E' Giovanni Putignano di Torremaggiore l'uomo colpito dal sequestro di beni per un valore totale di oltre 1,6 milioni di euro.
Il fatto si è compiuto all'esito di approfondite indagini patrimoniali eseguite dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Foggia con il contributo dei carabinieri del nucleo investigativo che, dopo aver accuratamente rappresentato all'autorità giudiziaria la pericolosità sociale dell'individuo - presupposto essenziale per avanzare la proposta di confisca di prevenzione - hanno scandagliato la posizione patrimoniale dell'uomo, classe 78, con precedenti penali e di polizia per reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, armi, stupefacenti, estorsione, autoriciclaggio e reati fiscali, da ultimo arrestato a dicembre 2019 al termine dell'operazione "Hydra", per aver fatto parte di un'associazione a delinquere dedita alle truffe ai danni dell'Inps, al riciclaggio, ai reati fiscali.
Oltre che nei confronti dell'uomo, le indagini patrimoniali sono state sviluppate anche sui suoi familiari più stretti e su due suoi prestanome, ai quali erano fittiziamente intestate immobili e società, di fatto nella piena disponibilità del pluripregiudicato. Tra queste, anche una società di smaltimento rifiuti, la Ricicla srl con sede legale a Torremaggiore, colpita lo scorso 21 aprile da interdittiva antimafia del Prefetto di Foggia.
Il Tribunale della Prevenzione ha così accolto la proposta formulata dalla Procura della Repubblica di Foggia e ha ordinato il sequestro di: due compendi aziendali, comprensivi del 100 per cento delle relative quote sociali, entrambi con sede a Torremaggiore, 16 immobili situati prevalentemente in area garganica (San Paolo di Civitate e Rodi Garganico) e Pescara, tra appartamenti e box, quattro autovetture, cinque conti correnti due polizze assicurative/fideiussorie per un valore complessivo pari a oltre 1.652.000 euro.
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