Sembrava essersi raffreddato il fronte relativo al servizio raccolta rifiuti con l’inizio a marzo del nuovo contratto di servizio novennale. L’associazione di cittadinanza attiva La Società Civile, assistita da un pool di legali con i quali ha portato il caso rifiuti a Foggia in Parlamento con un’interrogazione parlamentare e in Procura della Repubblica con diversi esposti, è stata ricevuta nei giorni scorsi dal commissario straordinario del Comune Vincenzo Cardellicchio per sciogliere i nodi e riallacciare i fili di quella che probabilmente è la più controversa questione politica dell’epoca commissariale. Il prefetto Cardellicchio, estremamente più attento e responsivo di chi lo ha preceduto, vuole vederci chiaro e comprendere le tante perplessità.
L’Attacco in esclusiva aveva rivelato che questo 2023 fosse iniziato senza la stipula del contratto tra Foggia e Amiu Puglia spa, a differenza di quanto raccontato pubblicamente dall’ex commissaria Magno alla stampa, e che il bilancio del 2022 della società, ancora in attesa di approvazione, presenterà la spiacevole sorpresa di una perdita di circa 3 milioni di euro a danno dei due Comuni soci della municipalizzata, Bari al 79% e Foggia al 21%.
La Società Civile ha segnalato al commissario che il contratto non risulta ancora pubblicato impedendo le più basilari attività di accesso e controllo degli standard qualitativi e quantitativi, nonché a mancare è la Carta dei Servizi ed un chiaro sistema di clausole e penali. Sul tavolo della discordia anche la concessione dell’impianto TMB di Passo Breccioso, che parrebbe riaffidato implicitamente alla gestione di Amiu senza un procedimento a parte e specifico. Allo stato attuale si ripresenterebbero ancora le stesse storiche criticità relative all’aggravio dei costi quasi esclusivamente su Foggia a scapito di utili distribuiti all’80% a Bari.
Il servizio di raccolta in città intanto procede con le solite difficoltà di cassonetti vecchi, rotti e sporchi e con l’inserimento di soli 25 operatori categoria J, rispetto ai 50 previsti già nel 2023 dal piano industriale. Nulla invece è arrivato dal fronte assunzione autisti dei mezzi, con gli 80 idonei del concorso del 2022 ancora fermi al palo. L’apertura in pompa magna del centro raccolta di via Sprecacenere rappresenta una boccata di ossigeno rispetto all’annosa questione recupero ingombranti e smaltimento rifiuti speciali ma, stando al piano, un CCR doveva essere pronto già a dicembre tra via Kennedy e via Gramsci. Tutto tace. L’altra notizia confortante è il finanziamento approvato dei progetti Pnrr (5 progetti per un totale di 5 milioni di euro) tra cui l’acquisto di cassonetti intelligenti che dovrebbero rappresentare il nuovo corso del servizio raccolta su strada. In cantiere 250 isole ecologiche.
Il dramma più avvilente resta ancora lo stesso: la raccolta differenziata. Una storia tormentata, raccontata da l’Attacco in questi mesi, fatta di gravi inefficienze, dati gonfiati, piani industriali costruiti su numeri falsi e clamorosi refusi persino sul numero delle utenze.
In un incontro pubblico il presidente della Regione Michele Emiliano ha commentato in maniera lapidaria: “La raccolta differenziata a Foggia è zero”. Come a suggerire di non stare troppo ad arrovellarsi con calcoli ed inchieste rompicapo.
Il crac istituzionale è arrivato a fine febbraio con l’Ufficio Ambiente del Comune di Foggia che implicitamente ha ammesso le distorsioni evidenziate su queste colonne ed ha diramato una nota per correggere al ribasso i dati della raccolta differenziata. Revisionando i soli mesi di novembre e dicembre 2022 l’intera raccolta differenziata annuale è scesa dal 22%, obiettivo minimo previsionale, ad un più veritiero (ma non troppo) 17,30%. La spiegazione dei dati falsi ricadrebbe, secondo la nota ufficiale diffusa, a meri errori materiali nella comunicazione. Come dimostrato sempre su queste pagine i valori alterati ed ingiustificabili sono decine, e riguardano diversi mesi, nonché anche i precedenti anni (si pensi alla questione degli inerti). Il nuovo anno ed il nuovo corso non hanno placato le polemiche sulla trasparenza. I dati della raccolta risultavano assenti. Dal comunicare dati gonfiati al comunicare valori troppo bassi si è optata per una terza via: l’occultamento.
