A trenta giorni esatti dalla scadenza del termine ultimo per la presentazione degli elenchi ufficiali per le elezioni Amministrative del 24 e 25 maggio prossimi, anche il centro-destra di Lucera ha finalmente roso noto il nome del leader della coalizione. Non è nuovo e non è nemmeno una novità, perché si tratta dello stesso nome che girava da oltre un anno a questa parte, cioè da quando Fratelli d’italia aveva cominciato le attività finalizzate alla campagna elettorale. La scelta di Nicola Di Battista, figlio di Antonio segretario cittadino, conferma pure il fatto che il partito meloniano sia l’azionista di maggioranza della coalizione, con buona pace di chi abbia cercato di (auto)proporre una soluzione alternativa che però non solo non è passata, ma addirittura è stata prima approvata all’unanimità nel direttivo interno e poi è stata sostanzialmente presentata giovedì sera come l’unica possibile.
Il 42enne imprenditore oleario mira a tornare a Palazzo Mozzagrugno, dopo aver già svolto il ruolo di assessore alle Attività produttive nel poco più di un anno della seconda Amministrazione Tutolo. Successivamente è stato vice Sindaco con le stesse deleghe nei primi otto mesi dell’Amministrazione Pitta, fino a maggio 2021 quando si è dimesso assieme ad altri componenti di quello schieramento, in aperto contrasto con il primo cittadino. Lasciò anche la collega di Giunta Carmen Di Cesare, oggi responsabile dei Servizi demografici dell’ente. Quello strappo fu animato pure da Vincenzo Checchia, ora uno dei tre sfidanti per Palazzo Mozzagrugno, assieme ad altri consiglieri comunali come Francesca Niro, Raffaele La Vecchia, Francesco Aquilano e Antonella Matera, quest’ultima eletta assieme a Di Battista nella lista “Agricoltori” ma poi rientrata in maggioranza sotto le insegne del Partito Democratico. In quella stessa formazione c’era anche Pasquale Colucci, oggi sodale di Checchia nel gruppo che fa capo ad Antonio Tutolo.
Dal centro-destra hanno fatto sapere che si sia trattato di una “scelta di competenza, freschezza e amore per il territorio, operata al termine di un percorso di confronto ampio, costruttivo e ispirato esclusivamente dal bene della comunità. Per Di Battista è stata garantita energia e quella necessaria ventata di cambiamento che i cittadini chiedono a gran voce. Il programma poggerà su questioni come il sostegno alle imprese locali, la cura e la manutenzione del verde, la valorizzazione del patrimonio agricolo e culturale, e una gestione della cosa pubblica trasparente, snella e vicina ai bisogni di ogni singolo quartiere”.
Tuttavia c’è già una spina da estrarre, perché nel comunicato che annuncia la candidatura vengono indicati espressamente i partner dello schieramento: Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega, Udc, Noi Moderati, Partito Liberale e Nuovo Partito Socialista.
Manca la Democrazia Cristiana (riferita a Totò Cuffaro a livello nazionale) che pure aveva dichiarato a livello locale la sua adesione, rappresentato da Pasquale Cignarella. Non è chiaro se sia stata una dimenticanza o ci sia qualcos’altro di non noto a proposito di una compagine che dovrebbe inserire alcuni candidati in qualche lista di supporto.
Ma ora che il quadro è praticamente completo, Giuseppe Pitta ha voluto subito lanciare un messaggio distensivo, complimentarsi con i suoi avversari. “Per esperienza diretta - ha detto - so bene quanto coraggio, impegno civico e senso di responsabilità siano necessari quando si prospettano l’onore e l’onere di mettersi in gioco per rappresentare una città importante, complessa e ricca di storia come la nostra Lucera. Conosco da anni sia Vincenzo che Nicola, sono persone perbene. L’invito e l’augurio che rivolgo a entrambi è che la campagna elettorale che ci vede contrapposti possa svolgersi non solo nel reciproco rispetto, ma anche nel rispetto della gloriosa tradizione democratica di Lucera. Il confronto può esserecertamente duro, ma l’auspicio è che sia costruttivo e orientato a un unico obiettivo comune: quello di costruire assieme a tutti i lucerini una città all’altezza della sua storia edelle nostre migliori aspirazioni”.
Ma pure Pitta ha la sua spina, con una connotazione sia politica che amministrativa, perché è chiamato a gestire una sorta di opposizione interna proveniente in solitaria da Antonio Dell’Aquila, ex capogruppo Pd che si sta mettendo di traverso, ricambiato da una strisciante ostilità che il diretto interessato spiega così: “Mi attaccano non a caso dopo che ho detto una cosa semplice e sotto gli occhi di tutti: quella che oggi viene chiamata ‘coalizione del campo largo’ è, nei fatti, un’ammucchiata politica, dentro cui convivono pezzi che fino a ieri stavano dall’altra parte, a partire dal candidato sindaco del centrodestra (Giuseppe De Sabato, ndr) della scorsa tornata. È difficile non vedere il filo che tiene insieme tutto questo. Quando la politica diventa vendetta, si smette di servire la città e si inizia a usare le istituzioni per regolare conti personali (fatto noto). Lucera merita di più”.
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