Mentre Tommaso Sgarro ha aperto la sua campagna elettorale con un pubblico comizio (ci sarà la replica domani, ndr), gli acerrimi nemici Francesco Metta e Francesco Bonito non se le mandano a dire a colpi di video pubblicati sui social network. Se l'attività in rete dell'ex Sindaco di Cerignola non è nuova, più raramente l'ex giudice e parlamentare si è calato in questa realtà.
Qualcuno andava avanti e indietro da Bari, qualcuno ci lavora proprio a Bari, ha detto l'avvocato penalista. Quanto volevo che qualche telefono veniva intercettato per sapere che cosa vi siete detti nell'attesa di questa sentenza (quella sull'incandidabilità, ndr). Io sono stato intercettato per tre anni. Loro già sanno, chissà forse conoscono qualcuno in Cassazione, aspettando l'ultimo grado di giudizio che io non potrò ricandidarmi. Questo, però, nel 2026 perché la sanzione non può essere mai retroattiva, ha aggiunto Metta.
In realtà c'è un precedente che andrebbe a sfavore dell'avvocato penalista. Nel 2019 a Pagani, in provincia di Salerno, il Sindaco eletto Alberico Gambino, su cui pendeva ancora il giudizio della Cassazione per la sua incandidabilità, fu dichiarato decaduto pochi mesi dopo la sua elezione.
È successo che in un video pubblicato l'ineffabile Franco Metta, noto diffamatore seriale, assume che la Corte di Appello di Bari lo avrebbe dichiarato incandidabile perché io, andando su e giù da Cerignola a Bari, e il consigliere di Cassazione Giuseppe Dibisceglia, che lavora a Bari, abbiamo influenzato il collegio giudicante e determinato il giudizio ha replicato Bonito. La cosa che ritengo ancora più grave, perché io sono un contraddittore abituale, è stata l'accusa mossa nei confronti di Giuseppe Dibisceglia, un magistrato amato per la sua riservatezza, la cui unica colpa è quella di essere il padre di Maria Dibisceglia (ex consigliera comunale del Partito democratico e papabile candidata al ruolo di vicesindaca, ndr). Accusando me e Dibisceglia, Metta oltraggia la Corte di Appello di Bari. Per quanto mi riguarda, presenterò la nona querela a carico di Franco Metta e lo denuncerò per oltraggio alla Corte, fatta di magistrati perbene e che sicuramente non possono essere coinvolti in questa manovra diffamatoria di bassa leva.
L'ex giudice ha poi preso la sua decisione: Questi interventi così bislacchi, odiosi, antipatici, ingiusti, queste calunnie continue mi spingono a prendere una decisione difficile ha affermato se, come spero e mi auguro, le altre forze politiche che non si sono ancora espresse (Senso Civico e Movimento 5 Stelle, ndr) alla cui volontà mi rimetto con il massimo rispetto, in tempi brevi daranno il loro assenso alla mia designazione come candidato Sindaco, domenica sera terrò un pubblico comizio in rappresentanza dell'intero centrosinistra, al quale mancherò un piccolo bullone il %u2018Noi' di Tommaso Sgarro, una persona che da tanti anni tenta di dividere la sinistra.
Nel dibattito piccato a mezzo social Metta ha aggiunto: Voglio dirvi di stare tranquilli, è possibile che io che sono la vittima, quello che subisci torti deve dare serenità? Non è successo assolutamente nulla. Cerignola è l'unico posto dove non è accaduto niente, nessuno mi ha contestato di aver rubato una penna, di aver favorito un amico, di aver messo un euro in tasca, mentre qua c'è gente che si fa rimborsare migliaia e migliaia di euro per viaggi non dimostrati, non necessari (si riferisce alla commissaria Adriana Sabato, ndr). L'unica autorità che io riconosco come suprema è quella degli elettori. Siete più bravi di me? Siete più forti di me? Esiste la democrazia? Vi dovete candidare contro di me e dovete vincere ha proseguito, quel giorno io lascerò tutto e mi ritirerò a vita privata, non ho problemi. Quando mi batterete nelle urne, allora avrete ragione. Tutto il resto sono sentenze, sono giudici e purtroppo questi non sono impermeabili da influenze. Avere fiducia nella magistratura? Se scrive queste sentenze è difficile.
E poi Metta ha affermato: Nell'ultimo periodo della mia amministrazione ho fatto quanto più provvedimenti possibili, sapendo che questi mi dovevano sciogliere. Perché è accaduto? Se ero Sindaco, le assunzioni Tekra le faceva con il maresciallo dei carabinieri? Se io ero sindaco, il commissario di pubblica sicurezza poteva rilasciare quell'intervista diffamatoria nei confronti di tutta la città senza essere querelata dal Sindaco Metta? I poteri che hanno agito nei miei confronti sono quelli che ora vogliono passare all'incasso facendosi eleggere Sindaco dopo avermi fatto fuori.
Tu sei un contiguo alla mafia di Cerignola, secondo quello che dice il Presidente della Repubblica, la Corte d'Appello e il prefetto di Foggia, è stata la risposta indiretta di Bonito. Di fronte a tutto questo una persona dovrebbe scomparire dalla vita pubblica della città. Mi rivolgo ai cerignolani: è dovere delle istituzioni accorciare i tempi per evitare che un individuo siffatto, di cui è stato detto il peggio del peggio ed è accusato di collusione e vicinanza agli ambienti malavitosi, venga eletto anche consigliere comunale. Con gli amici che ha certamente qualche voto lo prende, le cooperative controllate dalla malavita di sicuro non voteranno me. Ciò non deve accadere: chiederò all'antimafia, ai rappresentanti in Parlamento di intervenire presso il prefetto, presso l'avvocatura dello Stato, presso il Ministero degli Interni perché si sollecitino gli adempimenti procedurali affinché si arrivi a un giudizio. La Cassazione non rigetterà il ricorso, lo dichiarerà inammissibile, perché la sentenza è inattaccabile e non si può dire nulla di più di quello che è stato detto fino ad ora.
Pietro Capuano
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