La quiete dietro le schermaglie, prende forma asse anti‑Molo 21: CON e Progetto Popolare cercano equilibri

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Gelosie, qualche ripicca e solo un acceso scontro verbale durante la riunione della coalizione di maggioranza ma, per il resto, l’Amministrazione comunale di Manfredonia guidata da Domenico la Marca non deve nutrire particolari timori. Nè per il breve periodo e nemmeno per quello più lato. Detto della frammentazione all’interno della minoranza consiliare – che indebolisce le azioni di opposizione al governo cittadino -, nemmeno tra i banchi della maggioranza consiliare vanno tutti d’amore e d’accordo. E il Sindaco ha il suo da fare per spegnere ora le velleità di uno e dopo le ambizioni di un altro. La situazione è comunque ben differente rispetto a quella che, invece, si sta registrando da alcuni giorni a San Severo. Nella città dei campanili la pentola a pressione della maggioranza sta fischiando da troppo tempo, mentre a Palazzo San Domenico si tratta più che altro di sommovimenti intestini. Che non minacciano – né lasciano presagire – scossoni per la tenuta dell’Amministrazione. In un certo qual modo, a Manfredonia ci sono ancora “vecchi saggi” che riescono a guidare pure a distanza. Direttamente o indirettamente, le figure più scafate tengono a bada gli slanci emozionali dei meno rodati. A differenza di quello che era successo con il governo cittadino di Gianni Rotice, che era stata tacciato di inesperienza, presunzione e arroganza. Tutto si può aggiustare e tutto si può ricomporre, nel nome dell’elevato interesse pubblico. O anche in quello della meno nobile convenienza pratica. Il primo cittadino resta saldo al suo posto, come però resta anche la sua solitudine. E si prepara per il Consiglio comunale del 3 giugno prossimo quando, tra i punti all’ordine del giorno, si dovrà discutere la richiesta di referendum consultivo per il Centro d’accoglienza straordinaria (CAS) a Manfredonia proposta dai consiglieri di minoranza Ugo Galli, Fabio Di Bari, Liliana Rinaldi e Vincenzo Di Staso. Sarà certamente respinta, ma qualcuno della maggioranza potrebbe cogliere la palla al balzo e togliersi due sassolini dalle scarpe: detriti lasciati dal Sindaco. Il Partito Democratico aveva iniziato la consiliatura con 5 consiglieri eletti, meritandosi 3 assessorati: Bilancio per Cecilia Simone, Attività produttive per Matteo Gentile e Ambiente per Rita Valentino. La recente defezione del consigliere Matteo Pacilli ha dato vigore a quella parte di civici della maggioranza che ambiscono alla carica di vicesindaco, attualmente dell’assessora Simone. “E’ così dal primo momento che gli fu assegnato anche quell’incarico – riferisce una fonte interna - che, in termini pratici, si traduce nelle sporadiche sostituzioni del Sindaco soprattutto negli eventi. A fronte comunque dii questa maggiore responsabilità, si possono portare a casa circa 500 euro in più al mese. Non sono pochi”.

Mentre i democratici del capogruppo Raffaele Caputo rintuzzano gli attacchi degli alleati, si sta concretizzando un asse che mira a depotenziare il peso sempre più crescente di Molo 21. Già da tempo, gli ex emilianisti di CON Manfredonia e i colleghi civici d Progetto Popolare stanno cercando di costruire (e mantenere) una linea comune. Ma l’ingrossamento numerico delle fila di Molo 21 in Consiglio comunale – passato in poco tempo dagli iniziali 3 a 5 rappresentanti – ha costretto ad accelerare i tempi.

