ha bocciato il nuovo Piao, che prevede molteplici assunzioni tra cui due dirigenti amministrativi (con una riserva di posti, cui pensa di poter partecipare il fedelissimo capo di gabinetto e dirigente a tempo determinato al personale Giuseppe Marchitelli), un dirigente contabile, due dirigenti tecnici, oltre a tanti amministrativi, tecnici e agenti di Polizia locale. Dal primo giugno andrà via la dirigente Irene Licari, vincitrice di concorso altrove, dopo i flop di diversi interventi PNRR. A settembre andrà invece in quiescenza il dirigente Paolo Affatato, oggi alle attività produttive. Episcopo vorrebbe molteplici scorrimenti di graduatoria, mentre maggioranza e sindacati dicono di non saper nulla del nuovo piano assunzionale che si intende portare in giunta. Quanto a Dicesare ha dato parere negativo di regolarità contabile per l’eccessiva spesa connessa al piano.
Ieri dem e contiani si sono ripresentati in giunta, “partecipazione che nasce da un senso di responsabilità verso la città”, come hanno spiegato congiuntamente stigmatizzando le mancate decisioni di Episcopo: “Grave che una necessaria verifica politica si sia trasformata in una fase prolungata di stallo, caratterizzata da tensioni continue all'interno della stessa maggioranza. Tensioni che hanno rallentato l'azione amministrativa e impedito quel cambio di passo più volte richiesto”. A quanto pare la sindaca si sarebbe fatta sentire subito dopo, convocando una riunione ed assicurando di voler chiudere la verifica. Sarà vero almeno stavolta? Intanto c’è chi, dietro “la responsabilità” piddina, vede la voglia di incassare le delibere previste per ieri, monetizzando gli 80mila euro per il festival piemontesiano Monde e i 78.395 euro per gli eventi e il concerto del primo maggio a Parco San Felice.
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