Ad inizio aprile mancava la pubblicazione dei dati di gennaio, febbraio e marzo. Nuovo esposto in Procura della Repubblica per le associazioni e i legali che le assistono. Sul tema però c’è stato un notevole cambio di marcia e di approccio da parte della commissione straordinaria, guidata ora dal prefetto Cardellicchio, che letto l’esposto, anziché ignorarlo come fatto in passato dalla commissaria Marilisa Magno, ha deciso di convocare con urgenza la partecipata comunale Amiu Puglia per ristabilire la trasparenza e gli obblighi di pubblicazione.
"Un impegno di cui – scrivono da Palazzo di Città - proprio in virtù della presenza di un contratto, è possibile oggi chiedere conto e ragione di ritardi o discrasie. Al fine di evitare ritardi o il ripetersi di errori nella comunicazione mensile dei dati relativi alla differenziata e sul caricamento degli stessi sulla piattaforma regionale – continuano dal Comune - è stato deciso di delegare formalmente la stessa società Amiu a tutti gli adempimenti del caso. In capo all’amministrazione rimarrà il compito istituzionale di monitoraggio e controllo”. “Ringrazio quanti si occupano e si preoccupano della raccolta dei rifiuti - ha commentato Cardellicchio - che ci aiutano a seguire l’andamento dei lavori, auspicando in un controllo sociale sempre più collaborativo e fiducioso. Si è all’inizio di un cammino per il quale occorre ancora molto lavoro, ma la strada intrapresa è quella giusta”. E cosa raccontano questi dati del 2023? Niente di sbalorditivo per chi ha seguito le diverse inchieste qui pubblicate. La raccolta differenziata segna gennaio 13,94%, febbraio 15,95%, marzo 15,45%. Totale trimestrale 15%. A spaventare già da oggi è il confronto con la relazione previsionale 2023-25 redatta proprio da Amiu Puglia ad inizio anno e che prevede per il 2023 il raggiungimento nientemeno che del 35%. Utopia, nonché inevitabile violazione della previsione stessa.
Per il 2024 la promessa è il 50% e per il 2025 addirittura il 65% (l’obiettivo imposto dalla legge).
Un piano dei sogni a voler essere buoni per una società che sta addirittura riducendo le perfomance negli anni. Ad occhi inesperti e non informati sembrerebbe assurdo passare dal 28% del 2021, al 17% (corretto) del 2022, fino al 15% di questo primo trimestre. Questa è la storia ufficiale che si sta raccontando agli organi di controllo come AGER o ISPRA, o a chi redige report e classifiche nazionali come Legambiente ed il Sole24Ore. La realtà è più coerente e giustificabile. Il dato del 2021 era al 50% gonfiato di inerti, gli scarti dell’edilizia, irregolari e falsi. La vera raccolta differenziata si dimezzerebbe così al 14%.
Anche i primi mesi del 2022 sono gonfiati dal vecchio sistema illusorio degli inerti magici. Ecco che il trend si stabilizza sul 14-15% costante, coerente ed accettabile almeno da un punto di vista logico-matematico. Inaccettabile dal punto di vista ambientale e della qualità del servizio.
Persistendo su questo trend l’Attacco è in grado di fare una dura previsione: Foggia sta per scivolare all’ultimo posto in Italia per raccolta differenziata.
Dietro il capoluogo daunio c’erano infatti solo Palermo e Catania.
La prima ha lanciato un “Piano straordinario di pulizia della città”, mentre la seconda è corsa ai ripari avviando finalmente il sistema “porta a porta”, che per Foggia rimarrà una chimera per i prossimi 9 anni. Il sindaco del capoluogo etneo si dice sicuro che con il porta a porta avviato sarebbero già oltre il 30%. Si tratta di una città di 300 mila abitanti con difficoltà e degrado simili a quelli di Foggia, eppure si è proceduto in questo senso, laddove qui se ne sottolinea l’impossibilità tecnica, materiale e culturale. Il commissario Cardellicchio si è detto più volte favorevole a questa modalità di raccolta che garantisce risultati sicuramente superiori, ma è rimasto spiazzato dalle associazioni che gli hanno contestato come per Amiu sia ancora un tabù su Foggia.
In entrambi i comuni della Sicilia inoltre si è avviata un’intensa attività di controllo, installazione fototrappole e multe per i trasgressori; attività che a Foggia ancora latitano, nonostante anch’esse siano previste dalla relazione previsionale. Serve un deciso cambio di rotta.
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