Un nuovo caso politico è esploso in settimana a San Severo. Nei giorni scorsi, infatti, è emerso che è scaduto senza alcun seguito l’ultimatum contenuto in una diffida legale che riguarda la consigliera comunale e presidente del Consiglio Rosa Caposiena. Al centro della vicenda ci sono le dichiarazioni rese da Caposiena nel luglio 2024, in occasione della convalida degli eletti. Dichiarazioni che, secondo un pronunciamento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, non corrispondevano alla realtà dei fatti. La diffida, notificata il 27 agosto scorso all’amministrazione comunale, porta la firma dell’avvocato Marco Marchegiani, legale del dottor Francesco Spada, dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri e fratello di Alessandra, già presidente del Consiglio comunale nella fase iniziale della giunta Colangelo. Secondo il documento trasmesso al Comune, Caposiena avrebbe dichiarato di non trovarsi in situazioni di incompatibilità. In realtà, nello stesso periodo, ricopriva l’incarico di dirigente della Polizia Locale a Troia, mentre a San Severo assumeva quello di consigliera comunale. Una sovrapposizione che l’Anac, con delibera del 23 ottobre 2024, ha già ritenuto incompatibile. L’Autorità ha richiamato una disposizione normativa precisa che vieta a un dirigente di un Comune di svolgere contemporaneamente il ruolo di consigliere in un altro Comune con più di 15mila abitanti. La situazione di incompatibilità si è risolta soltanto il 20 settembre 2024, quando Caposiena ha lasciato formalmente l’incarico a Troia. Al momento della sottoscrizione delle dichiarazioni, però, l’incompatibilità sussisteva. A rendere la vicenda ancora più delicata vi è un altro elemento: la dichiarazione firmata da Caposiena era stata pubblicata sul sito istituzionale del Comune di San Severo, ma oggi non è più disponibile. Proprio per questa ragione, nella diffida si chiedeva non soltanto di adottare verifiche e provvedimenti conseguenti, ma anche di ripristinare la pubblicazione del documento sul portale. Il termine di quindici giorni indicato nell’atto di diffida è scaduto il 10 settembre senza che l’amministrazione comunale adottasse alcuna misura o rendesse pubbliche spiegazioni. Un silenzio che pesa, perché rischia di trasformarsi in un altro boomerang politico per la Sindaca Lidya Colangelo. La giunta, insediata a giugno 2024 con la promessa di inaugurare un nuovo corso, si trova così, a poco più di un anno dall’avvio, travolta da un secondo caso scottante. Già nei primi mesi dell’anno aveva dovuto fare i conti con quello dell’assessore Marino e con le turbolenze che avevano accompagnato la fase iniziale dell’amministrazione. Ora la questione Caposiena rischia di aprire una nuova crepa negli equilibri politici cittadini. Il nodo non è solo amministrativo ma anche politico. Rosa Caposiena, infatti, non è più una consigliera di minoranza o un membro di secondo piano del Consiglio comunale. Dall’inizio del 2025 ricopre il ruolo di presidente del Consiglio, figura che dovrebbe garantire l’imparzialità e la gestione dei lavori dell’aula. La sua posizione, ora messa in discussione, mina inevitabilmente la credibilità dell’intero organo istituzionale. L’eco della vicenda non si limita però al piano locale. Caposiena è espressione di Forza Italia e all’interno del partito azzurro è considerata una delle possibili candidate di punta alle prossime elezioni regionali fissate per il 23 e 24 novembre. La situazione imbarazza non poco la formazione politica, costretta a gestire una grana che esplode nel pieno della campagna elettorale e che rischia di indebolire una candidatura in costruzione. Dal punto di vista istituzionale, la diffida non è stata indirizzata soltanto al Comune ma anche al segretario generale Longo e al Prefetto di Foggia. Entrambi sono chiamati a verificare le dichiarazioni rese da Caposiena e a valutare eventuali responsabilità. Il testo richiama in maniera esplicita l’articolo 331 del codice di procedura penale, che obbliga i pubblici ufficiali a denunciare eventuali reati di cui vengano a conoscenza. Non si tratta quindi di un semplice avvertimento ma di un atto che apre la strada a possibili conseguenze giudiziarie e contabili.
La vicenda si intreccia inoltre con le dinamiche interne al palazzo comunale. L’ex presidente del Consiglio Alessandra Spada, oggi esclusa dai vertici politici, è sorella del dirigente che ha promosso la diffida. Un dettaglio che accende ulteriormente la tensione, intrecciando rapporti istituzionali e legami familiari in una partita che si fa sempre più esplosiva. A San Severo in questi giorni non si parla d’altro che dell’affaire Caposiena. La Sindaca Colangelo, il segretario Longo e la stessa presidente del Consiglio hanno scelto finora la linea del silenzio. Nessuna dichiarazione ufficiale, nessun chiarimento, nessuna presa di posizione. Una strategia di attesa che però rischia di lasciare spazio alle opposizioni e alle voci di corridoio che già animano il dibattito cittadino. L’Anac, nella delibera del 2024, aveva invitato gli enti locali a vigilare con maggiore attenzione sulle dichiarazioni degli amministratori. Il Comune di San Severo non sembra però aver recepito quell’indicazione. L’inerzia dimostrata dall’amministrazione, di fronte a una diffida formale e a una scadenza ormai ignorata, rischia di trasformare la questione in un caso politico di portata enorme, soprattutto se il procedimento dovesse approdare in sede giudiziaria. Il quadro complessivo è quello di una giunta che, a poco più di un anno dall’insediamento, si ritrova nuovamente sotto pressione. Dopo aver resistito alla crisi che aveva colpito l’esecutivo nei primi mesi, la Sindaca Colangelo deve ora affrontare un caso che riguarda non soltanto i rapporti di forza interni ma anche gli equilibri politici regionali. Il caso Caposiena non si riduce infatti a una questione di trasparenza amministrativa, ma si presenta come un vero e proprio banco di prova per Forza Italia e, in senso più ampio, per la coalizione di governo cittadina. In un contesto dove la maggioranza è così fragile e i rapporti di fiducia già appaiono logorati, l’esplosione di questa vicenda rischia di produrre effetti devastanti. Se e in che modo l’amministrazione deciderà di affrontare pubblicamente la questione resta un interrogativo aperto. Quel che appare certo, invece, è che il tempo del silenzio sembra avviarsi alla conclusione. Le opposizioni premono, i riflettori regionali si accendono e il calendario elettorale corre veloce verso novembre, mentre l’affaire Caposiena arriva a gravare come un macigno sull’amministrazione comunale di San Severo.
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