Giuseppe Pitta è stato confermato Sindaco di Lucera, con una vittoria al primo turno che era sicuramente poco pronosticata nelle modalità in cui è arrivata. E ieri pomeriggio il “certificato” glielo hanno rilasciato direttamente i suoi due avversari, Vincenzo Checchia e Nicola Di Battista, che già intorno alle 18.30 si sono presentati insieme al comitato elettorale di Piazza Duomo, per congratularsi con il vincitore, nonostante fosse stata scrutinata meno della metà delle schede azzurre votate. L'affluenza ai seggi ha fatto registrare un nuovo minimo storico: il 60,78%, pari a 16.428 votanti sui 27.033 aventi diritto. Nel 2020 era stato del 64,44% e nel 2019 del 66%. “La città ha capito che certi toni non vanno più bene – è stato il primo commento di Pitta – e che non bisogna per forza individuare dei nemici per andare avanti con la propria carriera politica”. Il riferimento è tutt’altro che casuale, anzi è proprio causale, perché allude direttamente alle pressanti e continue esternazioni del suo predecessore e consigliere regionale Antonio Tutolo che per almeno una ventina di giorni prima dell’apertura delle urne aveva martellato con quotidiane dirette su Facebook, chiedendo spiegazioni sulle attività di Lucera Capitale regionale della Cultura e soprattutto sulle spese sostenute per l’intera annata 2025, ammontanti a circa 2 milioni di euro. “Negli ultimi dieci giorni ho percepito un’aria diversa – ha aggiunto Pitta tra una stretta di mano e un abbraccio dei suoi sostenitori - più favorevole alla mia persona alla quale veniva maggiormente attribuita efficienza amministrativa ed efficacia politica. Io penso che abbiamo fatto un buon lavoro in questi cinque anni, dovevamo farlo vedere e far apprezzare dai cittadini che poi effettivamente alla fine ci hanno premiato. Dobbiamo solo attendere qualche ora in più per vedere materialmente in che termini e in che volumi di voto. Ho la sensazione che il tanto tenuto “voto disgiunto” a mio danno si sia completamente ribaltato, ma questo lo capiremmo meglio domani (oggi per chi legge, ndr)”. Il tema posto da Pitta è piuttosto rilevante, perché se le sue ben otto liste dovessero superare il 62,5% delle preferenze, scatterebbe in Consiglio il 16esimo membro della maggioranza, oltre a lui stesso, vale a dire una forte preponderanza numerica. Al momento di chiudere il giornale, la proiezione dell’assemblea cittadina resta con quindici per Pitta, tre per Di Battista e sei per Checchia.
Il primo sconfitto è senza dubbio quest’ultimo, che aveva chiare ambizioni di portare il Sindaco al ballottaggio per poi giocarsi una partita completamente diversa, “forte” della presenza del cognato Tutolo che dal canto suo sicuramente finirà in Consiglio comunale come tra i più suffragati in assoluto. Quando i conteggi erano ancora in corso, ha rivelato che, in caso di vittoria di Checchia, avrebbe fatto un passo indietro, ma con questo scenario no.
“C’è da fare opposizione, con coraggio e onestà, senza fare sconti ma se possibile anche collaborando sulle grandi questioni. Lo abbiamo già dimostrato nel 2013-2014, quando siamo stati al fianco dell’Amministrazione Dotoli per adottare il Piano Urbanistico Generale, con i nostri tre voti che si sono rivelati decisivi”. E a proposito di rivelazioni, ha già assicurato il voto del suo schieramento in caso di (possibile) candidatura di Giuseppe Pitta alla presidenza della Provincia nel 2027, altro anno cruciale per la politica locale con il previsto incrocio del rinnovi dei due rami del Parlamento nazionale.
Checchia invece è rimasto chiaramente deluso: “Avevamo calcolato una nostra proiezione sui cinquemila voti – ha spiegato - e penso che questo risultati lo abbiamo raggiunto. Contavamo anche sul voto disgiunto che non so se abbia funzionato, lo vedremo meglio con i dati definitivi. Devo registrare una scarsa performance delle quattro liste del centro-destra con il suo candidato, e questo ovviamente può aver fatto la differenza”.
Di Battista ieri sera ha continuato nel suo atteggiamento quasi serafico visto in tutta la campagna elettorale, praticamente affermando di non aver perso ma piuttosto di aver imparato: “I dati che abbiamo ricevuto sono in linea con le aspettative, ma dobbiamo fare una verifica più precisa sul voto disgiunto. Sapevamo che si sarebbe andati sul filo, ma negli ultimi giorni forse c’è stato un calo di Checchia che è risultato determinante. Ho volutamente scelto una linea soft e non me ne pento, non ho molto da rimproverarmi, abbiamo fatto tutto il massimo possibile, dopo essere partiti tardi e da zero. Una cosa però mi sento di poterla prevedere con certezza: il prossimo Sindaco di Lucera sarà appartenente al centro-destra, così come il prossimo avversario sarà del Partito Democratico, e poi ci sarà un civico, anche perché non questa Amministrazione si chiude proprio un ciclo di civismo esasperato. In queste settimane si sono avvicinati a noi tantissimi ragazzi veramente giovani che hanno voglia di impegnarsi e imparare. Noi cominceremo dal mostrare loro come si farà opposizione”.
“Sapevamo di dover arrivare terzi – ha concluso il padre Antonio, segretario cittadino di Fratelli d’Italia – ma ci aspettavamo qualcosa di più, proprio per allungare la partita al ballottaggio. Purtroppo, dalla nostra parte più di qualcuno ha preferito non impegnarsi personalmente, e in una città come questa la differenza poi si vede”.
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