Maggioranza resta senza i numeri per continuare la discussione: salvata da fair-play dell’opposizione che resta

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Neanche il tempo di mettere in soffitta la seduta del 12 giugno scorso, e domani il Consiglio comunale di Manfredonia torna a riunirsi per la trattazione delle interrogazioni. Come al solito, dovrebbero emergere le più rilevanti criticità – o presunte tali – nell’azione di governo della città, però i pericoli maggiori sembrano provenire dalla maggioranza stessa, più che dall’opposizione. È passato in silenzio quello che è successo venerdì scorso, invece vale la pena ricordarlo. Gli accapo posti all’ordine del giorno prevedevano la discussione di una serie di debiti fuori bilancio. Il primo di questi comportava la ratifica della delibera di Giunta con cui si è corso ai ripari per la pulizia dei litoranei sipontini. Un tema che ha visto ampia partecipazione e, tra questi, il consigliere Alfredo De Luca che – dopo aver convenuto con la minoranza sulla tardività del provvedimento – ha comunque votato favorevolmente. Ha poi spento il suo portatile ed è andato via dall’aula senza farvi più ritorno. Il consigliere dei Verdi aveva riconsegnato – l’1 giugno scorso - le deleghe alla Resilienza climatica, biodiversità e politiche per la città sostenibile, dopo il diverbio avuto con gli assessori Rita Valentino e Matteo Gentile, entrambi del Partito Democratico, circa chi dovesse essere presente ad una riunione al Ministero. In realtà, era stata l’ultima goccia di un vaso che aveva iniziato a colmarsi quasi subito. Pochi istanti prima di De Luca, c’è anche Matteo Pacilli che si alza dalla sua postazione e si allontana dall’assise. Le immagini ancora adesso presenti sul web lo mostrano confabulare con i colleghi di Molo 21 Nicola Mangano e Matteo La Torre. È così tanto preso che alza a stento la mano per votare a favore dell’immediata eseguibilità del provvedimento. Rivolge ancora qualche parola a La Torre, e va via. La seduta di Consiglio va avanti con nuovi debiti fuori bilancio per via delle vertenze intraprese da quasi tutti gli ex consiglieri comunali della seconda Amministrazione guidata da Angelo Riccardi. Lamentavano di non aver percepito i gettoni di presenza per 3 mesi e, dopo una precedente liquidazione da circa 50.000 euro con cui erano stati saldati i primi, ne hanno fatto seguito un’altra ventina. Una situazione incredibile, che rasenta il danno erariale. Come altro si potrebbe definire una spesa pubblica che cresce esponenzialmente anche di 4-5 volte rispetto al debito originario? Venerdì è stata la volta di Italo Magno, tuttavia non c’è nessuna certezza che sia l’ultimo della serie (nel cui elenco è presente anche l’attuale presidente del Consiglio, Michele Iacoviello).

È Vincenzo Di Staso, a margine del suo intervento, che fa notare pubblicamente cosa stava succedendo: la maggioranza non aveva più i numeri per proseguire la discussione del secondo e terzo accapo mentre, in realtà, il numero legale deve essere garantito durante tutta la seduta di Consiglio. 

Ai due assenti iniziali tra le fila dei democratici – i consiglieri Gino Castriotta e Paola Leone – si sono infatti sommati i due usciti dall’aula: De Luca e Pacilli. Ergo, la maggioranza era rimasta con 10 consiglieri e, nel momento in cui è intervenuto Di Staso, si erano ridotti ad 8: I già citati La Torre e Mangano, insieme a Gianpio Ognissanti, Antonietta D’Anzeris e Daniele Spalo di Progetto Popolare, con Maria D’Ambrosio e Michele Prencipe di CON Manfredonia, Raffaele Rinaldi del PD.

Il consigliere di Noi Moderati si è rivolto ai banchi dirimpetto al suo e ha ironizzato osservando che “Ci dovreste ringraziare perché se ci alziamo e abbandoniamo l’aula, non ci sarà più il numero per proseguire questo Consiglio comunale”. In effetti, la discussione avrebbe dovuto essere interrotta per mancanza del numero legale. 

Così non è stato e, tra le fila dell’opposizione extra-consiliare, la cosa non è passata inosservata agli occhi di Michelangelo Basta. Il coordinatore di Forza Manfredonia ha censurato aspramente la minoranza che “non solo non è in grado di alimentare ed evidenziare le evidenti fratture interne del governo cittadino, ma preferisce correre in suo aiuto, garantendo la sopravvivenza a un’amministrazione che cammina già sulle uova”.

Secondo voci, sono iniziate le telefonate di alcuni membri della maggioranza per porre rimedio alla situazione che si era creata. Senza la volontà degli assenti dall’inizio. Perché non potrà invece dispiacersene De Luca e meno che mai potrà farlo Pacilli. Di quest’ultimo, si dice che sia stata una sua libera iniziativa e che Molo 21 ne fosse all’oscuro fino alla fine. 

“Siamo davanti a un caso politicamente gravissimo – ha aggiunto Basta - che fotografa il peggior volto della politica locale, una maggioranza che non ha i numeri per governare e una minoranza che non ha il coraggio (o l’interesse) di fare opposizione”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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