“L’ennesimo omicidio avvenuto in città impone una presa di posizione netta e senza ambiguità. Siamo di fronte a un fatto gravissimo che colpisce la comunità, alimenta paura e mette in discussione la percezione stessa della sicurezza e della legalità. A nome mio e del movimento Cambia - afferma il consigliere comunale e segretario provinciale Nunzio Angiola -, esprimo una ferma e totale condanna per quanto accaduto. Ma alle parole devono seguire atti concreti. Non è più il tempo delle analisi rinviate o degli interventi episodici”.
“Per questo motivo, chiedo con forza un pacchetto organico di misure straordinarie per Foggia e per l’intera Capitanata:
Potenziamento immediato delle forze dell’ordine, con incremento stabile di organico e mezzi operativi. Servono a Foggia almeno altri 150 poliziotti in più. La presenza dello Stato sul territorio deve essere visibile, costante e capillare: è il primo deterrente contro la criminalità.
Istituzione di una sezione “dedicata” della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) sul territorio, per rafforzare l’azione investigativa e accelerare il coordinamento tra procure e forze di polizia.
Apertura di un secondo Tribunale in provincia, magari a Lucera, per contrastare la disastrosa desertificazione giudiziaria, alleggerire il carico giudiziario sul tribunale di Foggia e ridurre drasticamente i tempi dei procedimenti. La lentezza della giustizia rappresenta un fattore che indebolisce la credibilità dello Stato e rischia di favorire l’impunità. La gente finisce col non denunciare.
Istituzione di una Corte d’Appello, per evitare che il territorio continui a dipendere da altri distretti, con conseguenti rallentamenti e disagi. Garantire un secondo grado di giudizio in loco significa rafforzare l’accesso alla giustizia e migliorare l’efficienza complessiva del sistema”.
“Queste misure, se attuate in modo coordinato, possono produrre effetti significativi: più sicurezza percepita e reale, maggiore rapidità nell’accertamento delle responsabilità, più fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Non si tratta di interventi simbolici, ma di scelte strutturali che incidono sull’equilibrio tra Stato e criminalità”.
“Foggia non può più essere considerata un territorio marginale nelle politiche nazionali per la sicurezza e la giustizia. Serve un cambio di passo deciso, che riconosca la gravità della situazione e metta in campo strumenti adeguati. Lo Stato deve esserci. E deve esserci adesso”.
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