Maria Lucia, la storia della vacanza a Tremiti di una docente pugliese: "Che tristezza, quanti problemi..."

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Le isole Tremiti sono il paradiso naturalistico del Gargano, l'Area marina protetta che ha visto quest'estate le celebrazioni per il trentennale dell'istituzione, il luogo amatissimo dal compianto Lucio Dalla e da tutti gli appassionati di immersioni. Ma oltre ai paesaggi da cartolina e ad un mare unico non mancano disagi, degrado e incuria. Tornarci a un quarto di secolo di distanza ha rappresentato un vero dolore per la signora Maria Lucia Rosafio, insegnante salentina di origine ma da residente da decenni a Bassano del Grappa, nel Vicentino. Dopo due giorni trascorsi nell'isola di San Nicola la signora ha deciso di raccontare la propria esperienza. "Sono stata a Tremiti intorno al 24 giugno, partendo dal porto di Termoli e facendo ritorno in quello di Peschici", spiega la docente a l'Attacco. "Ero già  stata a Tremiti moltissimi anni fa, almeno 25, e me ne ero innamorata. Allora erano un gioiello. Avevo voglia di tornare, essendo una pugliese che ama la propria terra. Io sono sempre andata in vacanza alle Eolie nell'isola di Vulcano, con la quale ho un legame speciale. Ma quest'anno, avvicinandomi alla vecchiaia, ho deciso di fare qualcosa che non facevo ormai da troppo tempo. Ho voluto rivedere il Gargano, in cui non venivo da decenni. Ho preso la navetta Puglia Airbus, che collega l'aeroporto di Bari Palese al Gargano. Un meraviglioso servizio, che non dovrebbero limitare alla sola estate. Prima dell'introduzione della navetta per me, che viaggio da sola e coi mezzi pubblici, era davvero difficile raggiungere il Gargano, una terra che non merita di essere isolata". Sulla terraferma nessun problema. "A Termoli e Peschici è andata meglio di come mi aspettassi. A Peschici ho trovato prezzi abbassati per favorire gli afflussi turistici, la massima accoglienza. I problemi li ho avuti una volta sbarcata a Tremiti". Tranne che per una breve visita di un'ora a San Domino, Maria Lucia Rosafio è stata sempre a San Nicola. "Appena arrivata nell'isola di San Nicola mi è sembrato che la situazione potesse andar bene, perchè quelli del b&b di cui sono stata ospite, La casa di Gino, mi hanno accolto con servizio navetta evitandomi la salita e mi hanno trattato benissimo per i due giorni della mia permanenza. Ho anche mangiato bene sull'isola. Ho scelto San Nicola perchè volevo la storia e la cultura, non ero in cerca del mare. Il problema è sorto la sera: che fai se sei una donna quasi sessantenne, operata da poco al piede? Per me farsi la scarpinata a piedi diventava un serio problema. Ci sono due scale mobili, ma mi è stato che sono bloccati da oltre un decennio. Un vero minimarket non c'è, quello che esiste in realtà  è una stanzetta minuscola dove non si riesce a fare una spesa completa". Il peggio si è però avuto quando la signora ha voluto far visita all'abbazia, che come documentato da l'Attacco lo scorso anno è in costante degrado. "Sono andata all'abbazia inerpicandomi, chi ha un handicap non può sicuramente arrivarci. Ho trovato la parte museale chiusa, tantissimi rifiuti, segnaletica sbiadita ed erbacce ovunque. Ho trovato in ordine la sola cattedrale, mentre l'erba alta non mi ha nemmeno permesso di visitare la tomba di Diomede e il cimitero". La combattiva professoressa ha deciso a quel punto, scandalizzata da questo stato di cose, di andare a parlare col sindaco o con chi potesse ascoltarla a Palazzo di Città . "Ho deciso di andare a reclamare in comune è quello che ho visto in quel Municipio non l'ho visto nemmeno in Africa dove pure sono stata non c'era nessuno al che sono entrata e Ho bussato ho trovato un'unica persona un impiegata in una stanza inondata Dalla polvere non riuscivo neanche a capire come potesse trovare dignitoso lavorare in quel modo lei mi ha ascoltato e mi ha detto che non poteva farci nulla i milioni stanziati dallo stato al ex ministro Franceschini e bloccati dalla sovrintendenza ho sentito quando nell'isola e parlando con più persone anche che hanno deciso di pavimentare l'area portuale Tremiti ho provato una sensazione di essere ma amarezza e tristezza come una madre che ha perso il proprio figlio come la perdita di qualcosa che ti appartiene vive lontano che non riesce a vedere ma che continuato sempre a portare nella testa e nel cuore quando infine lo incontri scopri che fa una vita di depravazione. Una grande tristezza".

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testatina dillo al direttore WEB

 



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