Dopo aver perso l’apporto del fondatore Angelo Riccardi – che ormai non lesina critiche nemmeno alla sua ex assessora Maria Teresa Valente -, il gruppo di CON ha virato decisamente sull’impostazione voluta da Vittorio D’Ambrosio. Come già detto su queste colonne, il papà della consigliera comunale Maria D’Ambrosio è una sorta di deus ex machina che frequenta da sempre la politica cittadina, per quanto non sia mai stato candidato. Prima dello scontro con Riccardi, Vittorio D’Ambrosio gli è stato lungamente legato da rapporti stretti. E prima ancora di stare con l’ex Sindaco, aveva invece lavorato con Salvatore Zingariello sia nel Comune sipontino – dal momento che è un dipendente – e sia nel più lato ambito politico. Soprattutto elettorale.

Insomma, D’Ambrosio aveva già buoni uffici con Zingariello e, quindi, non ha faticato tanto per trovare interlocuzioni e riscontrare anche la disponibilità dell’altra parte. Oltre alla già citata Maria D’Ambrosio, CON ha in Consiglio anche Michele Prencipe e Valente in Giunta. Mentre Progetto Popolare aveva tre consiglieri come Molo 21 e, a differenza di questi ultimi, non ha visto aumentare i propri rappresentanti. Sono rimasti in tre, oltre all’assessore Francesco Schiavone. Una mezza beffa per una lista che era stata la seconda più votata alle amministrative del 2024, quando il PD aveva primeggiato e dietro Progetto Popolare si erano classificati CON Manfredonia e - soltanto quarta più votata - Molo 21.

Anche in quest’ottica va inquadrata la singolare competizione per la delega consiliare allo Sport, che è qualcosa poco più che simbolico. La detiene Nicola Mangano che è passato a Molo 21 dopo che era stato invece eletto con Manfredonia Civica: la lista guidata dall’ex assessore Giuseppe La Torre. I beninformati riferiscono che la consigliere Antonietta D’Anzeris di Progetto Popolare sarebbe ben contenta (eufemismo) di scalzarlo facendo pesare, dalla sua, il ruolo che ricopre in seno alla UISP. 

Stando sempre alle voci che provengono da Palazzo San Domenico - queste più insistenti -, una decina di giorni fa c’è stata una discussione molto accesa durante la riunione della coalizione, in preparazione della prossima seduta di Consiglio comunale. 

Lo scontro verbale è avvenuto tra il consigliere Gianpio Ognissanti e il primo cittadino. Quest’ultimo ripreso ancora una volta al riguardo dell’accoglienza dei migranti nella Casa della Carità: una notizia di cui aveva tenuto all’oscuro - questa l’accusa - tanto la Giunta quanto la sua stessa maggioranza consiliare. I toni sarebbero saliti vertiginosamente e in misura così smodata che la riunione è stata interrotta per separare i contendenti e riportare un po' di calma. Proprio a tal fine, pare che qualcuno abbia voluto investire Zingariello della questione.

L’ex vicesindaco con Riccardi è stato interpellato perché tra i fondatori del movimento civico e, per quanto si mantenga attentamente defilato, la sua figura resta comunque importante dentro Progetto Popolare e, più in generale, nella vita politica locale.Non è dato sapere se sia intervenuto in qualche modo con il suo capogruppo (o col Sindaco), però si potrà almeno godere la soddisfazione di aver visto assumere suo cognato al Comune di Manfredonia. 

“Attraverso l’attingimento dalle graduatorie vigenti dei Comuni di Monte Sant’Angelo e Foggia”, come diceva la nota del Comune di Manfredonia, il 13 aprile scorso sono stati assunti – a tempo indeterminato – 4 nuovi tecnici amministrativi. Uno di loro si chiama Raffaele La Torre e sua moglie è sorella della moglie di Zingariello. L’ex assessore aveva la delega ai Lavori pubblici come il suo sodale Schiavone. Che è lo stesso settore a cui è stato assegnato La Torre. 

Informazioni che vengono sussurrate dal momento che sui social del Comune di Manfredonia c’è la fotografia e un testo che annuncia le assunzioni ma, a differenza di come avviene solitamente, non ci sono i nomi delle persone presenti nello scatto. Sarà stata una svista. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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