L'iniziativa comprende anche un sondaggio su Google Form rivolto ai cittadini, per individuare le aree del capoluogo in cui piantare gli alberi.
L'obiettivo è ripopolare il verde pubblico attraverso un lavoro di cittadinanza attiva e di intervento diretto sul territorio. Al fianco del gruppo Foggia del Cambiamento c'è Ottavia Foggia, che ha sposato l'iniziativa per rendere la città un po' più green. Su Google Form è già partito un sondaggio rivolto alla cittadinanza.
Una iniziativa che portiamo avanti con Foggia del Cambiamento - racconta a l'Attacco Mario Cagiano, Ottavia Foggia -. Hanno avviato questa iniziativa piantando un albero simbolico davanti alla chiesa di San Michele. Con la pandemia si sono dovuti fermare. Adesso abbiamo deciso di collaborare e abbiamo a disposizione più di 100 alberi, che possiamo donare alla comunità. Ci siamo detti che sarebbe più coinvolgente se fossero i cittadini ad indicare i luoghi in cui piantare nuovi alberi. Abbiamo deciso di avviare una campagna social, in cui stiamo facendo girare questo Google form, che ha già raggiunto 300 compilazioni, indicandoci svariate zone della città. Molto gettonato è il centro storico. Molte risposte mettono in risalto il fatto che il centro della città sia privo di verde pubblico. L'altro messaggio che è passato è stato:%u2008qualsiasi spazio in cui si possa piantare un albero. Emerge la voglia di avere un verde più esteso e consapevole di quelle che sono le esigenze stradali. In molti ci chiedono di non piantare pini, che portano al dissesto delle strade. Termineremo questa attività di sondaggio domenica 7.
E aggiunge:%u2008Il gruppo Foggia del Cambiamento si è organizzato e si sono divisi per verificare le zone della città in cui è necessario piantare alberi. Andremo a stilare una mappa in cui indicheremo punti e zone e invieremo il tutto all'ufficio comunale, perché non possiamo piantare alberi in modo indiscriminato.Un'attività di sondaggio che osserva il capoluogo dauno, le sue esigenze e vuole sposare una cultura più green per rispondere ai bisogni del territorio. I due gruppi oggi sono attivi e portano avanti le segnalazioni dei cittadini, verificando personalmente lo stato di verde delle aree indicate.
Nel rispetto delle norme, stileremo questo progetto e lo consegneremo all'ufficio comunale di competenza - continua Cagiano -. Doniamo alberi e una mappa di zone già individuate, chiediamo che si concretizzi e venga posta in essere l'iniziativa. Gli alberi sono stati comprati dal gruppo scout Foggia del Cambiamento. Stiamo dando un aiuto alla causa. La questione del verde è per noi importante, anche se da quando siamo nati non abbiamo mai trattato direttamente l'argomento. Si è alzato il polverone su Parco San Felice e la cementificazione, pensiamo che quando si parla di ambiente bisogna farlo in modo concreto.
L'ambiente è per questi gruppi un tema fondamentale, che oggi non può più essere ignorato. I giovani del territorio raccolgono le opinioni e i suggerimenti dei cittadini, per costruire attraverso un progetto comune una Foggia diversa, più attenta e consapevole. Tra le finalità dell'iniziativa c'è il voler dare maggior valore alla città, immaginando un paesaggio urbano che possa coesistere con il verde, lo stesso che secondo i cittadini foggiani adesso manca. Tra i temi toccati dal sondaggio anche quello della raccolta differenziata. Un occhio più attento nei confronti dell'ambiente ricade anche sulla raccolta rifiuti, tema a lungo dibattuto. I giovani di Ottavia Foggia e Foggia del Cambiamento scelgono di attivarsi per far fronte alle problematiche relative all'ambiente che colpiscono il territorio foggiano.
Per questo abbiamo abbracciato l'iniziativa di Foggia del Cambiamento - conclude Mario Cagiano -. Nel Google form alla voce 'Come valuti il verde pubblico', la risposta 'insufficiente' è al 46,8% e 'buono' al 9,5%. La voce 'Come valuti i servizi pubblici a favore delle politiche ambientali' vede la risposta 'insufficiente' al 77,4%. Foggia è sempre destinata ad un paragone con Bari, anche se sono città diverse. L'assessore all'ambiente di Bari ha tuonato sulla questione della differenziata e questo si ricollega al dibattito che si è creato sulla questione delle foto trappole. Grande tema, perché la città chiede che chi sporca venga punito, ma ha scoperto che nemmeno servivano alla tutela del patrimonio ambientale.
Silvia Guerrieri
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