La crisi degli operatori culturali che non conoscono le persone giuste: il sistema opaco della cultura

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"La speranza è una trappola inventata dai padroni", lo diceva Mario Monicelli, tra i più celebri registi italiani della sua epoca. Pensare che il sistema possa mutare è una speranza costruita a tavolino da chi comanda per tenere buono il popolo. Quella stessa speranza, attesa e disattesa, degli operatori culturali che smuovono mari e monti per realizzare iniziative, eventi e attività culturali. Salvo poi incontrare la persona giusta, e quelle porte prima chiuse a chiave vengono aperte senza neppure bussare.

Il tema sollevato negli ultimi giorni da l’Attacco non vuole mettere in discussione la qualità dell’operazione Mònde – Festival del Cinema sui Cammini, per quanto resti necessario fare una valutazione sull’impatto sociale, economico e culturale presente e futuro, ma evidenziare il meccanismo vischioso dietro precise operazioni culturali.

Quello stesso sistema discrezionale che, secondo la ricostruzione del quotidiano, avrebbe distribuito oltre otto milioni di euro di contributi straordinari inseriti nelle leggi di bilancio della Regione Puglia a enti, associazioni, fondazioni e iniziative individuati nominativamente, senza quindi una selezione attraverso procedure competitive o graduatorie pubbliche ma direttamente negli allegati alle norme finanziarie approvate dal Consiglio regionale.

E nella serata di ieri, arriva una notizia che certifica il rischio dietro la gestione personale dei fondi pubblici. È stato infatti eseguito dalla Guardia di Finanza di Bari nelle province di Bari e Foggia un sequestro preventivo del valore di oltre 1,3 milioni di euro per peculato nei confronti di tre persone: il direttore generale di Pugliapromozione Luca Scandale, l’ex responsabile dell’ufficio paghe e pagamenti dell’Agenzia del Turismo della Regione Puglia, Vito Mastrorosa, e l’addetto allo stesso ufficio Nicola Lattarulo. Gli indagati, secondo l’accusa, “avrebbero sistematicamente dirottato denaro pubblico, di cui avevano il possesso per motivi inerenti al proprio ufficio, appropriandosene per finalità di natura esclusivamente personale”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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