Sarebbe stata lei la candidata sindaca e probabilmente eletta ad Apricena se non fosse arrivata con un tempismo perfetto la legge che dava il via libera al terzo mandato per i primi cittadini. E così Ada Soccio, vicesindaca e assessora alle Politiche sociali uscente, si è fatta da parte per dare spazio ad Antonio Potenza, come è noto, riconfermato alla guida della città della pietra con il suo solito bottino di consensi che quest’anno si è attestato al 65%. Non ha comunque sfigurato Soccio che a sua volta può ben definirsi big di preferenze con i suoi 1488 voti sul totale di 7854 cittadini che si sono recati alle urne. Vale a dire che quasi un apricenese su 5 ha scelto lei con una percentuale di preferenze che sfiora il 19%.
Di professione docente di scuola dell’infanzia, Soccio ha ricevuto il maggior numero di preferenze su tutti gli aspiranti consiglieri delle ultime amministrative, come nel precedente appuntamento elettorale quando fu votata da 1354 persone. Ma a che si deve questo successo politico? Trapela che abbia avuto un importante supporto personale da parte dello stesso Antonio Potenza, come una sorta di compensazione per la rinuncia alla candidatura che, come detto, con buona probabilità, l’avrebbe portata alla poltrona da prima cittadina. Sicuramente il suo ruolo istituzionale nel mondo del sociale ha rappresentato una delle chiavi del successo elettorale della donna.
Ada Soccio ha iniziato la carriera politica come componente dello staff di Potenza nel suo primo mandato durato 2 anni circa, poi nel 2014 si candida come consigliera, viene eletta e nominata vicesindaca con delega ai sevizi sociali. Proprio tramite il governo dei servizi sociali lungo un decennio ha creato una rete fitta di collaborazioni. Fioccano le iniziative, portano la sua firma ad esempio il servizio di welfare taxi sociale a favore dei diversamente abili e degli anziani in condizioni di disagio, il progetto di assistenza ai diversamente abili del territorio Open Space e l’interazione quotidiana con il centro diurno Sandro Pertini, finalizzato al benessere psicofisico della terza età. Cospicua anche l’erogazione di una serie di indennità per la parte fragile della società apricenese. Anche in campagna elettorale il suo assessorato ha acquistato 100 buoni per spese di prima necessità da 5 euro l'uno, da consegnare, previa richiesta, ad altrettanti nuclei familiari indigenti in condizioni precarie di vita per mancanza di evidenti forme di sostentamento.
Cosa di cui chiese pubblicamente conto il contendente candidato Sindaco Alfonso Zuccarino: “Gentile assessora, a noi risulta che i generi alimentari di prima necessità li abbiate acquistati voi, spendendo 500 euro, per poi distribuirli sotto forma di buoni pasto da 5 euro. E ci risulta, perché è scritto nero su bianco nella determina 143 del 13 maggio. Magari ci vuole dire come e a chi li assegnate? O preferisce continuare con le illazioni a mezzo social? Se ha contezza di specifici episodi, sarò lieto di accompagnarla dalle Forze dell’Ordine e di supportarla nella denuncia pubblica. Diversamente è semplicemente l’ennesimo tentativo di screditare l’avversario politico”.
Debole la risposta degli esponenti della lista a supporto di Potenza: “Le determine tipo quella che lei ha allegato sono di competenza e prerogativa dei capi settori, in questo caso se legge a tergo della stessa vedrà che è firmata dalla dottoressa Masullo. Inoltre di queste determine se ne fanno diverse all’anno perché le assistenti sociali conoscono i reali bisogni delle persone in difficoltà, pertanto, loro e solo loro avendo contezza, mediante delle visite nelle case, la valutazione dei singoli casi, la lettura delle cartelle cliniche dei soggetti, dell’Isee e quant’altro, erogano di volta in volta gli aiuti. Le ricordiamo che noi (lei ci dà del voi quando asserisce che abbiamo comprato i buoni spesa), rappresentiamo una istituzione della Repubblica, che si chiama Comune di Apricena, che per legge deve erogare dei servizi sociali ed assistenziali a chi ne ha diritto, 365 giorni all’anno e non solo in campagna elettorale”. In altre parole: se ne occupano gli uffici, la politica non c’entra.
Sempre in campagna elettorale è stato attivato anche il servizio di assistenza telefonica anziani h 24, inaugurato ufficialmente il 15 aprile scorso, per il quale è stato necessario reclutare 15 unità per assicurare la presenza continua degli operatori. Altre assunzioni anche nell’asilo nido comunale. Non è irrilevante, nel successo politico della donna, il fatto che sia la moglie di un nipote di Matteo Bianchi, noto imprenditore della città della pietra che è attivamente, anche se indirettamente, impegnato nella politica apricenese al fianco di Potenza. Non a caso, tra le pieghe dei post sui social, spunta un suo sentito ringraziamento a Pino Lonigro, esponente dei socialisti dauni, che si congratulava per il successo di Soccio.
Merita una menzione anche il mea culpa che in queste ore si è addossato uno che si autodefinisce un fedele della lista di Potenza, l’imprenditore locale Gennaro Del Campo. Fedele e convinto supporter degli amministratori della città. Si è assunto la piena paternità del manifesto di dubbio gusto apparso durante la festa per la riconferma di Potenza che mostrava il Sindaco tenere al guinzaglio il proprio avversario politico. Rimasto esposto per pochi minuti perché, a detta di Del Campo, sarebbe intervenuto lo stesso Potenza per far rimuovere l’immagine ritenuta offensiva e denigratoria da molti cittadini.
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